Pisa - Alessandria, il borsino

Domenica, 11 Marzo 2018

Ancora con un pugno di mosche in mano. Così il Pisa esce dal campo dopo la sfida contro l’Alessandria. Dopo due sconfitte consecutive è arrivato un pareggio che profuma di delusione visto che i nerazzurri si sono fatti raggiungere al 94’ gettando alle ortiche una vittoria che certo non certificava la guarigione degli uomini di Pazienza, ma almeno ne faceva salire morale ed autostima.

COSA FUNZIONA  Con un centrocampista centrale in più il Pisa mostra un assetto tattico più equilibrato. Lo andiamo dicendo da tempo: per le caratteristiche dei singoli il Pisa non può prescindere dal disporsi con tre giocatori nella zona centrale del campo. Anche sotto l’aspetto caratteriale il Pisa ha provato a mostrare qualcosa di diverso, ma è sembrato più l‘ennesimo adattarsi alle qualità certamente alte dell’avversario che uno sforzo di imporre la propria personalità.

COSA NON FUNZIONA Dal punto di vista tattico, dobbiamo fare per l’attacco il ragionamento inverso fatto per il centrocampo. Le tre punte non esaltano le caratteristiche degli uomini a disposizione, in particolare di Masucci, la miglior seconda punta del campionato, che viene svuotato delle sue migliori doti se spostato a fare l’esterno sinistro, cosa fra l’altro abbondantemente evidenziata anche durante la gestione Gautieri. Il pareggio a “the last kick of the game”, il secondo subito dal Pisa in questo campionato, mette una volta di più in evidenza come questa squadra, sicuramente composta da buoni giocatori, manchi di quella coesione necessaria nei momenti nevralgici della partita. Lo si era visto con la Pistoiese quando il Pisa subì un goal analogo a quello di ieri, lo si è visto contro l’Alessandria quando è mancata furbizia, intesa come capacità di rallentare la rimessa in gioco degli avversari, e lucidità intesa come abilità a leggere una situazione tattica creatasi da un cross da 40 metri che nella casistica del calcio solitamente va archiviato come un tentativo della disperazione che una difesa ben schierata gestisce senza il minimo patema. Al Pisa questi cross alla viva il parroco sono costati due vittorie e quattro punti in classifica. Così decisamente non va.

DA RIVEDERE Dopo 28 partite disputate si fa fatica a pensare a qualcosa da rivedere. Sotto l’aspetto mentale e di coesione non vengono evidenziati passi avanti, sul piano dell’assetto tattico la coperta sembra sempre corta e qualunque soluzione adotti l’allenatore manca sempre qualcosa. Da rivedere anche il pubblico, quello presente all’Arena ha fatto la sua parte, ma è sembrato assai meno numeroso del solito, e temiamo che questa sia la conseguenza non tanto dei risultati, quanto della mancanza di quella scintilla che questa squadra non è capace di innescare nel cuore dei suoi tifosi.

 

 

massimo.corsini