Prato - Pisa, il borsino

Lunedì, 12 Febbraio 2018

Il Pisa non va oltre il pari contro il Prato e perde così l’occasione di avvicinarsi un modo sensibile alla capolista Livorno battuta a domicilio, e a sorpresa, dal Pontedera. Peccato, perché l’occasione era ghiotta e per una volta scendere in campo con in tasca il risultato degli avversari poteva essere uno stimolo positivo anziché motivo di tensione. Resta un’altra opportunità persa ed in una giornata in cui il calendario offriva ai nerazzurri un turno sostanzialmente positivo, la squadra di Pazienza scivola di nuovo al quarto posto della classifica con il rischio concreto di veder scappare via il Siena impegnato nel posticipo del lunedì in casa contro la Carrarese.

COSA FUNZIONA Si fa fatica a trovare cosa davvero abbia funzionato contro i lanieri. Di sicuro la reazione dopo il goal subito a freddo. Quella c’è stata ed è stata una reazione importante, simile a quella già vista mesi addietro, all’Arena contro la Pistoiese. Da incorniciare anche la rete di Gucher, una prodezza balistica che non vedevamo da tempo e che candida l’austriaco al premio di “goal of the season” certamente per quanto riguarda i colori nerazzurri, ma anche dell’intero campionato. Quando si ha dei fuoriclasse per la categoria in cui si milita, queste giocate possono uscire dal cilindro. Lustriamoci gli occhi e speriamo sia un segnale positivo. Il bicchiere lo si può vedere mezzo pieno perché spesso queste partite si perdono, questo Pisa invece in un modo o nell’altro le raddrizza”.

COSA NON FUNZIONA Il Pisa è sceso in campo cosciente del risultato del Livorno, questo avrebbe dovuto dare una carica in più alla squadre che invece ha offerto la solita prestazione monocorde ad eccezione della reazione al gola subito. Dal 30’ in poi è stato il solito Pisa che non riesce a cambiare passo, nella ripresa il forcing è stato più il frutto della schiacciante superiorità, il Prato è palesemente una squadra di serie D prestata al professionismo dalle logiche politiche sul numero di partecipanti alla terza serie, che della forza delle idee e del gioco. La difesa, che già domenica scorsa aveva pericolosamente vacillato ed era stata graziata dall’inconsistenza degli attaccanti piemontesi, questa volta ha pagato il conto alla dea bendata che con gli interessi ha preteso indietro, in un'unica partita, quello che aveva concesso contro Siena, Viterbese e Cuneo e c’è da ringraziare che il mediocre Seminara in contropiede da pochi passi si sia divorato il 3-1 altrimenti saremmo qui a parlare di tutta un’altra partita. Ci sta, lo ha detto anche Pazienza, che la sorte presenti il conto, certo è che contro una squadra di così basso spessore i nerazzurri avrebbero dovuto vincere a prescindere da tutto, ma per farlo serve un atteggiamento diverso, serve attaccare l’avversario alla giugulare e questa caratteristica, il Pisa non sembra averla anzi, troppo spesso sembra adattarsi alle caratteristiche dell’avversario scendendo di livello quando questo è scarso, per poi risalire quando affronta formazioni di vertice. Così si spiegano anche i tanti pareggi e le difficoltà con le piccole squadre. La partita contro il Prato ha evidenziato una volta di più la mancanza di fosforo in mezzo al campo. Troppe volte le azioni offensive sono partite dai difensori centrali che si ritrovavano ad impostare il gioco vista l’assenza di un centrocampista che andava loro incontro per prendere la palla e dettare i tempi della manovra. Insomma alla fine il bicchiere è mezzo vuoto perché se si vuol recuperare su chi sta davanti, con queste squadre non deve che esserci un unico risultato: la vittoria.

DA RIVEDERE Sono i nuovi, tutti quanti quelli impiegati ieri. Cominciamo dal giocatore più atteso: Alexis Ferrante, preferito un po’ a sorpresa a Masucci. Forse il giocatore aveva ancora bisogno di un paio di spezzoni da subentrato per potersi inserire meglio nei meccanismi del gioco offensivo del Pisa. Ha mostrato un bel guizzo, ma contro una squadra come il Prato è un po’ pochino. Francesco Lisi, il giocatore ha delle doti di corsa e velocità che effettivamente nel Pisa mancavano, le mostra con grande generosità nel primo tempo, ma anche lui ha bisogno di un po’ di tempo per entrare in sintonia con i compagni. Infine Sainz-Maza è da più tempo nel gruppo visto che è giunto alla sua terza presenza, quella contro il Prato è stata la sua migliore prestazione, avvantaggiato anche dalle ampie praterie che sulla sua corsia gli lasciava Ghidotti. Non sarà mai un Usain Bolt della fascia ma ci auguriamo che possa fare molto meglio di così e soprattutto con più continuità.

Ora i nerazzurri sono attesi da un’altra partita esterna, in Sardegna, contro l’Arzachena, non sarà facile vuoi per il campo, ostico per tutti, vuoi per le caratteristiche dei Sardi che sul loro campo vendono cara la pella a tutti. Il Pisa gli uomini per il salto di qualità, pur con qualche incomprensione tattica ci sono, lo attendiamo fiduciosi.

massimo.corsini