Sabato 2 marzo, studenti medi in piazza per lo stop al genocidio in Palestina e ai manganelli di Stato

Cronaca
PISA e Provincia
Sabato, 2 Marzo 2024

Informata la Questura, corto per le strade di Pisa. Concentramento alle 14 in Piazza Vittorio Emanuele

Sabato 2 marzo è il giorno dell'attesa manifestazione per lo stop al genocidio in Palestina, promossa dal Coordinamento Studenti Medi.

A distanza di appena una settimana dalle manganellate della Polizia agli studenti di venerdì 23 febbraio, l'ufficializzazione del corteo, che prevede la partecipazione di tantissimi studenti giovani e giovanissimi in arrivo anche dalla provincia, è stata data anche da una breve nota anche dalla Questura di Pisa.

"Nel pomeriggio odierno - ha scritto la Questura di Pisa - il Coordinamento degli studenti medi ha preavvisato una manifestazione per domani 2 marzo 2024. La partenza della manifestazione è prevista alle ore 14.00 da questa piazza Vittorio Emanuele e si snoderà per il centro cittadino".

Nella piantina allegata nell'articolo, il percorso del corteo in partenza alle 14 da Piazza Vittorio Emanuele II.

 


Con un'assemblea pubblica aperta alla cittadinanza, il Coordinamento Studenti Medi è tornato a guardare al futuro

C'era molta attesa e il pomeriggio di giovedì 29 febbraio, i ragazzi e le ragazze, gli studenti e le studentesse di Pisa e provincia, si sono ritrovati al Teatro Nuovo di Piazza della Stazione per riflettere e discutere dopo i fatti dello scorso venerdì.

Le manganellate della Polizia, come già chiaro dalla sera stessa di venerdì 23 febbraio, quando 5 mila persone si ritrovarono a manifestare in Piazza dei Cavalieri, sembrano avere rinforzato la protesta studentesca, che va chiarito, era iniziata e proseguirà sabato prossimo, con un'altra grande manifestazione, per dire no al genocidio in Palestina.

Tanti gli spunti e gli interventi registrati giovedì pomeriggio. Molti incentrati, e non poteva essere diversamente, sulle cariche della Polizia e la repressione di Stato del movimento studentesco.

A margine della giornata, abbiamo raccolto la testimonianza e le parole di due studentesse medie pisane: Francesca e Costanza. Con loro abbiamo cercato di approfondire la situazione attraversata dagli studenti e dalle studentesse pisane, le loro paure, le loro idee e speranze.

 

 

 

Ha scritto Coordinamento degli studenti medi pisani

ai cittadini
alle Forze dell’ordine
al Governo Italiano

Scriviamo questo comunicato mossi dall’esigenza di chiarire gli avvenimenti del 23 febbraio, giornata in cui la polizia ha compiuto un abuso di potere, tramite il pestaggio ingiustificato ai danni degli studenti che manifestavano pacificamente per la liberazione del popolo Palestinese.

Questo evento agghiacciante ha scatenato una vera e propria tempesta mediatica, e, oltre al supporto ricevuto da cittadini e varie istituzioni, sono emerse anche innumerevoli mistificazioni, congetture e falsità.

Accuse ingiustificate di comportamenti riottosi e addirittura di aver pianificato atti mossi da sentimenti antisemiti, come danneggiare la sinagoga della città: queste calunnie sono infondate e teniamo a dissociarci con forza da quanto ci accusano di essere.

Le accuse presentate sono infatti strumentali ad una narrazione che ci dipinge come violenti e provocatori, al fine di screditare la nostra immagine.

Coloro che supportano e difendono l’operato violento della Celere, inoltre, sostengono che il corteo non fosse “autorizzato”, e che quindi la risposta delle autorità sia proporzionata all’atto “illegittimo” dei manifestanti.

Volendoci però appellare proprio all’importanza di rispettare le leggi vigenti nel nostro Paese, invitiamo a rileggere gli articoli 17 e 18 della nostra Costituzione, la legge fondamentale Italiana: questi infatti rendono legittima la messa in atto di una manifestazione, a patto che sia pacifica, senza bisogno di previa autorizzazione. L’ultimo periodo durante il quale i cittadini avevano bisogno dell’autorizzazione delle autorità per manifestare era sotto il regime fascista.

Solo in caso di concreto pericolo per la sicurezza pubblica le autorità possono quindi vietare un assembramento.

E, anche se fosse stata per caso violata una legge, come potevano un centinaio di ragazzi per la maggior parte minorenni rappresentare un pericolo abbastanza concreto da dover sfoderare scudi e manganelli?

Alla luce dei fatti appena chiariti non possiamo che dirci sconcertati.

In quanto studenti e cittadini siamo spaventati non solo dalla violenza spropositata delle forze dell’ordine, che silenzia le opinioni scomode, ma anche dalla progressiva repressione che, dai media alle piazze, rende sempre più difficile esprimere e manifestare dissenso, in maniera peraltro pacifica.

Dove ci sono prevaricazioni di libertà vuol dire che la democrazia ancora una volta ha abbracciato un triste sentiero, il sentiero del declino.
In questo caso poi la repressione del dissenso non può che apparire particolarmente fuori luogo. con la nostra mobilitazione pacifica infatti stiamo molto banalmente cercando di colmare un vuoto drammatico causato dalle istituzioni stesse, che anche di fronte ai pronunciamenti del più autorevole organo di giustizia internazionale, continuano a imporci una forma di complicità strisciante con quello che a tutti gli effetti è il più grande massacro di civili del XXI secolo.

Ci auguriamo di non dover più ribadire il nostro diritto al dissenso.

Coordinamento degli studenti medi pisani

 

 


Primo Piano, speciale 'Manganelli di Stato sul corteo studentesco pro Palestina' - RIVEDI LA PUNTATA

 


LEGGI ANCHE: Pisa, in 5 mila per dire no alla violenza di Stato

LEGGI ANCHE: Reazione sproporzionata

LEGGI ANCHE: Corteo pro Palestina. Le reazioni della politica alle "Cariche" della Polizia

LEGGI ANCHE: Al grido Palestina libera. La Polizia manganella il corteo studentesco a Pisa [video]


 

 

redazione.cascinanotizie