Ufficiale: esonerato Pazienza, il Pisa a Petrone. Ora i bonus sono finiti

Lunedì, 26 Marzo 2018

Come vi avevamo anticipato qui, Il Pisa Sporting Club ha comunicato l'esonero di Michele Pazienza. Al suo posto fin dalla prossima partita in programma giovedì a Gorgonzola contro la Giana Erminio ci sarà Mario Petrone, 44 anni, con un passato sulle panchine tra le altre di Catania, Ascoli, Bassano, Lumezzane e San Marino. Mister Petrone dirigerà già oggi il primo allenamento sui campi di Novarello sede del lungo ritiro pregara prescelto dalla società. 

Due allenatori bruciati in nove mesi, ci auguriamo che questa volta Raffaele Ferrara e Giovanni Corrado abbiano saputo scegliere la persona giusta. Il figlio del presidente è un neofita del calcio, ed è Ferrara che avrebbe dovuto guidare l’area tecnica verso quei successi che alla vigilia tutti auspicavano ma che alla fine non stanno arrivando.

La storia del calcio è piena di allenatori che alla fine pagano il prezzo più alto, pagano con l’esonero, pagano per tutti. Pagano gli errori dei giocatori, ma pagano anche per i dirigenti. Per questo motivo sarebbe opportuno che la società mettesse in discussione l’intera area tecnica chiedendosi se davvero è stato fatto tutto il possibile per mettere gli allenatori che si sono susseguiti sulla panchina nerazzurra in condizione di poter ben figurare.

Certamente sono stati acquistati ottimi giocatori, almeno sulla carta, almeno per il loro palmares e per il loro nome. Del resto è parere unanime di tutti gli addetti ai lavori del campionato che il Pisa ha la rosa più forte, forse di tutti e tre i gironi. Grandi individualità però non significa grande squadra. Lo abbiamo scritto a più riprese, quella nerazzurra è una squadra costruita per giocare con il 433 ma che non ha gli avanti con le caratteristiche adatte a questo modulo. Non è un caso che sia Gautieri che Pazienza siano caduti insistendo su un modulo che questi giocatori non hanno nelle corde

Paga quindi l’allenatore, ma il Direttore Sportivo? Al terzo allenatore in pochi mesi dovrebbe quanto meno essere messo in discussione. La storia di Raffaele Ferrara inizia nel 2011/2012 alla Pro Patria con un settimo posto in Lega Pro II, la squadra totalizza 60 punti al netto di 11 di penalizzazione con i quali sarebbe arrivata prima. Nella rosa curiosamente c’era Polverini. Italo Federici era il segretario generale del club e l’anno seguente diventa DS Ad allenare la squadra invece c’era Cusatis

Nel 2012/2013 la Pro Patria vince il campionato con 62 punti e sale in Lega Pro I. In rosa ancora Polverini e arriva anche  Luca Giannone, l’allenatore è Firicano.

Il 2013/2014 è l’ultima stagione alla Pro Patria. In Lega Pro I chiude 13^ con 32 punti al netto di un punto di penalizzazione. In rosa ancora Polverini e Giannone. L’allenatore è Colombo

La stagione 2014/2015 è quella del passaggio alla Reggiana che in  Lega Pro, parte con i favori del pronostico, ma chiude terza eliminata dopo calci di rigore in semifinale playoff dal Bassano. In Emilia Romagna lavora ancora con Italo Federici, mercato faraonico con ben 31 acquisti e 28 partenze. Fra gli acquisti: Sabotic, Angiulli, Maltese e Giannone che poi finirà in prestito al Bologna. Come allenatore dalla Pro Patria viene portato Colombo.

Prima di approdare al Pisa il 2015/2016 è l’ultima, parziale, stagione alla Reggiana a febbraio, con l’uscita di scena di Vavassori la truppa arrivata dalla Pro Patria lascia tutti gli incarichi. Alla fine la Reggiana chiuderà al settimo posto con 52 punti, mancando l’accesso ai playoff. Fra i giocatori Angiulli e Giannone rescindono il contratto e lasciano il club, arriva da svincolato Pazienza ormai a fine carriera. Voltolini viene ceduto in prestito.

Questo il palmares di colui che ha il dovere di tirare fuori il club nerazzurro dalle sabbie mobili, sportivamente parlando, nelle quali la squadra è finita. Speriamo che la scelta di Petrone sia finalmente quella giusta, speriamo che il tecnico possa lavorare con serenità, speriamo che possa in completa autonomia provare a fare il bene del Pisa Sporting Club. Il tempo dei bonus è finito, c'è da salvare una stagione.

massimo.corsini