Adesivo con motto neofascista nella caserma dei Carabinieri: avviati gli accertamenti

Cronaca
PISA e Provincia
Mercoledì, 23 Settembre 2026

La scritta 'Me ne strafotto' appiccata su una carta geografica. Il comandante provinciale Boracchia: «Già rimosso, messaggio incompatibile con i valori dell'Arma e della Costituzione»

PISA - Un adesivo dal chiaro tenore neofascista è finito al centro di un caso all'interno della Stazione dei Carabinieri di Marina di Pisa. Lo sticker, caratterizzato da uno sfondo nero con un piccolo tricolore all'angolo e dalla scritta «Me ne strafotto» — evidente richiamo al noto motto di epoca fascista «Me ne frego» —, era stato applicato su un quadro contenente la cartografia del territorio pisano, situato in un locale dell'infrastruttura.

L'episodio è emerso dopo che un cittadino, recatosi presso la caserma del litorale per sporgere una denuncia di smarrimento, ha notato l'adesivo, lo ha fotografato e ha successivamente inviato lo scatto a una testata d'informazione autogestita online del territorio.

Sulla vicenda è intervenuto direttamente il comandante provinciale dei Carabinieri di Pisa, Ivan Boracchia, confermando che il materiale è stato celermente rimosso e che sono state avviate le necessarie indagini interne. «Stiamo facendo tutte le verifiche del caso – ha precisato il comandante – per accertare chi abbia collocato l'adesivo in quel punto, visto che si trova in una stanza alla quale si può facilmente accedere dall'esterno. Appena ce ne siamo accorti, ben prima della segnalazione online, lo abbiamo rimosso e abbiamo avviato accertamenti perché quello slogan è assolutamente incompatibile con i valori dell'Arma e della Costituzione».

L'obiettivo dell'Arma è fare piena luce sulla dinamica dei fatti per individuare il responsabile. «Vogliamo andare fino in fondo per cercare di individuare l'autore del gesto – ha aggiunto Boracchia – e se si dovesse trattare di un carabiniere avvieremo tutte le azioni di nostra competenza sotto il profilo disciplinare».

Da quanto si apprende, il piccolo adesivo in questione risulta facilmente reperibile in rete: si tratta di uno sticker commercializzato su portali web dedicati alla vendita di oggettistica di propaganda neofascista al costo di circa 80 centesimi. Gli accertamenti mireranno a chiarire se l'episodio sia riconducibile all'azione di un utente esterno di passaggio negli uffici o al gesto deliberato di un tesserato dell'Arma.

 



 

massimo.corsini