Aeroporto di Pisa, critiche sulle condizioni di lavoro. Diritti in comune: "I record non siano a discapito dei lavoratori"

Politica
PISA e Provincia
Martedì, 11 Agosto 2026

Nel mirino del gruppo consiliare di opposizione organizzazione, caldo, appalti e possibili ricadute occupazionali dei check-in automatici. Richiesto un intervento dei soci pubblici

I risultati di traffico dell'aeroporto Galilei e le condizioni di chi vi lavora tornano al centro del confronto politico e sindacale.

A fronte del record di 719 mila passeggeri registrato a luglio, Diritti in comune richiama le criticità segnalate dalle organizzazioni sindacali su carichi di lavoro, temperature, mezzi, appalti e organizzazione dello scalo.

Preoccupazione, da parte del gruppo consiliare di opposizione, anche per l'introduzione dei check-in automatici e per le possibili conseguenze sui livelli occupazionali.

 

Ha scritto Diritti in comune.

Mentre Toscana Aeroporti si vanta di aver raggiunto numeri e profitti da record, chiunque si sia trovato ad entrare nell'areoporto della nostra città avrà potuto constatare come questi grandi risultati siano costruiti a spese delle condizioni sempre più difficili in cui sono costretti a lavorare ormai da anni lavoratori e lavoratrici diretti, indiretti e in appalto.

È questo il perverso meccanismo che la multinazionale che gestisce gli scali di Pisa e Firenze sta portando al punto di esasperazione, senza un adeguato confronto con le organizzazioni sindacali e ventilando ora persino la possibilità di esuberi.

La tutela del lavoro non sembra interessare i soci pubblici, a partire dai rappresentanti della Regione e del Comune di Pisa, mentre proprio da questi dovrebbero essere promosse azioni strutturali di contrasto alle politiche che massimizzano i profitti a discapito dei posti di lavoro.

Per questo condividiamo le forti preoccupazioni e le denunce di tutte le organizzazioni sindacali sull'introduzione dei check-in automatici e sugli impatti che questi potrebbero avere sui livelli occupazionali. Per questo chiediamo che il rappresentante del Comune di Pisa svolga il ruolo che gli spetta, cosa mai fatta fino ad ora. Intanto, sosteniamo con convinzione lo stato di agitazione e le mobilitazioni che verranno definite dai rappresentanti dei lavoratori e delle lavoratrici negli scali di Pisa e Firenze.

Regione e Comune devono però intervenire con forza perché si rimettono al centro le questioni che i soci pubblici di Toscana Aeroporti hanno l'obbligo di affrontare nell'interesse di chi nei propri territori vive e lavora.

Come ogni anno, specialmente in estate, con l'aumento del traffico aereo e del flusso dei passeggeri, le criticità strutturali dello scalo pisano riemergono in modo dirompente. I problemi a cui Toscana Aeroporti non dà risposte per garantire condizioni di lavoro adeguate per il personale diretto, indiretto e in appalto esplodono, diventando giustamente inaccettabili.
Sono molteplici gli episodi denunciati dai sindacati: mezzi non adeguati, assenza di aria condizionata e la completa mancanza di politiche idonee ad affrontare le temperature sempre più calde, come rimarcato ripetutamente da USB, CGIL, CISL e UIL.

Sosteniamo inoltre le richieste e le rivendicazioni dei lavoratori che domenica 5 luglio hanno scioperato a fronte di una situazione di pesante difficoltà. Una condizione da tempo denunciata dalla stessa Filcams CGIL in merito all'affidamento dell'appalto alla Securpol da parte di Toscana Aeroporti, con riferimento particolare all'organizzazione del lavoro e delle ferie, alla stabilizzazione dei lavoratori a termine e a questioni di gestione ordinaria come i buoni pasto.

Il problema inerente alle condizioni in cui centinaia di lavoratori e lavoratrici sono costretti a operare è tuttavia molto più ampio e profondo. Basti pensare alle pesanti criticità verificatesi nelle scorse settimane all'interno dello scalo a seguito dei lavori di manutenzione straordinaria sulla pista principale, dovuti a un deterioramento e al conseguente caos gestionale.

Anche in quell'occasione tutte le rappresentanze sindacali hanno richiesto un potenziamento estivo dell'organizzazione aeroportuale e interventi immediati per mitigare le ricadute del caldo record sulla salute dei lavoratori, senza però ricevere alcun riscontro dalla società.

A ciò si aggiungono le precarie condizioni in cui operano i Vigili del Fuoco all'interno dell'aeroporto, più volte evidenziate dalle organizzazioni sindacali, mentre Toscana Aeroporti continua da mesi a negare il sopralluogo della seconda Commissione di Controllo e Garanzia all'interno delle strutture.
In questo contesto, Toscana Aeroporti continua a vantarsi di numeri record («L’aeroporto “Galileo Galilei” di Pisa ha raggiunto un nuovo record superando per la prima volta la soglia dei 700 mila passeggeri nel mese di luglio. Sono infatti 719 mila i passeggeri transitati con un incremento del +5,7% sullo stesso mese del 2025») e a luglio ha proceduto alla distribuzione di dividendi per 7 milioni di euro.

Riteniamo gravissimo che, a fronte delle numerose vertenze aperte e dei disagi a cui sono sottoposti lavoratori, lavoratrici e passeggeri, non vi sia alcuna iniziativa da parte dei soci pubblici, a partire dal Comune di Pisa e dalla Regione Toscana. Una latitanza assoluta nella tutela di un'infrastruttura pubblica essenziale, che si traduce in una totale compiacenza verso le pretese di profitto e le speculazioni del privato, come dimostra il progetto della nuova pista di Peretola.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie