Via al progetto Beni in Comune a Pontedera

Economia
Pontedera
Martedì, 12 Maggio 2026

Pontedera ha messo a terra un progetto che, in Toscana, ha già visto attivare oltre mille patti con quasi 50 comuni che hanno adottato il regolamento

 

Pulizia, imbiancatura, piccola manutenzione ordinaria, giardinaggio, allestimenti, decorazioni, attività di animazione territoriale, aggregazione sociale, comunicazione, attività culturali e formative, attività ambientali.

Ma anche spazi e beni comuni che hanno caratteristiche di valore storico, culturale o che hanno dimensioni e valore economico significativo. Sono gli ambiti di intervento di "Beni in Comune", un "Percorso condiviso per attuare forme di collaborazione tra i cittadini e l’amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa di realtà funzionali al benessere della comunità".

Nella apposita sezione del sito comunale ( qui ) per la gestione dei beni comuni vengono messe nero su bianco tutte le tematiche, che riguardano gli interventi di cura, gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni, che devono essere organizzati in modo da consentire che, "In qualsiasi momento, altri cittadini interessati possano dare il proprio contributo aggregandosi alle attività".

"Un progetto sottoscritto da una città di persone che serve per garantirne e migliorarne la fruizione individuale e collettiva, condividendo con l’amministrazione la responsabilità di cura, gestione condivisa o rigenerazione", spiega la vicesindaca Carla Cocilova che, nei giorni scorsi, è stata promotrice di un incontro pubblico per presentare il progetto mettendo a sistema le esperienze simili già svolte in altre città.

Ad illustrare i contenuti, nel confronto avvenuto al Centrum Sete Sois, sono stati, oltre a Cocilova, Francesca Barucci, dirigente della Regione Toscana che segue, tra le altre cose, le politiche per la partecipazione, Pasquale Bonasora, presidente Labsus (associazione che si fa portatrice di politiche di amministrazione condivisa e sussidiarietà), Rossana Caselli, presidente Labsus per la Toscana e Massimo Mannoni, socio Labsus ed ex funzionario responsabile ufficio partecipazione e beni comuni del Comune di Livorno. 

È possibile aderire proponendo un patto di collaborazione, che può essere ordinario o complesso: "Con la sottoscrizione del patto Comune e cittadini definiscono finalità, modalità di esecuzione, prescrizioni, obiettivi e risultati attesi", aggiunge Cocilova. "Nella tavola rotonda che si è tenuta la scorsa settimana al Centrum Sete Sois abbiamo avuto un confronto importante. Con cittadini singoli o organizzati, i rappresentanti di consulte di quartiere e frazione, insegnanti e studenti. È un percorso che, per sua stessa natura, è aperto veramente a tutti e, come emerso nelle relazioni di Labsus, soggetto che da tempo cura questi temi, ci sono ampi spazi di crescita, partecipazione e coinvolgimento"

Al progetto Beni in Comune possono aderire cittadini in forma singola o aggregata, associazioni o enti privati.

redazione.cascinanotizie