Allargamento dell'aeroporto di Firenze, Barontini (M5S) vota contro la delibera approvata dalla Giunta regionale

Cronaca
PISA e Provincia
Martedì, 29 Settembre 2026

Nuova rottura in Regione. Per il Movimento 5 Stelle è Pisa la vera porta della Toscana. Il Galilei deve essere potenziato e interconnesso al meglio, Peretola deve continuare a lavorare i volumi attuali. Non la pensano così a Firenze

L’assessore regionale all’Ambiente David Barontini ha votato contro la delibera approvata dalla Giunta toscana sul contributo istruttorio richiesto dal Ministero delle Infrastrutture nell’ambito della procedura relativa allo sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola.

Alla base della posizione dell’assessore, secondo quanto spiegato dallo stesso Barontini, restano diverse criticità di carattere ambientale e territoriale.

Galileo Galei VS Peretola

Più in generale, ancora una volta, il confronto sul futuro degli aeroporti toscani torna ad accendersi.

Da una parte Firenze spinge per accelerare il potenziamento di Peretola, sostenuto dalla volontà della Regione Toscana, dalla Camera di commercio e dalla Cisl Firenze-Prato, che indicano nella nuova pista un'infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico del territorio.

Dall'altra, il Movimento 5 Stelle della Toscana (che ha una fortissima componente pisana), e che ribadisce la propria proposta di una maggiore integrazione tra gli scali regionali, con un rafforzamento del ruolo dell’aeroporto Galileo Galilei di Pisa e dei collegamenti ferroviari e del trasporto pubblico.

Restano al palo, invece, le istituzioni (Provincia di Pisa, Comune di Pisa, eccetera) e i politici pisani di altra estrazione, incapaci di fare sintesi, trovare una posizione trasversale agli schieramanti e di difendere il futuro dell'aeroporto Galileo Galilei di Pisa.

 

Ha scritto il Movimento 5 Stelle Toscana.

L’assessore regionale all’Ambiente David Barontini ha votato contro la delibera approvata oggi dalla Giunta regionale della Toscana relativa al contributo istruttorio richiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito della procedura per l’attestazione dei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (IROPI) prevista dalla Direttiva Habitat per il progetto di sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola.

La delibera regionale era chiamata a fornire al MIT gli elementi istruttori necessari alla valutazione della sussistenza di tali motivi, tenendo conto delle conseguenze attese dalla realizzazione dell’opera e delle soluzioni alternative esaminate, compresa l’ipotesi di non intervento. A questo scopo sono stati predisposti tre contributi: uno di Irpet, sugli effetti socio-economici diretti, indiretti, indotti e catalitici; uno del settore regionale VIA e Autorità di audit, che sintetizza gli elementi emersi dal parere NURV; e uno del settore Infrastrutture e mobilità, relativo alla programmazione aeroportuale regionale e alle ipotesi di intermodalità connesse anche alla nuova linea tramviaria 2.2.

«Ho votato contro perché ritengo che la documentazione istruttoria non affronti in modo sufficientemente completo alcune delle principali criticità ambientali e territoriali legate allo sviluppo dell’aeroporto. In particolare, ritengo che la VIA relativa alla nuova pista di Peretola avrebbe dovuto approfondire maggiormente gli impatti cumulativi dell’intervento sul sistema ambientale della Piana, con riferimento al consumo di suolo, alla risorsa idrica, alla qualità dell’aria, al rumore e alla biodiversità, nonché alla coerenza con il quadro del Parco agricolo della Piana. Restano inoltre elementi ambientali di forte rilievo, a partire dalle incidenze negative significative residue sul sito Natura 2000 degli Stagni della Piana Fiorentina e Pratese e dalle condizioni poste per le relative misure di compensazione e mitigazione. Quanto all’alternativa zero, non contesto che sia stata formalmente esaminata, ma ritengo che la sua valutazione avrebbe dovuto considerare in modo più approfondito anche il quadro degli interventi e delle prescrizioni ambientali già previsti per lo scalo e il loro effettivo stato di attuazione. In presenza di queste criticità, ritengo che non ci siano le condizioni per condividere gli esiti dell’istruttoria», dichiara l’assessore all’ambiente David Barontini.

Il voto contrario dell’assessore arriva in coerenza con la posizione del Movimento 5 Stelle sul futuro del sistema aeroportuale toscano, che punta a una maggiore integrazione tra gli scali regionali e a un rafforzamento del ruolo dell’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, insieme allo sviluppo della mobilità ferroviaria e del trasporto pubblico.

«Quella di Peretola non è soltanto la discussione su una nuova infrastruttura: è una scelta sul modello di sviluppo che vogliamo per la Toscana nei prossimi decenni. Noi crediamo in un modello che metta al centro la qualità della vita, la tutela del territorio e una mobilità realmente integrata, evitando di concentrare ulteriormente pressioni e funzioni in un'area già fortemente urbanizzata. Il voto contrario di Barontini va quindi nella direzione di una riflessione più ampia sul futuro del sistema aeroportuale toscano e sulla necessità di individuare alternative capaci di coniugare mobilità, sviluppo e sostenibilità; sottolinea al contempo che l’attuale Master Plan non supera nessuna delle criticità che erano emerse già nel precedente rispetto al rischio idrogeologico e al danno ambientale ed ecosistemico», affermano i consiglieri regionali della Toscana Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti.

«Il voto contrario dell’assessore Barontini conferma una scelta politica che il Movimento 5 Stelle ha sostenuto con chiarezza negli ultimi anni: la Toscana non ha bisogno di una competizione tra i suoi aeroporti, ma di una strategia capace di valorizzare il sistema nel suo insieme. Pisa deve essere messa nelle condizioni di esprimere pienamente il proprio ruolo di principale porta d’accesso aerea alla Toscana, mentre Firenze può continuare a svolgere una funzione coerente con la sua dimensione e con il territorio nel quale è inserita. È questa, a nostro avviso, la prospettiva da cui ripensare il sistema aeroportuale regionale, insieme al potenziamento delle connessioni ferroviarie e del trasporto pubblico», conclude il coordinatore regionale del M5S Tommaso Pierazzi.

 


Ha detto Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze.

"La Camera di commercio di Firenze ribadisce la convinzione che il progetto di adeguamento della pista dell'aeroporto di Firenze debba passare alla fase esecutiva prima possibile nell'interesse dell'economia locale ma anche in prospettiva di ridurre l'impatto ambientale sui territori, sulle persone e sul numero dei soggetti interessati. Come azionista di Toscana Aeroporti la Camera di commercio ha condiviso la decisione della società di costituirsi in giudizio per opporsi alle azioni giudiziarie che puntano a bloccare la realizzazione di un progetto fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio". Lo dichiara, in una nota, Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze.

"L'annuale libro bianco di Unioncamere Toscana e Uniontrasporti ha stimato in quasi 3 miliardi di euro, più precisamente in 2,979 miliardi e spiccioli, il cosiddetto ''costo del non fare'' spalmato in 25 anni relativo all'aeroporto di Firenze, ovvero il costo economico del mancato adeguamento della pista di Peretola. A questo si devono aggiungere le perdite dovute al ridursi dell'attrattività economica del territorio e all'eventuale chiusura di sedi nell'area fiorentina da parte di aziende che ritenessero la zona meno attraente a causa delle difficoltà di volo - spiega Manetti - A questa cifra di quasi tre miliardi di euro di costo del non fare si approda attraverso il calcolo di una serie di variabili. Riguardano lo sbarco a Firenze di un numero di passeggeri minore di quelli che invece potrebbero arrivare con una pista più lunga, ma anche il trasferimento di business sull'indotto di altri territori come conseguenza del dirottamento su Bologna e Pisa di voli che non riescono ad atterrare a Firenze a causa del mancato adeguamento della struttura aeroportuale. Lo studio già citato calcola in una percentuale del 3,14%, per un totale di 100.000 passeggeri, i voli che ogni anno devono essere deviati su Bologna e Pisa a causa delle avverse condizioni meteo che non permettono atterraggi e decolli a Firenze. Lo studio Unioncamere-Uniontrasporti stima che la diminuzione dei voli dirottati in altri scali comporterebbe un risparmio di 250 euro ad utente in termini di ore perse (4-5), stress, disagi, eccetera. A questi si aggiungono 30 euro che il viaggiatore risparmierebbe per costi di viaggio usando il Vespucci invece che gli scali di Bologna e Pisa. Quanto alla crescita di business che sarebbe generata da un aeroporto potenziato, il libro bianco stima che per ogni euro investito nelle nuove opere tornerebbero più di quattro euro al territorio".

"Altra stima dei benefici economici si trova in un recente Rapporto sull'economia a cura dell'Ufficio studi e statistica della Camera di commercio di Firenze. Lo studio calcola l'impatto sull'economia del territorio che - con potenziamento dell'aeroporto - avrebbe l'aumento di passeggeri, turisti e manager, la crescita della densità imprenditoriale e del business congressuale. Verosimile, secondo questa analisi, ipotizzare una crescita del numero dei passeggeri dai 3,84 milioni del 2025 a 5,5 milioni annui con la pista aeroportuale allungata. In questo caso l'impatto economico sul territorio salirebbe da 350 a 500 milioni di euro l'anno, pari ad una quota sul Pil totale che aumenterebbe dallo 0,7% all'1% - conclude Manetti - Sono cifre queste che dimostrano quanto sia vitale per il tessuto economico locale l'adeguamento dell'aeroporto di Firenze".


Ha detto Fabio Franchi, segretario generale della Cisl Firenze-Prato.

"Quella sull'aeroporto di Firenze Peretola è una discussione pluridecennale, con ricorsi su ricorsi, rinvii su rinvii. Quanto tempo, abbiamo perso? Quante risorse economiche hanno preso altre strade? Quanti investimenti produttivi hanno scelto città e regioni diverse dalla nostra? Ora è il momento di dire basta. Firenze ha bisogno di un aeroporto più adeguato, più sicuro per le migliaia di cittadini che vengono sorvolati quotidianamente, con più servizi, con più investimenti produttivi per la città. La nuova pista, senza trasformare il Vespucci in un aeroporto intercontinentale, è in grado di fare tutto questo. Come si può continuare ad opporsi?'' Sono le domande che si pone il segretario generale della Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi, nel ribadire la posizione favorevole della Cisl al progetto di adeguamento aeroportuale fiorentino, nell'attesa della pronuncia del Tar che ha rimesso in moto il dibattito e le polemiche sul progetto. ''Dell'adeguamento di Peretola si parla da ormai trent'anni'' continua Franchi. ''E' previsto anche nel patto per la Città metropolitana, firmato pochi anni fa da tutti gli attori economici e dalle istituzioni del territorio. Non si tratta di fare del Vespucci un aeroporto intercontinentale, ma di renderlo uno scalo in cui si abbia la moderata certezza di atterrare, senza finire dirottati e spesso abbandonati a Genova, Bologna o Pisa. Un aeroporto europeo nei servizi e negli spazi che mette a disposizione dei suoi passeggeri. Ne hanno bisogno i fiorentini, ne ha bisogno l'economia produttiva di questa città.'' ''Al tempo stesso - aggiunge il segretario Cisl- c'è un tema di sicurezza e qualità della vita per i cittadini di Brozzi, Quaracchi, Peretola e Le Piagge, che l'orientamento della pista previsto nel piano di adeguamento risolve, spostando gli aerei a bassa quota su un'area praticamente disabitata.'' ''Non ci sono ragioni concrete - conclude Franchi - se non guerre di posizione, ideologismi, tatticismi e schermaglie partitiche per dire no all'adeguamento. La Cisl è favorevole, perché vuole una città viva, produttiva, capace di costruirsi un futuro non solo di rendita.''

 

 



 

redazione.cascinanotizie