Assalto notturno in via Crispi: i ladri puntano l'ATM dei souvenir, inseguiti dai Carabinieri

Cronaca
PISA e Provincia
Martedì, 10 Marzo 2026

Spaccata nel cuore di Pisa: banda di sei persone in fuga dopo aver forzato la serranda. La refurtiva recuperata a bordo di un'auto rubata abbandonata a Stagno

PISA – Non più solo le blindatissime casse degli istituti di credito: la nuova frontiera dei colpi notturni punta ora agli sportelli ATM situati all'interno delle attività commerciali, considerati obiettivi meno protetti ma altrettanto remunerativi. L'ultimo episodio è andato in scena nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 marzo in via Francesco Crispi, a pochi passi dalla stazione di Pisa Centrale, dove una banda organizzata ha preso di mira il negozio di souvenir «Titas sas».

Intorno all'una del mattino, un commando composto da sei persone è giunto sul posto a bordo di due auto. Con una manovra rapida e violenta, i malviventi sono riusciti a forzare la serranda dell'attività, puntando dritti alla cassa ATM Western Union, utilizzata abitualmente dai turisti per prelievi e cambio valuta. Una volta sradicato l'apparecchio, i ladri lo hanno caricato su una delle vetture, dandosi a una fuga precipitosa. Tuttavia, l'allarme scattato immediatamente ha permesso alle pattuglie dei Carabinieri di intercettare i veicoli sospetti in pochi minuti.

Ne è scaturito un concitato inseguimento che si è snodato dal centro cittadino fino a via Livornese. Grazie alla conoscenza del territorio e alla disponibilità di due mezzi, i fuggitivi sono riusciti inizialmente a far perdere le proprie tracce imboccando strade secondarie. Il lavoro di ricerca dei militari dell'Arma di PISA non si è però fermato e, nelle ore successive, ha portato al ritrovamento di una delle due auto – risultata rubata – abbandonata in via Faldo e Lavandone, al confine con la località di Stagno.

La sorpresa per gli inquirenti è arrivata all'interno dell'abitacolo: i Carabinieri hanno infatti rinvenuto la cassa ATM ancora perfettamente chiusa e intatta. Sentitisi braccati dalla pressione delle forze dell'ordine, i malviventi hanno preferito abbandonare il pesante bottino e proseguire la fuga a bordo della seconda vettura. «I militari sono ora al lavoro sui rilievi scientifici all'interno del mezzo abbandonato», confermano dal Comando, con l'obiettivo di isolare tracce biologiche o impronte digitali utili a identificare i sei componenti della banda. La refurtiva è stata recuperata per essere restituita ai legittimi proprietari.


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massimo.corsini