Associazioni e sindacati contestano i provvedimenti contro gli attivisti per la pace
CGIL, ARCI, ANPI, Casa della Donna e Legambiente Pisa esprimono solidarietà ai manifestanti coinvolti nelle indagini sulle proteste contro guerra e transito di armi
Una presa di posizione congiunta per esprimere preoccupazione sui provvedimenti notificati nei giorni scorsi a oltre cinquanta tra attivisti e studenti coinvolti nelle manifestazioni per la pace e contro il transito di armi sul territorio pisano.
CGIL, ARCI Pisa, Comitato Provinciale ANPI Pisa, Casa della Donna e Legambiente Pisa criticano l’impianto accusatorio contestato ai manifestanti e parlano di un rischio di compressione del diritto al dissenso e alla protesta.
Nel documento, le associazioni ribadiscono il proprio sostegno alle mobilitazioni pacifiste e chiedono la tutela dei diritti costituzionali legati alla libertà di manifestazione.
Ha scritto la Cgil di Pisa.
I provvedimenti notificati nei giorni scorsi dalla Questura e dalla Procura di Pisa nei confronti di oltre 50 attivisti e studenti – con l'ipotesi di reati pesantissimi legati alle manifestazioni per la pace e contro il transito di armi – destano profonda preoccupazione in tutte le forze democratiche della nostra città.
Come CGIL, ARCI Pisa, Comitato Provinciale ANPI Pisa, Casa della Donna e Legambiente Pisa esprimiamo la nostra piena e convinta solidarietà a tutte le ragazze e i ragazzi - di cui molti giovanissimi -, i cittadini e le cittadine colpite da questa massiccia operazione giudiziaria. Manifestare contro la guerra, chiedere il cessate il fuoco in Palestina e accendere i riflettori sulla militarizzazione del nostro territorio non sono atti di criminalità: sono l'esercizio democratico di una coscienza civile e costituzionale che rifiuta la logica del conflitto globale.
Questo imponente impianto accusatorio non nasce nel vuoto, ma è il figlio diretto di una precisa strategia politica nazionale. Siamo di fronte all'applicazione plastica dei cosiddetti "Decreti Sicurezza", un pacchetto di norme ideato non per garantire la sicurezza dei cittadini, ma per colpire chirurgicamente le forme storiche, pacifiche e tradizionali della protesta sociale.
Trasformare il blocco stradale o ferroviario da illecito amministrativo a grave reato penale, punibile con anni di reclusione, ha un unico e chiaro obiettivo: terrorizzare chi vuole scendere in piazza, soffocare il conflitto sociale e svuotare di fatto l'Articolo 21 e l'Articolo 17 della nostra Costituzione. Si risponde con i tribunali e i fogli di via a domande che sono invece squisitamente politiche e sociali, mentre sul piano internazionale il governo italiano continua a rimanere colpevolmente inerte, rifiutandosi di adottare sanzioni o provvedimenti concreti nei confronti del governo israeliano per fermare il genocidio a Gaza tutt’ora in atto e violando i principi di ripudio della guerra sanciti dalla nostra stessa Repubblica.
Pisa ha una lunghissima e fiera tradizione democratica, antifascista e pacifista. La criminalizzazione del dissenso studentesco e dei movimenti per la pace è un segnale pericoloso per la tenuta Democratica del Paese. Quando si restringe lo spazio del diritto a manifestare, si indebolisce la democrazia di tutti.
Non permetteremo che la richiesta di pace e giustizia sociale venga derubricata a problema di ordine pubblico. CGIL, ARCI Pisa, Comitato Provinciale ANPI Pisa Casa della Donna e Legambiente Pisa continueranno ad essere al fianco di chi difende i diritti costituzionali e a mobilitarsi contro norme liberticide che mirano a silenziare le voci critiche di questo Paese.


