Biancoforno, il Psi annuncia una visita allo stabilimento: “Ascoltare i lavoratori e favorire il dialogo”
Mercoledì 14 ottobre una delegazione socialista entrerà nell'azienda di Fornacette
Una delegazione del Partito Socialista Italiano di Pisa visiterà mercoledì 14 ottobre lo stabilimento Biancoforno di Fornacette, per conoscere da vicino l'organizzazione produttiva e confrontarsi con lavoratori e dirigenza.
L'obiettivo dichiarato dal Psi è favorire il confronto sulle condizioni di lavoro, sulle esternalizzazioni e sulle prospettive occupazionali, anche attraverso il tavolo promosso dal Comune di Calcinaia.
Hanno scritto Carlo Sorrente (segretario Psi) e Riccardo Pasqualetti (responsabile attività produttive Psi).
Il P.S.I. di Pisa in delegazione varcherà il 14 ottobre i cancelli della industria Biancoforno a Fornacette nel comune di Calcinaia (Pi) per poter approfondire ed illustrare nelle condizioni migliori l’intero ciclo produttivo colloquiando con i lavoratori nei reparti.
A Fornacette, nelle ultime settimane politica e sindacato hanno imboccato strade diverse.
Da una parte la linea dello scontro, comprensibile nelle ragioni ma con il rischio di un vicolo cieco; dall'altra la difesa dello status quo aziendale in nome del Pil locale. In mezzo, lavoratori che si sono trovati divisi davanti alla fabbrica e sensibilità diverse tra le organizzazioni sindacali.
In questo scenario, come socialisti abbiamo scelto fin dall'inizio una via diversa, pragmatica e senza preconcetti ideologici: raccogliere la sfida dell'apertura dei cancelli ed entrare nello stabilimento per verificare da vicino la situazione.
Questa scelta oggi si misura con un passaggio di grande rilievo democratico, ufficializzato da CISL: l'esito dell'assemblea aziendale del 9 ottobre, con l'approvazione della pre-intesa con il 94,2% di voti favorevoli, 130 sì su 138 votanti. Si tratta di un'espressione chiara di volontà di avanzare, che offre una base solida da cui guardare avanti per lo sviluppo di tutele condivise.
Perché entrare? Perché crediamo che questo momento debba essere prima di tutto un'occasione di ascolto.
Ascolto della voce delle lavoratrici e dei lavoratori, per raccogliere direttamente da chi vive la fabbrica ogni giorno bisogni reali e aspettative, confrontandoci anche con il punto di vista della dirigenza.
L'accesso in azienda ci permette di comprendere a fondo l'organizzazione del lavoro e di verificare se sussistano le condizioni per un accordo ponte transitorio, da considerare a tutti gli effetti parte integrante della contrattazione di secondo livello.Rifiutare il dialogo per principio significa rinunciare a un ruolo costruttivo di mediazione, lasciando le parti sociali in uno stallo che non giova a nessuno.
La serenità produttiva conviene a tutti, a partire dalla stessa azienda: un marchio che lavora con la Grande Distribuzione e con il mondo cooperativo ha bisogno di stabilità per tutelare mercato e reputazione.
E noi ci siamo per accompagnare questo percorso.
Avevamo proposto un'iniziativa collettiva e congiunta sul territorio.
Non avendo avuto riscontro, andremo anche da soli.
Per noi trasparenza e confronto devono sempre camminare insieme, per dare risposte concrete. Entriamo con l'unico intento di dare centralità alle persone che lavorano nello stabilimento.
Il nostro approccio è puramente istituzionale e operativo.
Guardiamo con attenzione e responsabilità ai temi sul tavolo: dalle esternalizzazioni al futuro occupazionale del sito, elementi che richiedono la massima cura da parte di tutti i soggetti coinvolti.
L'apertura dei cancelli da parte della dirigenza può ora tradursi in un passo in avanti al tavolo promosso dal Comune.
La nostra presenza punta ad accompagnare questo cammino, favorendo l'intesa e sollecitando miglioramenti complessivi nel rapporto tra vita e lavoro, a partire dalle istanze raccolte tra i dipendenti.
Le relazioni industriali non si fanno sollevando muri insormontabili, ma costruendo ponti basati su regole chiare e condivise.
Noi iniziamo da qui.



