Biancoforno, la Cgil conferma lo sciopero del primo ottobre: "La mobilitazione continua"

Politica
Calcinaia
Lunedì, 28 Settembre 2026

Dopo l’annuncio dell’azienda su investimenti e nuovi processi produttivi dal 2027, la Flai Cgil ribadisce le criticità e lega la revoca della protesta al reintegro del lavoratore licenziato

Nuovo capitolo nella vertenza Biancoforno.

Dopo le precedenti denunce sindacali sulle condizioni di lavoro e sulla programmazione dei turni, e la successiva replica dell’azienda, sabato la società di Fornacette ha presentato ai dipendenti un piano di investimenti che, secondo Biancoforno, porterà dal 2027 a un nuovo processo produttivo e a un orario settimanale standard.

La Flai Cgil Pisa, però, sostiene che restino irrisolte diverse questioni, tra cui il confronto sindacale sul piano e il trattamento dei propri iscritti.

Il sindacato conferma quindi lo sciopero e la manifestazione di giovedì primo ottobre davanti ai cancelli dell’azienda, precisando che la mobilitazione sarà revocata solo in caso di reintegro del lavoratore licenziato.

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Ha scritto la segreteria Flai Cgil Pisa.

Un futuro radioso su carta, ma una realtà ben diversa tra i reparti. Sabato mattina la direzione di Biancoforno ha convocato lavoratrici e lavoratori per presentare un nuovo piano di investimenti e processi produttivi che, a detta dell'azienda, dovrebbe garantire ritmi di lavoro più umani.

La comunicazione è arrivata vero, via PEC il 7 settembre, ma blindata da una clausola di riservatezza, pur trattando di normale gestione organizzativa e diritti fondamentali dei lavoratori. Dietro gli annunci ufficiali emerge un'assenza pesante: nessun tavolo di confronto aziendale o sindacale è mai stato convocato per illustrare nel dettaglio il piano industriale e le sue reali ricadute occupazionali.

La situazione reale purtroppo è ben diversa da quanto presentato nei documenti aziendali. Al di là degli auspici dedicati al benessere lavorativo e all'innovazione, restano infatti aperte diverse criticità quotidiane che richiedono risposte chiare ed efficaci.

È da tempo che denunciamo apertamente una palese disparità di trattamento riservata ai nostri iscritti rispetto agli altri lavoratori. A parità di errore, la bilancia della giustizia interna sembra avere pesi ben diversi: agli iscritti CGIL toccano regolarmente pesanti giorni di sospensione, mentre ad altri non viene inflitta neppure un'ora di multa. Un copione già visto, un metodo punitivo inaccettabile di cui Fabio Salvini è purtroppo l’ennesimo esempio lampante: si è voluto colpire lui per mandare un messaggio chiaro a tutti gli altri.

Per questo motivo, la manifestazione e lo sciopero indetti per Giovedì primo Ottobre davanti ai cancelli della BiancoForno non si fermano. Lo diciamo con la massima fermezza: la mobilitazione verrà revocata soltanto se il lavoratore ingiustamente licenziato verrà reintegrato nel suo posto di lavoro.

Non bastano promesse di orari migliori sul domani se oggi si calpestano i diritti e la dignità delle persone. La nostra mobilitazione continuerà ad essere ferma, intransigente e a tutela di tutti i lavoratori e continuerà fino a quando si renderà necessaria. La dignità, il rispetto dei diritti e delle persone non sono negoziabili.

LA MOBILITAZIONE CONTINUA!

 

 



 

redazione.cascinanotizie