Biancoforno, sciopero e presidio davanti allo stabilimento di Fornacette
La mobilitazione della Flai Cgil dalle 9.30 di giovedì primo ottobre. Al centro il licenziamento di un dipendente e le condizioni di lavoro. Adesione alla protesta da M5S e Sinistra Italiana
Nuovo passaggio nella vertenza alla Biancoforno di Fornacette, nel comune di Calcinaia. Domani, giovedì primo ottobre, lavoratrici e lavoratori saranno chiamati allo sciopero proclamato dalla Flai Cgil, accompagnato da una manifestazione a partire dalle 9.30 davanti ai cancelli dello stabilimento di via Mazzei 1.
Alla mobilitazione parteciperanno anche il segretario generale nazionale della Flai Cgil Giovanni Mininni e il segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi.
Al centro della protesta c'è la richiesta del sindacato di reintegrare un dipendente licenziato dopo trent'anni di servizio, insieme alle contestazioni relative alla programmazione degli orari, all'utilizzo dei ROL, alla precarietà, allo svolgimento delle assemblee e alle relazioni sindacali. La Flai sostiene inoltre che non sia stato aperto un tavolo per discutere nel dettaglio il piano industriale e le sue ricadute occupazionali.
La posizione sindacale si confronta con quella della direzione di Biancoforno, che nei giorni scorsi ha richiamato il proprio piano di investimenti e riorganizzazione, affermando di averlo comunicato alle organizzazioni sindacali il 7 settembre e di aver chiesto alle rappresentanze un riscontro scritto.
Alla mobilitazione hanno annunciato la propria adesione anche il Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, che chiedono la ripresa del confronto tra azienda e rappresentanze sindacali.
Di seguito, integralmente, i comunicati di Cgil Toscana, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana.
Cgil Toscana
Domani giovedì 1° ottobre sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori BiancoForno (azienda alimentare specializzata nella produzione di prodotti da forno e pasticceria), con manifestazione dalle ore 9:30 davanti ai cancelli dello stabilimento di via Mazzei 1 a Fornacette (Pi). All’iniziativa, promossa dalla Flai Cgil, parteciperanno anche il segretario generale nazionale della categoria Giovanni Mininni e il segretario generale Cgil Toscana Rossano Rossi.
Al centro della mobilitazione, la richiesta di reintegro di un lavoratore licenziato dopo 30 anni di servizio, e una serie di questioni denunciate dalle lavoratrici e dai lavoratori: orari comunicati anche la sera prima tramite WhatsApp e quindi difficilmente conciliabili con la vita familiare; utilizzo dei permessi retribuiti (ROL) nei periodi di mancanza di lavoro, con la formazione di monte ore negativi; precariato protratto per anni, in alcuni casi fino a 18; ostacoli allo svolgimento delle assemblee sindacali; contestazioni disciplinari, sospensioni e un clima di forte tensione all’interno dello stabilimento; nessun tavolo di confronto è mai stato convocato per illustrare nel dettaglio il piano industriale e le sue reali ricadute occupazionali.
“Chiediamo dignità, rispetto e diritti per chi lavora e il reintegro immediato del lavoratore licenziato dopo 30 anni – affermano Flai e Cgil –. La verità è una sola: chi decide di alzare la testa, chi rifiuta di subire pressioni e rivendica il diritto sacrosanto a una vita normale fuori dai cancelli, diventa un elemento sgradito. Da tempo denunciamo apertamente una palese disparità di trattamento riservata ai nostri iscritti. Giovedì 1° ottobre saremo davanti ai cancelli perché questa vertenza riguarda il diritto di ogni lavoratrice e lavoratore a far valere i propri diritti senza paura di ritorsioni”.
Movimento 5 Stelle
Il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Toscana e i deputati Chiara Appendino e Andrea Quartini annunciano la propria adesione e il pieno sostegno allo sciopero e al presidio indetti dalla FLAI CGIL per giovedì 1° ottobre, alle ore 9.30, davanti allo stabilimento Biancoforno di via Mazzei 1, a Fornacette (Pisa).
Al centro della mobilitazione vi sono le criticità denunciate dai lavoratori e il licenziamento di un dipendente dopo trent’anni di servizio, del quale il sindacato chiede l’immediato reintegro. «Esprimiamo la nostra piena solidarietà al lavoratore licenziato e ci affianchiamo a tutte le persone che parteciperanno alla mobilitazione», dichiarano Luca Rossi Romanelli, Irene Galletti, Chiara Appendino e Andrea Quartini. «Ci siamo confrontati lo scorso anno con la proprietà sulle questioni che interessano lo stabilimento, insieme all’onorevole Chiara Appendino. Essere arrivati al licenziamento di un dipendente dopo trent’anni di servizio rappresenta un fatto grave. È necessario riprendere immediatamente un confronto serio insieme ai sindacati e individuare una soluzione che tuteli il lavoratore e ristabilisca relazioni adeguate all’interno dell’azienda».
Al presidio, al quale parteciperà anche il segretario generale della FLAI CGIL nazionale Giovanni Mininni, il Movimento 5 Stelle sarà rappresentato dall’assessore del Comune di Cascina Fausto Bosco.
Sinistra Italiana – AVS
«Domani saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Biancoforno e della FLAI-CGIL nella giornata di sciopero e nella manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento. Una mobilitazione che pone questioni precise: il reintegro del lavoratore licenziato, la programmazione degli orari di lavoro e il rispetto pieno delle prerogative e della rappresentanza sindacale». Lo dichiarano Dario Danti, Segretario regionale di Sinistra Italiana Toscana, e Anna Piu, Segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa.
«Abbiamo letto in queste ore le posizioni di una parte dei dipendenti e quelle dell’azienda. Non abbiamo alcuna intenzione di alimentare una guerra tra lavoratori, né di negare che possano esistere valutazioni differenti. Ma sarebbe altrettanto sbagliato utilizzare queste divisioni per cancellare le questioni sollevate da chi sciopera o per trasformare una vertenza sindacale in uno scontro fra dipendenti. Gli investimenti annunciati dall’azienda sono certamente un elemento importante, ma non possono sostituire il confronto sulle condizioni di lavoro e sulle relazioni sindacali».
«Questa vicenda non nasce oggi e Sinistra Italiana la segue da tempo. Anche grazie al lavoro di Marco Grimaldi la questione Biancoforno è stata portata più volte all’attenzione delle istituzioni nazionali, con un’interrogazione al Ministro del Lavoro e con successivi interventi alla Camera. Dopo il licenziamento delle scorse settimane, Grimaldi è tornato a chiedere ascolto per le rappresentanze sindacali e il reintegro del lavoratore». L’interrogazione di Grimaldi risulta agli atti della Camera e la vertenza è stata successivamente richiamata dallo stesso deputato in Aula.
«A nostro avviso la strada resta una sola: abbassare il livello dello scontro e riaprire un confronto sindacale vero, nel quale azienda, rappresentanze e lavoratori possano affrontare nel merito le questioni aperte. Un’impresa forte non ha nulla da temere dal sindacato e dal confronto con chi ogni giorno contribuisce, con il proprio lavoro, ai suoi risultati. Domani saremo a Fornacette per questo: perché i diritti di chi lavora e la libertà sindacale non possono essere considerati un ostacolo allo sviluppo di un’azienda».



