Bientina, un'estate tra tradizioni, socialità e cultura: dalle radici contadine al ritorno del Museo Etrusco
Il sindaco Dario Carmassi ospite de “Il Punto sui Comuni”: un viaggio tra la Festa della Trebbiatura, l’atmosfera hippie, la passione per la Vespa e un patrimonio storico e artistico che a settembre tornerà protagonista
Bientina guarda avanti senza dimenticare le proprie radici. È questo uno dei fili conduttori emersi dalla tappa del 7 agosto de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica di Mezzogiorno in Punto condotta da Michele Del Ben su Punto Radio e dedicata alle amministrazioni della provincia di Pisa.
Ospite questa volta Dario Carmassi, sindaco di Bientina, chiamato a raccontare un territorio che durante l’estate propone un calendario particolarmente ricco di appuntamenti, nel quale convivono intrattenimento, tradizioni popolari, associazionismo e cultura.
Tra le iniziative più caratteristiche c’è sicuramente la Festa della Trebbiatura, organizzata dal G.A.T.A.E., associazione che riunisce appassionati e cultori dei vecchi macchinari agricoli. Una manifestazione che ogni anno porta a Bientina trattori che in alcuni casi hanno oltre settant’anni e macchine per la trebbiatura addirittura ultracentenarie.
Gli appassionati arrivano non soltanto da Bientina, ma da tutta la grande pianura agricola compresa tra le province di Pisa e Lucca. Il momento più spettacolare è il lungo corteo di oltre cento trattori che attraversa il paese, seguito dal tradizionale pranzo e dalle dimostrazioni di trebbiatura.
Ma dietro l’aspetto festoso c’è qualcosa di più profondo. Per Carmassi l’appuntamento rappresenta infatti un modo per riallacciare il rapporto con la storia di Bientina, per lunghissimo tempo territorio profondamente legato all’agricoltura e alla grande pianura nata dopo il prosciugamento del lago.
Dalle radici contadine si passa poi ad atmosfere completamente diverse con la Festa Hippie, nata dall’iniziativa della contrada del Puntone. Curiosamente, si svolge proprio negli stessi luoghi della Festa della Trebbiatura, ma questa volta il salto indietro nel tempo porta alla fine degli anni Sessanta.
Musica, cibo, abbigliamento a tema, automobili d’epoca e gli immancabili furgoncini Volkswagen ricreano per alcune ore l’atmosfera hippie. Una manifestazione più giovane e scanzonata, ma pensata anche per le famiglie e capace di animare una delle zone più legate alla campagna bientinese.
Un altro pezzo della storia locale passa invece attraverso un simbolo conosciuto in tutto il mondo: la Vespa.
Il legame con lo scooter nato a Pontedera non riguarda infatti soltanto la città della Piaggio. Anche Bientina ha fatto parte a pieno titolo del grande indotto industriale sviluppatosi attorno all’azienda. Molti bientinesi, dopo aver lasciato i mestieri tradizionali dell’agricoltura o del mobile, trovarono infatti occupazione proprio alla Piaggio.
Un rapporto economico diventato nel tempo anche affettivo, testimoniato dalla presenza di numerosi appassionati e dall’attività del Vespa Club Monteserra. Il raduno estivo diventa così occasione per una gita collettiva e per l’arrivo delle Vespe nel centro del paese, dove mezzi storici e personalizzazioni possono essere ammirati da cittadini e visitatori.
Ma l’estate di Bientina non vive soltanto di feste e intrattenimento. Nel corso dell’intervista Carmassi ha infatti anticipato anche alcuni importanti appuntamenti culturali previsti per settembre.
Tra questi l’apertura straordinaria al pubblico del Museo della Pieve, ospitato in una sede pubblica ma costituito da un ricco patrimonio di proprietà della parrocchia. La storia della Pieve e le offerte accumulate nei secoli hanno permesso di conservare paramenti, argenti e oggetti di particolare pregio. Proprio per il valore della collezione il museo viene aperto raramente e la possibilità di visitarlo rappresenta quindi un’occasione particolare, soprattutto per gli appassionati e gli studiosi di arte e storia religiosa.
Ma la novità probabilmente più importante riguarda il Museo Etrusco, destinato a riaprire proprio a settembre dopo anni di lavori e ristrutturazione. Carmassi ha anticipato che l’inaugurazione sarà oggetto di una comunicazione specifica, proprio perché non si tratta di uno dei tanti appuntamenti del calendario estivo, ma della restituzione alla comunità di un importante patrimonio storico e culturale.
Ed è forse proprio questo il tratto che meglio racconta la Bientina descritta dal suo sindaco: un paese capace di passare dai trattori centenari alle Vespe, dalla musica degli anni Sessanta ai reperti etruschi, senza che questi mondi appaiano tra loro distanti.
Sono, piuttosto, tasselli diversi della stessa identità: quella di una comunità che continua a trovare nelle proprie associazioni, nelle tradizioni e nella valorizzazione del patrimonio storico occasioni per stare insieme e, nello stesso tempo, raccontare la propria storia.


