Buti, il teatro come gesto vitale: via alla stagione 2026 "Un po' per non morire"
Al Teatro VIttoria di Cascine di Buti, 10 aprile e 17 aprile gli ultimi impredibili appuntamenti per la stagione dell'Associazione Teatro Buti, tra spettacoli, ricerca artistica e riflessioni sul ruolo del teatro contemporaneo
Di Giulia Giuffrida
A Buti il teatro si fa necessità, resistenza e atto collettivo. È racchiuso tutto nel titolo evocativo "Un po' per non morire": il tema della stagione teatrale 2026 dell'Associazione Teatro Buti, un cartellone che attraversa ironia e urgenza, interrogandosi sul ruolo dell'arte in un presente complesso.
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 10 aprile alle 21:15 al teatro VIttoria di Cascine Buti, con "Altre stanze", spettacolo scritto e interpretato da Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia. Più che una narrazione lineare, "Altre Stanze" si configura come un'esperienza immersiva e stratificata, un'indagine sul senso dell'espressione artistica.
"Come attori proviamo ad incarnare creature asimmetriche al mondo" Commenta il critico Sergio Lo Gatto " capaci ancora di rovesciare la vita attraverso l’ideale, di incontrarsi al centro del cosmo per antica saggezza o ricerca d’amore. Le stanze sono abitate da due “über-personaggi” che si sfiorano senza vedersi, osservando una veduta di
mondo delle idee estremamente concreta, con il puro gusto che sta nel travisare ogni segno, osservandone il
disfarsi.
E solo il teatro – questo teatro – può riuscire a figurarlo."
La stagione si concluderà il 17 aprile con "Edipo Re" di Archivio Zeta, ma il percorso non si fermerà qui. In attesta della riapertura del teatro Francesci di Bartolo, prevista nel 2027, l'attività proseguirà in autunno con due appuntamenti: "Hijos de Buddha-Studio 1" il 4 ottobre e "Come un cane senza padrone" dei Motus il 27 novembre (quest'ultimo come omaggio a PIer Paolo Pasolini).
Parallelamente, nel corso del 2026 prenderà forma anche un progetto dedicato ai più piccoli: "Lavative Magnificenze" una nuova produzione del collettivo Corpicini ispirata adl fumetto "Il magnifico lavativo" di Tuono Pettinato, con la regia di Dario Focardi.
Il titolo della stagione racchiude un significato profondo, come spiega la presidente dell'associazione, Giulia Traversi "“Un po’ per non morire è un titolo che porta con sé un’ironia necessaria e, al tempo stesso, una verità profonda. Resistere, vivere, lottare non è mai stato un problema per l’Associazione Teatro Buti: è, piuttosto, la sua vocazione.”
Il ruolo del teatro è fondamentale e il direttore artistico Dario Marconcini ne sottolinea la rilevanza " “Un po’ per non morire” sa un po’ di slogan, svela un disagio che forse è quello del teatro oggi in un mondo sempre più in degrado (tempi bui) dove forse varrebbe la pena mangiare foglie di loto ed entrare in quell’oblio dell’io che in qualche modo risvegli territori dell’anima nascosti e ci faccia entrare in radure
sconosciute rischiarate da fasci di luce viva. Questo potrebbe essere il senso del teatro oggi, non quello di far ridere o di far piangere e nemmeno forse di far pensare (ahimè), ma trovare quella luce inafferrabile che può rigenerare.
La luce della caverna? Ma… come facciamo a sapere chi siamo? Dobbiamo comunque avere uno sguardo
sul presente e un occhio anche sul passato e qui i classici, attraverso le ricerche su testi lontani, sono un
modo per restare in contatto con ciò che siamo stati.
Dobbiamo interrogarci sul nostro sapere di non sapere e avere fiducia nella sfiducia dei giovani. La nostra
piccola stagione, che ha dei buoni nomi, risponderà a qualcuna di queste domande?
Non si può sapere, ma mi piace citare qui il vecchio Mao: “Grande è il disordine sotto il cielo. La situazione è dunque eccellente”.
Un teatro che non promette risposte, ma pone domande necessarie. Un percorso sostenuto anche dal contributo di Fondazione Pisa e Unicoop Firenze, che accompagnano l'Associazione teatro Buti nella realizzazione della stagione teatrale 2026.
