Calo di iscritti a Medicina, la Fimmg: «Non basta aumentare i posti, serve un piano articolato»
Il segretario regionale Biancalani analizza le iscrizioni al semestre filtro negli atenei di Firenze, Pisa e Siena
FIRENZE - Il calo degli iscritti al semestre aperto per l'accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria registrato nelle
Università di Firenze, Pisa e Siena, a fronte di un incremento dei posti disponibili, riapre il dibattito sulla sostenibilità e sull'accessibilità dei percorsi universitari in ambito sanitario.
A intervenire sull'argomento è Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Toscana, che sollecita le istituzioni ad affrontare la questione della carenza di camici bianchi partendo dalle condizioni materiali e dal diritto allo studio fin dai primi anni accademici.
«Il calo degli iscritti al semestre aperto per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è un dato sul quale dobbiamo riflettere – dichiara Niccolò Biancalani –. Non basta aumentare i posti disponibili all’Università se poi non ci preoccupiamo anche delle condizioni concrete nelle quali gli studenti devono vivere e formarsi. La casa, il costo della vita e i servizi non sono questioni separate dalla formazione dei futuri medici, ma ne sono parte integrante. Il nuovo sistema del semestre filtro può certamente avere inciso sulle scelte di alcuni studenti e sarà importante valutarne con attenzione gli effetti, ma credo che sarebbe riduttivo fermarsi soltanto a questo aspetto».
«Non possiamo preoccuparci della carenza dei medici soltanto quando questi professionisti hanno trent’anni e stanno per entrare nel sistema sanitario, dimenticandoci delle condizioni nelle quali, molti anni prima, devono studiare e vivere – prosegue il segretario della Fimmg Toscana –. Se vogliamo programmare il futuro della sanità dobbiamo preoccuparci anche di chi oggi sceglie, o rischia di non poter scegliere, di intraprendere questo percorso. Il costo della vita e soprattutto quello degli affitti possono condizionare sempre di più le scelte degli studenti e delle loro famiglie. È quindi positivo l’impegno che il Comune di Firenze, la Regione Toscana e altre realtà come la Fondazione CR Firenze stanno portando avanti su questo fronte, prevedendo investimenti su studentati e formule come il "co-housing". È una direzione sulla quale bisogna continuare e investire».
In conclusione, Biancalani propone la definizione di una strategia integrata per supportare i giovani: «Io credo che serva un vero e proprio piano di accoglienza per gli studenti che tenga insieme diritto all’abitare, studio e formazione, qualità dei servizi, coinvolgendo tutti gli attori anche privati della vita pubblica fiorentina. Se vogliamo avere domani i medici di cui il nostro sistema sanitario avrà bisogno dobbiamo cominciare oggi a creare le condizioni perché i giovani possano scegliere questa strada e percorrerla fino in fondo. La formazione dei futuri medici non comincia quando entrano in corsia: comincia dal momento in cui decidono di iscriversi all’università».

