Campionato della bistecca in piazza dei Cavalieri, scontro politico sulla scelta della location

Politica
PISA e Provincia
Lunedì, 21 Settembre 2026

Le opposizioni sollevano dubbi sull'utilizzo dello spazio monumentale e chiedono chiarimenti sulle autorizzazioni. Da Fratelli d'Italia la replica: "Polemiche sterili e strumentali"

Il Campionato italiano della bistecca "The Golden Steak" in piazza dei Cavalieri apre il confronto politico a Pisa. Esponenti e gruppi dell'opposizione contestano soprattutto la scelta di ospitare griglie e bracieri in uno degli spazi monumentali più rappresentativi della città, mentre dalla maggioranza arriva una replica a difesa dell'iniziativa.

Il consigliere del Pd Marco Biondi pone l'accento sull'opportunità della location, sostenendo che l'evento avrebbe potuto trovare spazio in un'altra area centrale senza sovrapporsi al carattere storico e architettonico della piazza.

Critiche anche da Sinistra Unita per Pisa, La Città delle Persone e Una città in comune. Paolo Martinelli e Carlo Modica hanno inoltre presentato un'interrogazione per conoscere l'iter autorizzativo, i pareri acquisiti e le eventuali valutazioni sull'impatto di fumi e residui sugli edifici storici.

Di segno opposto la posizione di Alessandra Orlanza di Fratelli d'Italia, che definisce le polemiche "sterili e strumentali" e sottolinea il richiamo di pubblico dell'evento e il suo valore per la promozione del territorio e della cultura gastronomica.

 


Ha scritto Marco Biondi, consigliere comunale del Partito Democratico.

Sabato e domenica Pisa ospiterà la finale nazionale di “The Golden Steak”, il campionato italiano dedicato alla cottura della bistecca con l’osso, con squadre in gara, bracieri, griglie e, naturalmente, l’ambita Mannaia d’Oro. Un’iniziativa pensata per attirare pubblico e visitatori e che rientra nella volontà di animare il centro cittadino attraverso manifestazioni legate alla gastronomia e al commercio. Sia chiaro: non ho nulla contro gli organizzatori, né contro le associazioni di categoria che fanno legittimamente il loro mestiere e cercano di promuovere le attività economiche e le eccellenze del territorio. E non ho certamente nulla contro la bistecca, che appartiene alla nostra cultura gastronomica molto più di tante altre cose che celebriamo con maggiore solennità. La questione che vorrei porre riguarda esclusivamente la scelta del luogo.
Era davvero necessario scegliere piazza dei Cavalieri?La domanda non nasce dalla contrarietà agli eventi nel centro storico, né dall’idea che le piazze monumentali debbano essere trasformate in spazi intoccabili. Una città d’arte che non sappia essere vissuta rischia di diventare lentamente un fondale, e Pisa ha invece bisogno di essere attraversata, abitata e frequentata. Proprio per questo, però, credo che ogni manifestazione debba essere valutata anche in rapporto al luogo che la ospita e non soltanto in base alla sua capacità di attirare persone.Piazza dei Cavalieri non è infatti una piazza qualsiasi. È uno dei luoghi nei quali Pisa racconta più compiutamente la propria storia e la propria identità: la grande trasformazione cinquecentesca voluta dall’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e affidata a Giorgio Vasari, il Palazzo della Carovana, il Palazzo dell’Orologio, la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, le statue e gli edifici che compongono uno degli scenari monumentali più riconoscibili della città.
Ed è proprio per questo che, davanti a una manifestazione che prevede un’area dedicata alla cottura della carne, con griglie e bracieri collocati nel cuore di questo complesso monumentale, credo sia legittimo chiedersi se non esistesse un altro spazio altrettanto centrale, visibile e capace di accogliere un evento di questo tipo senza sovrapporsi così direttamente al carattere del luogo.Non è una questione di stabilire se una manifestazione gastronomica sia più o meno nobile della piazza che la ospita, né di contrapporre cultura e commercio, turismo e patrimonio. Sono realtà che devono necessariamente convivere, soprattutto in una città come Pisa. Il punto è la capacità di scegliere con attenzione dove collocare ciascuna attività, evitando che i nostri luoghi più caratterizzati diventino semplicemente quinte scenografiche intercambiabili per qualsiasi iniziativa.
Pisa ha molte piazze e molti spazi che potrebbero essere valorizzati attraverso manifestazioni di richiamo nazionale. Sceglierne uno diverso non significherebbe necessariamente penalizzare l’evento. Potrebbe anzi consentire di ottenere un risultato più equilibrato: promuovere la manifestazione, sostenere le attività economiche e, allo stesso tempo, dare visibilità a una parte della città che magari oggi riceve meno attenzione.È una questione di misura, ma anche di visione. Una città d’arte non deve avere paura degli eventi e non deve rinunciare alla propria dimensione contemporanea; deve però essere capace di distinguere tra il semplice utilizzo di uno spazio e la sua valorizzazione. Non tutte le piazze hanno lo stesso significato, non tutti gli scenari hanno la stessa funzione e non tutto ciò che può essere fatto in un determinato luogo è necessariamente opportuno farlo proprio lì.
Da consigliere comunale credo che questa dovrebbe essere una delle domande da porsi ogni volta che si programma una manifestazione nel cuore monumentale della città: non soltanto se quell’evento possa essere ospitato in una determinata piazza, ma se quella sia davvero la piazza più giusta per ospitarlo.Non c’è quindi nessuna guerra alla bistecca, nessuna ostilità verso il commercio e nessuna pretesa di sottrarre vita al centro storico. C’è piuttosto la richiesta di un criterio, di un’idea di città nella quale gli eventi non vengano semplicemente appoggiati negli spazi disponibili, ma siano pensati in relazione alla storia, all’architettura e alla funzione dei luoghi che li accolgono.
La bistecca potrà essere eccellente, la competizione prestigiosa e la Mannaia, naturalmente, d’oro. Ma davanti al Palazzo della Carovana, tra le architetture vasariane e le statue cinquecentesche, una domanda rimane, forse più semplice di tutte le altre: davvero non avevamo un altro posto dove mettere una griglia?

 


Ha scritto Luigi Sofia, capogruppo Sinistra unita per Pisa.

Una volta Piazza dei Cavalieri era piena di studentesse e studenti.

Ragazze e ragazzi che quella piazza la abitavano ogni giorno. Prima e dopo l’università, tornando dalla mensa, la sera. Si incontravano lì senza dover comprare niente, senza prenotare un tavolo, senza pagare un biglietto.
Semplicemente, stavano insieme.

Poi sono arrivate le idropulitrici. Dal 2023, soldi pubblici spesi per lavare la piazza proprio nelle ore serali, per rafforzare l’ordinanza anti-bivacco: un’operazione in primis contro i poveri, che contestammo in tantissimi per ciò che politicamente rappresentava e per lo sperpero di denaro pubblico che ha comportato, pari soltanto a quello degli steward delle agenzie private che controllano i bambini e i giovani che vivono Piazza della Pera.

Adesso la transizione è completata.
La piazza è riempita dalle griglie del Campionato Italiano della Bistecca, patrocinato e sostenuto dal Comune.

E quale luogo migliore di Piazza dei Cavalieri per mettere in scena identità, braci ardenti e una certa idea muscolare di convivialità, al costo di un pezzo di carne? Dalla piazza degli studenti e delle studentesse al tempio della bistecca: anche l’egemonia culturale, evidentemente, passa dalla griglia.

La piazza non è mai stata soltanto una straordinaria cartolina del patrimonio artistico e culturale di Pisa. È stata per generazioni uno spazio di incontro, di relazioni, di discussione, di vita.

Un luogo abitato da chi nasce a Pisa e dalle migliaia di ragazze e ragazzi che arrivano qui per studiare, conoscere, innamorarsi, discutere, costruire il proprio futuro.

 


Hanno scritto Paolo Martinelli e Carlo Modica, consigliere comunali de La città delle persone pisa.

PAOLO MARTINELLI 

Questa è l'immagine di Pisa che restituisce la Giunta Conti: una braciata in Piazza dei Cavalieri! 

Prima i giovani allontanati dalla piazza, anche con le idropulitrici. Poi la stessa piazza monumentale concessa per una grande bisteccata, con una gigantesca griglia a otto postazioni, bracieri e produzione di fumi.

E' questa l'idea di città del sapere e di spazio pubblico che ha questa Amministrazione ed il rispetto per suoi luoghi d'arte?

Piazza dei Cavalieri non è una piazza qualunque. È uno dei luoghi simbolo di Pisa, conosciuta nel mondo, progettata dal Vasari, affacciata sul Palazzo della Carovana della Scuola Normale Superiore, sulla Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri e su altri edifici di enorme valore storico e artistico.

Per questo abbiamo presentato un'interrogazione in Consiglio comunale.
Vogliamo sapere quale iter autorizzativo sia stato seguito, quali uffici abbiano dato il via libera e quali pareri siano stati acquisiti. Chiediamo anche se siano state valutate la dispersione dei fumi e le possibili conseguenze su abitazioni, università e luoghi di culto, ma anche il possibile deposito di fumi, particolato e residui sulle facciate e sugli intonaci degli edifici storici. 
E' stato valutato l'impatto sui graffiti e sulle superfici monumentali del Palazzo della Carovana?
Ricordiamo infatti che anni fa per un lungo periodo furono impediti concerti in piazza per il rischio di distacchi di intonaco.

Abbiamo chiesto di ricevere tutta la documentazione: richiesta, planimetrie, autorizzazioni, relazioni tecniche e sulla sicurezza, eventuali pareri della Soprintendenza, valutazioni sulla dispersione dei fumi, sopralluoghi e prescrizioni.

Perché Piazza dei Cavalieri è patrimonio della città e non solo, da salvaguardare e appartiene a tutte e tutti!"

CARLO MODICA

Ieri Piazza dei Cavalieri si è trasformata in un ristorante a cielo aperto tra fumi e carne alla brace. Un evento sbandierato dalla giunta come valorizzazione, ma che svela tutta l’ipocrisia di chi governa Pisa.
Parliamo della stessa amministrazione che solo pochi anni fa mandava le idropulitrici sui gradini della piazza per cacciare i giovani, colpevoli solo di sedersi a parlare. Allora si gridava al "decoro violato" e la socialità spontanea degli studenti veniva trattata come degrado da lavare via.
Oggi, invece, lo stesso spazio monumentale viene concesso per una grande grigliata "competitiva".
La lezione di questa giunta è chiara: se i ragazzi vivono la città vanno criminalizzati; se si tratta di fare passerella con eventi commerciali, allora diventa promozione del territorio, a costo di affumicare e rovinare le facciate di una delle piazze monumentali più importanti d'Italia.
Non si possono usare due pesi e due misure. Piazza dei Cavalieri appartiene a tutti, non può essere considerata allo stesso tempo: un palcoscenico per qualsiasi sagra o manifestazione e un luogo da ripulire a comando quando la socialità non segue logiche commerciali.
Pisa merita rispetto, visione e una coerenza che questa Amministrazione ha dimostraro ieri di non avere.
Per questo abbiamo presentato un'interrogazione in Consiglio comunale. Vogliamo sapere quale iter autorizzativo sia stato seguito, quali uffici abbiano dato il via libera e quali pareri siano stati acquisiti."

 


Ha scritto Un città in comune.

“Il fuoco della griglia, la carne della migliore qualità e il talento dei maestri italiani della brace arrivano nel cuore di Pisa”. Così viene annunciato dalla stampa e infatti Piazza dei Cavalieri si è risvegliata in questi giorni con stand e grossi bracieri, fotografie di testimonial (tra cui lo scienziato di chiara fama Roberto Giacobbo) e grandi scritte, del tipo “Assaggia, vota e decreta la miglior bistecca dei finalisti di The Golden Steak”.

La prima impressione è davvero straniante: il luogo che un tempo rappresentava il centro del potere civile della città, rispetto a quello religioso della Piazza del Duomo, e che si è poi caratterizzato come polo di studio e ricerca, viene trasformato in una “bisteccheria d’Italia” a cielo aperto.
 La prima domanda è come si può conciliare il fuoco della griglia con la statua del Granduca Cosimo I e con i graffiti e la galleria di ritratti dei Medici sulla facciata del Palazzo della Carovana e, più in generale, con la conservazione del patrimonio storico culturale della piazza. Rimane un mistero, su cui forse la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio prima o poi dovrebbe esprimersi.

Non è infatti la prima volta che vediamo assegnata (nostro malgrado) la Piazza del Cavalieri a iniziative alquanto discutibili, tipo rassegne ed esposizioni di auto, per ultimo “il rombo dei motori della Mille Miglia” (e i loro fumi di scarico). Dai tempi in cui l’allora sindaco di Firenze Renzi affittò Ponte Vecchio per una cena esclusiva della Ferrari, sempre più spesso luoghi simbolo del nostro patrimonio vengono appaltati a privati per iniziative a dir poco discutibili, cioè luoghi storici che appartengono a tutti e tutte vengono date in esclusiva a privati per qualche ora o qualche giorno, come in questo caso. Tutto ciò per un affitto solitamente irrisorio, ma soprattutto senza curarci del problema conservativo.

In questo caso poi c’è una questione in più: il consumo di carne, com’è noto, è responsabile di circa il 15% delle emissioni globali di gas serra ed è anche una delle cause principali della deforestazione e della perdita di biodiversità. Gli allevamenti intensivi, producono enormi quantità di metano(specialmente i bovini) e protossido d'azoto, che riscaldano il pianeta molto più della CO2 a breve termine. Inoltre, più del 60% dei terreni agricoli globali è usato per coltivare mangimi (come soia e mais) per il bestiame e questo spinge ad una deforestazione crescente. Perché tra quei cartelli che invitano a mangiare bistecca, non ce n’è uno che ricorda che un chilo di manzo produce circa 60 kg di CO2 equivalente, mentre le alternative vegetali o la carne bianca hanno un impatto nettamente inferiore?

Fortuna che alla Scuola Normale Superiore cause ed effetti del cambiamento climatico si studiano e si conoscono molto bene.

 


Ha scritto Alessandra Orlanza, consigliera comunale di Fratelli d'Italia.

Polemiche sterili sul Campionato della Bistecca in piazza dei Cavalieri
Sono francamente sterili e strumentali le polemiche sollevate dalle opposizioni, dal consigliere Biondi insieme al capogruppo Sofia, nonché dal capogruppo Martinelli di La Città delle Persone, a proposito del Campionato della Bistecca che si è svolto sabato 19 settembre in piazza dei Cavalieri.
Per una sola giornata, una delle piazze più belle e conosciute della città ha ospitato un evento capace di richiamare turisti, visitatori e cittadini, offrendo un’occasione di promozione del territorio, di socialità e di valorizzazione della cultura gastronomica. Eppure, sembra che l’unico tema degno di attenzione sia stato l’odore della brace.
Davvero si vuole mettere sullo stesso piano una giornata di iniziative organizzate e controllate con anni di malamovida sopportata dai residenti? Per notti e notti piazza dei Cavalieri è stata teatro di rumori, schiamazzi, musica, bonghi, partite di pallone, consumo e spaccio di sostanze stupefacenti, vendita abusiva di alcolici e risse. Il giorno dopo, gli operatori di Geofor erano costretti a raccogliere tappeti di bottiglie e rifiuti lasciati ovunque.
Abbiamo già dimenticato i venditori abusivi di birra e superalcolici in bicicletta, con le ghiacciaie al seguito? Abbiamo dimenticato il disagio quotidiano notturno fino alle prime ore della mattina dei residenti, costretti a convivere con una situazione che per anni è stata minimizzata o addirittura descritta dalle stesse opposizioni come una forma di socialità e di ritrovo per giovani e studenti?
Oggi, invece, un evento durato una sola giornata viene presentato come una violazione dell’identità della piazza. Ma dov’era questa attenzione quando i residenti erano costretti a sopportare notti intere di caos e degrado? Quella non era forse una violazione della vivibilità e del decoro di piazza dei Cavalieri?
Sarebbe opportuno riflettere meglio: è preferibile un giorno di odore di brace, legato a un’iniziativa pubblica di cultura culinaria, oppure anni di malamovida, abusivismo, rifiuti e insicurezza? Parlare di cultura significa anche riconoscere il valore della tradizione gastronomica, degli eventi e della capacità di una città di accogliere visitatori.
Le critiche sono legittime, ma devono essere proporzionate e coerenti. Trasformare un appuntamento di una giornata in un caso politico è soltanto polemica sterile.

 

 



 

redazione.cascinanotizie