Caro carburanti, va bene lamentarsi. Ma almeno facciamo due conti

Economia
Giovedì, 27 Agosto 2026

Benzina e gasolio costano troppo, nessuno lo nega. Ma tra titoli, interviste e chiacchiere da bar l'analfabetismo aritmetico rischia di costarci più del pieno

di Luca Barboni

Lo dico subito, prima che qualcuno mi accusi di essere diventato improvvisamente un benefattore delle compagnie petrolifere: benzina e gasolio costano troppo.

E naturalmente, quando faccio rifornimento, preferirei spendere meno. Molto meno.

Detto questo, però, ci sarebbe un'altra cosa che mi piacerebbe risparmiare: le stupidaggini.

Perché intorno al cosiddetto “caro carburanti” si sta scatenando una gara a chi la spara più grossa. E il problema è che, molto spesso, per smontare certe affermazioni non servono economisti, analisti finanziari o esperti di geopolitica.

Bastano due operazioni aritmetiche.

Aritmetiche, non matematiche. Una sottrazione e una moltiplicazione. Roba che, almeno teoricamente, dovremmo aver imparato tutti alle scuole elementari.

Prendiamo un caso che nelle ultime ore ha avuto grande risalto: quello di Valle Castellana, in provincia di Teramo, dove l'Amministrazione comunale, che tempo fa ha acquistato un distributore, ha mantenuto il prezzo del gasolio sotto la soglia psicologica dei due euro: 1,99 euro al litro, contro un prezzo medio nazionale indicato in 2,135 euro.

Bella iniziativa? Certamente.

Si risparmia? Certamente.

Quanto?

Ecco, è proprio qui che comincia il problema.

La differenza è di 14,5 centesimi al litro. Con un pieno da 50 litri fanno 7 euro e 25 centesimi di risparmio.

Non è poco. Ma non è neppure la vincita alla lotteria.

Con 50 litri, un'auto diesel dai consumi normali può percorrere, molto indicativamente, 900-1.000 chilometri. Significa che quei 7 euro e 25 centesimi vengono risparmiati nell'arco di quasi mille chilometri.

Traduciamolo dalle parti nostre.

Cascina-Firenze andata e ritorno sono, grosso modo, 150 chilometri. Facendo quel viaggio ogni giorno, il vantaggio derivante da quei 14,5 centesimi in meno al litro sarebbe nell'ordine di poco più di un euro al giorno, neanche il costo di un caffè.

Ben venga anche quell'euro, naturalmente.

Ma da qui a raccontare scenari di famiglie salvate dal tracollo economico grazie a 14 centesimi di differenza ce ne corre.

E veniamo alla parte che mi irrita maggiormente.

Le immancabili interviste nelle quali qualcuno, davanti a un microfono, spiega soddisfatto: «Così si possono risparmiare anche 50 euro alla settimana».

Certo.

Si possono risparmiare anche 500 euro, volendo.

Basta consumare abbastanza carburante.

Per risparmiare 50 euro con una differenza di 14,5 centesimi al litro bisogna acquistare circa 345 litri di gasolio. Con un'automobile che percorra 18-20 chilometri con un litro significa viaggiare per qualcosa come 6.000-7.000 chilometri.

In una settimana.

Praticamente bisogna smettere di lavorare per avere il tempo di risparmiare sul gasolio.

E qui entra in gioco quello che definirei analfabetismo aritmetico. Non l'incapacità di fare calcoli complicati, ma la rinuncia a fare quelli semplicissimi. Quelli che permetterebbero di capire immediatamente se una cifra ha un senso oppure no.

Lo stesso vale per un'altra abitudine che vedo sempre più spesso: attraversare mezza provincia perché qualcuno ha scoperto un distributore che vende il carburante un centesimo al litro in meno.

Un centesimo.

Su 50 litri fanno 50 centesimi.

Se per raggiungere quel distributore percorriamo qualche chilometro in più, una parte del mirabolante risparmio l'abbiamo già bruciata per strada. Se poi perdiamo anche venti minuti del nostro tempo, ognuno può attribuire a quei venti minuti il valore che preferisce.

Sia chiaro: cercare il prezzo migliore è sacrosanto. E se due distributori sono uno accanto all'altro, naturalmente scelgo quello che costa meno. Lo faccio anch'io.

Ma risparmiare è una cosa. Credere di risparmiare è un'altra.

E soprattutto altra cosa ancora è sfruttare la scarsa dimestichezza delle persone con i numeri per costruire titoli, servizi e dichiarazioni sensazionalistiche.

Il caro carburanti esiste. Pesa sulle famiglie, sulle imprese e, indirettamente, sui prezzi di moltissimi prodotti perché aumenta i costi di trasporto.

È quindi un problema serio.

Ed è proprio per questo che meriterebbe di essere raccontato seriamente.

Possibilmente con una calcolatrice a portata di mano.

Anzi, nemmeno quella.

Perché, in questo caso, bastano davvero una sottrazione e una moltiplicazione.

 

 

 


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luca.barboni