Cascina, occupato e subito liberato il Pesenti. Azione di pochi studenti, contestati dai compagni

Cronaca
Cascina
Lunedì, 26 Ottobre 2026

L'allarme era scattato intorno alle 4.40 di lunedì 26 ottobre, con intervento della vigilanza privata. Sul posto anche due pattuglie dei Carabinieri. Vince la concertazione voluta dalla dirigente Carmen Savino, a supporto anche il presidente della Provincia Angori. Nessuna conseguenza per gli occupanti. Lezioni sospese, riprenderanno regolarmente martedì 27 ottobre

AGGIORNAMENTO ORE 10.00: Si è conclusa nella mattinata di lunedì 26 ottobre l'occupazione dell'Istituto Pesenti di Cascina, iniziata durante la notte e che aveva impedito il regolare svolgimento delle lezioni.

La scuola è stata liberata dopo un confronto tra i protagonisti della protesta, sette o al massimo otto ragazzi iscritti all'istituto, e i rappresentanti delle istituzioni. La vicenda si è risolta attraverso il dialogo, senza conseguenze per gli studenti coinvolti.

Sul posto era presente anche Massimiliano Angori, presidente della Provincia di Pisa, che ha incontrato personalmente gli occupanti, ascoltando le ragioni alla base della mobilitazione. I giovani hanno avuto modo di illustrare le proprie richieste, riguardanti sia questioni interne alla scuola, come il recupero dell'auditorium e l'organizzazione di giornate di autogestione, sia temi più generali, tra cui il costo dei trasporti e i finanziamenti destinati all'istruzione e alla sanità.

Al termine della concertazione è stato raggiunto un accordo che ha consentito la liberazione dell'edificio.

Sono attualmente in corso le operazioni di sgombero e le verifiche all'interno della struttura, necessarie per accertare le condizioni dei locali e l'eventuale presenza di danni provocati durante l'occupazione.

L'attività didattica, sospesa nella giornata di lunedì, riprenderà regolarmente martedì 27 ottobre, quando studenti e personale potranno tornare nelle aule.

Al termine della concertazione abbiamo registrato le parole di Massimilano Angori, presidente della Provincia di Pisa.

ASCOLTA L'INTERVISTA

 

 


Mattinata di tensione all'Istituto Pesenti di Cascina, dove lunedì 26 ottobre un piccolo gruppo di giovani, secondo le prime informazioni cinque o sei persone, ha occupato l'edificio scolastico, impedendo il regolare ingresso degli studenti e del personale.

L'occupazione sarebbe iniziata durante la notte. L'allarme dell'istituto è infatti scattato intorno alle 4.40 di lunedì mattina, facendo intervenire il personale dell'agenzia privata di sicurezza incaricata della sorveglianza della struttura. Non è ancora chiaro a che ora i giovani siano effettivamente entrati nell'edificio.

In mattinata sono arrivate anche due pattuglie dei Carabinieri per verificare la situazione.

Non è stato ancora accertato se i protagonisti dell'iniziativa siano studenti iscritti all'istituto. L'azione avrebbe colto di sorpresa anche i rappresentanti degli studenti, che non sarebbero stati preventivamente informati dell'occupazione.

All'arrivo a scuola, studenti e personale hanno trovato gli accessi bloccati con sedie e altri arredi scolastici. All'esterno dell'edificio sono comparsi cartelloni e striscioni con messaggi di protesta.

La comunità scolastica è così rimasta fuori dall'istituto, in attesa di poter accedere alle aule.

La situazione è tuttora in evoluzione. La dirigente scolastica Carmen Savino sta chiedendo lo sgombero immediato dell'edificio, prima di procedere con una formale denuncia alle forze dell'ordine. L'obiettivo è ottenere la liberazione dei locali e consentire la ripresa delle attività didattiche.

Gli occupanti hanno inoltre diffuso un comunicato di tre pagine nel quale illustrano le ragioni della mobilitazione.

Nel comunicato diffuso dagli occupanti vengono indicate quattro principali ragioni alla base della protesta. La prima riguarda il costo della benzina e dei trasporti, mentre la seconda interessa il recupero e la possibilità di utilizzare l'auditorium dell'istituto. Gli studenti chiedono inoltre maggiori opportunità di partecipazione alla vita scolastica, attraverso l'organizzazione di giornate di autogestione e cogestione. Infine, la mobilitazione assume una dimensione più generale, con una critica ai tagli ai finanziamenti destinati alla scuola e alla sanità, contrapposti alle risorse impiegate per gli armamenti e le guerre.

Si attendono ulteriori sviluppi per capire se la richiesta della dirigente sarà accolta e quando potranno riprendere regolarmente le lezioni.

 


COMUNICATO OCCUPAZIONE

Quest'anno abbiamo deciso di occupare la scuola non per i soliti motivi che vanno “di moda” e che spesso vengono utilizzati come pretesto per occupare, ma per portare avanti delle proteste che noi occupanti riteniamo giuste e necessarie. La nostra intenzione non è quella di creare disagi inutili o di perdere semplicemente giorni di scuola, ma di dare voce a problematiche che da tempo vengono sollevate e che, a nostro parere, non hanno mai ricevuto l'attenzione che meritano.

Il primo tema che vogliamo affrontare riguarda il prezzo della benzina e, più in generale, il costo dei trasporti. È una questione che riguarda tutti, studenti e famiglie, perché spostarsi ogni giorno per andare a scuola, al lavoro o per qualsiasi altra necessità sta diventando sempre più costoso. Siamo arrivati a una situazione critica, in cui il prezzo della benzina ha raggiunto livelli molto elevati e le conseguenze si fanno sentire anche sul costo dei mezzi di trasporto pubblici e privati. Basti pensare a chi utilizza il proprio mezzo per venire a scuola: se prima, con 10 euro di benzina, riusciva magari a coprire gli spostamenti di un'intera settimana, oggi, con prezzi che arrivano a superare i 2 euro al litro, la stessa cifra può bastare a malapena per metà settimana oppure i prezzi dei mezzi pubblici che si sono incrementati notevolmente ma come sempre hanno fatto, continuano a creare disagi per ritardi o cancellazioni. Tutto questo pesa sulle famiglie e soprattutto su chi, come molti studenti, non ha ancora un'indipendenza economica e dipende dai propri genitori per gli spostamenti quotidiani. Andare a scuola dovrebbe essere un diritto accessibile a tutti, non un costo sempre più difficile da sostenere. Per questo riteniamo importante portare l'attenzione anche su questo problema, che troppo spesso viene sottovalutato nonostante incida concretamente sulla vita di tutti i giorni.

Il secondo tema riguarda l'auditorium della nostra scuola. Siamo stanchi di parlarne senza vedere cambiamenti concreti e di avere la sensazione che le nostre richieste non vengano ascoltate. Ci troviamo davanti a uno spazio molto grande, che potrebbe essere utilizzato per tantissime attività utili agli studenti, ma che viene lasciato inutilizzato e ridotto, di fatto, a una sorta di magazzino. Una situazione che riteniamo inaccettabile, anche considerando le possibili problematiche legate alla sicurezza e alla gestione di quello spazio.

Non riusciamo a capire perché non si possa trovare una soluzione per recuperarlo e renderlo finalmente utilizzabile. Si potrebbe pensare alla realizzazione di un bar scolastico, a uno spazio di ritrovo per gli studenti o ad altre attività che possano rendere la scuola un ambiente più vivibile e adatto alle esigenze di chi la frequenta ogni giorno. Non stiamo chiedendo qualcosa di impossibile, ma di valorizzare una struttura che già esiste e che, con un progetto concreto, potrebbe diventare una risorsa per tutta la comunità scolastica.

Basti pensare alla nuova palestra, per la cui realizzazione sono stati necessari circa tre anni e che, se tutto andrà come previsto, verrà inaugurata a breve. Comprendiamo che i lavori e i progetti di questo tipo richiedono tempo, ma proprio per questo ci chiediamo perché non si possa intervenire anche sull'auditorium, dove magari basterebbero alcuni mesi di lavori e di organizzazione per restituire agli studenti uno spazio che oggi viene sprecato. Continueremo a portare avanti questa richiesta e speriamo che, se non saremo ascoltati noi, le generazioni future possano finalmente ottenere ciò che chiediamo da tempo. Non vogliamo che questo problema venga semplicemente dimenticato ancora una volta.

Un altro argomento che siamo stanchi di dover ripetere riguarda l'autogestione. È una richiesta che era già stata avanzata durante la precedente occupazione, ma che, ancora una volta, non ha portato ai risultati sperati. Ogni anno ci ritroviamo a parlare della possibilità di organizzare giornate dedicate ad attività alternative alla normale didattica, senza però riuscire a realizzarle. L'unica eccezione è stata l'anno scolastico 2024/2025, quando la cogestione non si è svolta a causa dell'occupazione. Per il resto, non riusciamo a comprendere le ragioni per cui questa possibilità non venga concessa anche alla nostra scuola.

Ci sembra assurdo che, mentre in diverse scuole della provincia di Pisa gli studenti riescono a organizzare giornate di autogestione, nel nostro istituto non si riesca nemmeno a ottenere una cogestione. Abbiamo avuto modo di vedere personalmente come funzionano queste iniziative in altri istituti: gli studenti possono proporre attività, partecipare a incontri, confrontarsi su argomenti di loro interesse e organizzare momenti diversi dalle normali lezioni, sempre nel rispetto delle regole e della sicurezza. Non stiamo chiedendo di fare quello che vogliamo senza alcun limite, ma di avere la possibilità di prenderci delle responsabilità, organizzarci e partecipare attivamente alla vita della scuola.

Riteniamo che tre giornate dedicate a questo tipo di attività possano essere utili non soltanto per socializzare, ma anche per imparare cose nuove, sviluppare interessi personali e confrontarsi su temi che spesso trovano poco spazio durante le lezioni. Dopo nove mesi trascorsi sui libri, tra verifiche, interrogazioni e impegni scolastici, crediamo sia giusto avere anche qualche giornata diversa, che ci permetta di staccare la testa dallo studio e di vivere la scuola in un altro modo. La scuola non dovrebbe essere soltanto un luogo in cui si studia e si viene valutati, ma anche un ambiente in cui si cresce, si impara a collaborare e si sviluppa il proprio senso critico.

Per questi motivi chiediamo che la nostra richiesta venga finalmente presa in considerazione e che si trovi un accordo concreto per permettere anche agli studenti del Pesenti di vivere un'esperienza di questo tipo. Non vogliamo dover ripartire da zero ogni anno, ripetendo sempre le stesse richieste senza ottenere risposte.

Un ulteriore tema riguarda i tagli ai finanziamenti destinati alla sanità e all'istruzione, soprattutto quando si parla di risorse impiegate per finanziare le guerre. Riteniamo inaccettabile che settori fondamentali per il futuro delle persone, come la scuola e la sanità, rischino di non ricevere le risorse necessarie, mentre vengono destinate ingenti somme agli armamenti e ai conflitti. Per noi, investire nell'istruzione significa investire nelle nuove generazioni, offrendo ai giovani strumenti, opportunità e prospettive per costruirsi un futuro. Allo stesso modo, una sanità accessibile ed efficiente è fondamentale per garantire dignità e sicurezza a tutti i cittadini.

E anche per questo che in tutta Italia si assiste a proteste e manifestazioni da parte di persone che chiedono maggiori tutele e garanzie per il proprio futuro. Noi studenti non possiamo restare indifferenti davanti a questioni che, anche se a volte sembrano lontane dalla nostra quotidianità, finiranno per influenzare direttamente le nostre vite. Vogliamo poter crescere in un Paese che investa sui giovani, sulla cultura, sulla salute e sul benessere delle persone, anziché lasciare che il nostro futuro diventi una preoccupazione sempre più grande. Crediamo che protestare significhi anche questo: interessarsi a ciò che accade intorno a noi e non accettare passivamente ogni situazione senza chiedere spiegazioni e cambiamenti.

Organizzata e portata avanti con determinazione, affinché si possa finalmente aprire un confronto sulle problematiche che abbiamo esposto.

Proprio per questo, abbiamo deciso che fino al pomeriggio di oggi nessuno potrà entrare a scuola. Questa scelta nasce anche dalla volontà di evitare che si ripetano i disordini e i danni che si sono verificati negli anni scorsi. Sentiamo la necessità di delimitare e mettere in sicurezza le aree più sensibili dell'istituto, in modo da proteggere gli spazi e le strutture scolastiche ed evitare danni permanenti. La nostra intenzione è quella di portare avanti la protesta senza danneggiare un ambiente che appartiene a tutti noi e che dobbiamo avere a cuore.

Invitiamo quindi tutti gli studenti che condividono le motivazioni dell'occupazione a raggiungerci nel pomeriggio di oggi o nei prossimi giorni, per partecipare e aiutarci a portare avanti questa iniziativa in modo responsabile. Più saremo capaci di confrontarci, collaborare e far sentire la nostra voce, maggiori saranno le possibilità che le nostre richieste vengano prese seriamente in considerazione. Allo stesso tempo, chiediamo a chi non condivide le ragioni della protesta di rispettare la nostra iniziativa e di evitare comportamenti che possano provocare tensioni o disordini.

Ci teniamo a sottolineare che siamo convinti della possibilità di portare avanti questa occupazione senza provocare danni. La nostra intenzione è dimostrare che si può protestare con serietà, responsabilità e rispetto per la scuola. Qualora dovessero verificarsi dei danni riconducibili a noi occupanti, siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e a rispondere di quanto accaduto, fino all'ultimo centesimo, secondo le modalità previste.

Non stiamo occupando per perdere giorni di lezione o per creare problemi, ma perché crediamo che alcune questioni meritino finalmente attenzione. Vogliamo essere ascoltati, vogliamo risposte concrete e vogliamo dimostrare che anche noi studenti possiamo interessarci attivamente a ciò che non funziona e impegnarci per cambiarlo.

La nostra protesta non nasce dalla voglia di distruggere, ma dalla volontà di ottenere un cambiamento. Chiediamo di essere ascoltati, non ignorati ancora una volta.

Gli occupanti dell'IISS Pesenti

 

 



 

redazione.cascinanotizie