Cecchelli aderisce alla proposta del Nobel per la Pace ai bambini di Gaza

Cultura
San Giuliano Terme
Giovedì, 13 Agosto 2026

Il sindaco di San Giuliano Terme sostiene l'iniziativa lanciata attraverso Avvenire e richiama il legame della comunità con la giovane palestinese sepolta a Pontasserchio

Anche il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli aderisce alla proposta di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace.

Una scelta che il primo cittadino collega alla situazione nella Striscia e alla vicenda della giovane palestinese arrivata in Italia per essere curata e poi sepolta nel cimitero di Pontasserchio, di cui in questi giorni ricorre il primo anniversario della morte.

Per Cecchelli, la candidatura avrebbe un valore simbolico più ampio, richiamando l'attenzione sulle conseguenze dei conflitti sui bambini e sulla responsabilità della comunità internazionale nella tutela dell'infanzia.

 

Ha scritto il Comune di San Giuliano Terme.

“C’è qualcosa di profondamente ingiusto nel fatto che, quando parliamo di guerra, siamo ormai abituati a contare i bambini. Li contiamo tra i morti, tra i feriti, tra gli sfollati. Contiamo quelli rimasti senza una casa, senza una scuola, senza una famiglia. A volte diventano una fotografia che attraversa per qualche ora le nostre televisioni e i nostri telefoni. Poi arriva un’altra notizia, un altro bombardamento, un’altra guerra. Per questo considero importante la proposta di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace e per questo ho deciso di aderire”.

C'è anche il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli fra gli amministratori locali che hanno scelto di aderire alla proposta lanciata attraverso il quotidiano L'Avvenire. Una decisione che affonda le radici sì nello stillicidio arriva quotidianamente dalla Striscia, ma anche in una vicenda che ha toccato da vicino i cittadini termali e di cui, proprio in questi giorni, ricorre il primo anniversario: “Per me questa non è una riflessione astratta. - aggiunge-- Sono il Sindaco di una comunità che con Gaza ha costruito, suo malgrado, un legame che resterà nella nostra memoria. Nel cimitero di Pontasserchio, nel Comune di San Giuliano Terme, riposa una ragazza palestinese arrivata da Gaza in Italia per essere curata, e morta per le conseguenze di una tragedia che ha assunto i caratteri del genocidio. La nostra comunità l’ha accolta nel suo ultimo viaggio e da allora quella giovane vita è diventata anche una parte della nostra memoria collettiva. Una delle tante vite che rischiano di scomparire dietro una cifra – prosegue-: a Gaza tutto questo sta avvenendo davanti agli occhi del mondo, da troppo tempo e in una dimensione intollerabile. Migliaia di bambini sono stati uccisi, altri sono stati feriti, mutilati, sono rimasti orfani, hanno conosciuto la fame, la distruzione, lo sfollamento continuo. Un’intera generazione sta crescendo dentro una condizione che nessun bambino dovrebbe conoscere. Il Nobel ai bambini di Gaza avrebbe una forza universale proprio perché potrebbe diventare il Nobel di tutti i bambini a cui gli adulti hanno consegnato una guerra che non avevano scelto: dei bambini israeliani uccisi il 7 ottobre 2023 e di quelli trascinati nell’orrore di quel giorno, dei bambini ucraini e russi, dei bambini sudanesi e di tutti quei bambini che muoiono nei conflitti dei quali ormai quasi non parliamo più. Le guerre non sono tutte uguali. Hanno cause, responsabilità, aggressori e aggrediti che la politica ha il dovere di riconoscere. Mettere al centro i bambini non significa cancellare queste differenze e neppure rinunciare a chiamare le cose con il loro nome. Significa affermare qualcosa che dovrebbe venire ancora prima: nessuna ragione politica, militare, religiosa o geopolitica può rendere accettabile l’annientamento dell’infanzia”.

Neppure troppo sullo sfondo, “il rischio, grande, che tutto questo smetta di scandalizzarci ed è proprio qui – continua Cecchelli - che una candidatura simbolica può acquistare un significato politico enorme: non perché i bambini di Gaza abbiano costruito la pace. Non dovrebbe essere loro richiesto: sono gli adulti ad avere il dovere di costruirla. bambini di Gaza meritano il Nobel perché rappresentano, nella maniera più dolorosa possibile, il fallimento del mondo degli adulti. Un mondo capace di investire risorse immense negli armamenti e molto meno determinato quando si tratta di costruire istituzioni internazionali capaci di impedire le guerre. Un mondo nel quale il diritto internazionale viene troppo spesso invocato a seconda delle convenienze. Un mondo che continua a chiedere ai bambini di sopportare le conseguenze delle decisioni prese dagli adulti”

“Da Sindaco – conclude- penso anche che questa domanda riguardi le nostre comunità, per quanto lontane possano sembrare dai luoghi nei quali cadono le bombe. La pace non si costruisce soltanto nei vertici internazionali. Si costruisce nell’educazione, nell’accoglienza, nella capacità di riconoscere nell’altro una persona prima ancora di un’appartenenza. Si costruisce rifiutando l’idea che esistano vite che valgono meno di altre. San Giuliano Terme custodisce oggi una di quelle vite. Una ragazza venuta da Gaza riposa nella nostra terra. Non abbiamo potuto restituirle il futuro che meritava. Possiamo però scegliere di non dimenticarla e fare in modo che il suo ricordo ci obblighi a non voltarci dall’altra parte davanti agli altri bambini che continuano a morire”

 

 

 


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redazione.cascinanotizie