Celebrata la "Giornata della Memoria" a Pontedera
Celebrata anche a Pontedera, con una iniziativa alle quale hanno preso parte oltre cento studenti delle scuole primarie e secondarie cittadine, la Giornata della Memoria
La commemorazione si è aperta con la deposizione di un cuscino dell'Amministrazione Comunale al memoriale di Anna Frank in piazza Vittime dei lager nazisti. La deposizione è stata effettuata proprio da alcuni bambini della primaria.
Alla cerimonia, aperta dall'intervento della vicesindaca Carla Cocilova e alla quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni ( tra cui Anpi e
Aned ) e delle Forze dell'Ordine, sono stati soprattutto protagonisti i ragazzi, con letture, riflessioni, poesie, esposizione di disegni e altre opere realizzate in classe, momenti musicali.
Questo il testo dell'intervento della vicesindaca Cocilova, presente in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale assiema all'assessore alla cultura Francesco Mori e al presidente del Consiglio Comunale Marco Salvadori.
"Oggi, 27 gennaio, il Comune di Pontedera si raccoglie insieme a voi per celebrare la Giornata della Memoria, nel giorno in cui, nel 1945, furono aperti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. Una data che appartiene alla coscienza dell’intera umanità.
Ricordare significa anzitutto dare un nome e un volto alle vittime della Shoah: milioni di uomini, donne e bambini perseguitati, deportati e uccisi in nome di un’ideologia fondata sull’odio, sul razzismo e sulla negazione dell’altro. Significa ricordare anche tutte le persone perseguitate perché considerate “diverse”: ebrei, oppositori politici, rom e sinti, persone con disabilità, omosessuali.
Ma la memoria non è un esercizio rituale, né un dovere formale. La memoria è una responsabilità civile. È il filo che lega il passato al presente e ci interroga su chi siamo oggi e su che tipo di società vogliamo costruire domani.
La filosofa Hannah Arendt, riflettendo sulle tragedie del Novecento, ci ha lasciato parole che ancora oggi ci interrogano profondamente: “Nessuno ha il diritto di obbedire.”
Un monito che ci ricorda come il male possa affermarsi anche attraverso l’indifferenza, la rinuncia al pensiero critico, l’accettazione passiva di ciò che è ingiusto.
Rivolgo in particolare un pensiero alle studentesse e agli studenti qui presenti. Voi non avete conosciuto direttamente quei fatti, ma siete i custodi futuri della memoria. Studiare, ascoltare le testimonianze, fare domande non serve solo a conoscere la storia: serve a riconoscere i segnali del pericolo quando si ripresentano sotto nuove forme.
Ed è proprio qui che il ricordo diventa attuale.
Perché l’odio, la discriminazione, l’indifferenza non appartengono solo al passato. Anche oggi assistiamo, in diverse parti del mondo e talvolta anche vicino a noi, a guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, a linguaggi che dividono, che disumanizzano, che trasformano l’altro in un nemico.
La Shoah ci insegna che nulla accade all’improvviso: l’orrore è sempre preceduto da parole, da stereotipi, da leggi ingiuste, dal silenzio di chi guarda altrove. Per questo la memoria non serve solo a ricordare ciò che è stato, ma a vigilare su ciò che sta accadendo.
Come istituzioni abbiamo il dovere di difendere i valori della Costituzione: la dignità della persona, l’uguaglianza, la libertà, la pace. Come comunità, abbiamo il compito di coltivare il rispetto, il dialogo e la solidarietà, a partire dai gesti quotidiani.
Pontedera, oggi, rinnova il proprio impegno a essere una città aperta, inclusiva, capace di educare alla cittadinanza e alla responsabilità. Perché la memoria non è solo commemorazione, ma azione consapevole nel presente.
Ricordare significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare. Dalla parte dell’umanità."
