Città e cambiamento climatico, Luca Lanini (Unipi) a Punto Radio: "A Pisa si parta dalle periferie"

Cronaca
PISA e Provincia
Giovedì, 13 Agosto 2026

Il professore dell'Università di Pisa intervistato giovedì 13 agosto: "Le tecnologie ci sono, serve un insieme coordinato di interventi". Tra le priorità alberature, parcheggi meno impermeabilizzati ed efficientamento degli edifici

Le città italiane sono state progettate per condizioni climatiche ormai diverse da quelle attuali e l'aumento della frequenza e dell'intensità delle ondate di calore impone di ripensare edifici e spazi urbani. È uno dei temi affrontati giovedì 13 agosto da Luca Lanini, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell'Università di Pisa, intervistato da Carlo Palotti per Punto Radio Cascina Notizie.

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Secondo Lanini, il problema dell'isola di calore interessa ampie porzioni delle città e richiede interventi calibrati sulle caratteristiche del tessuto urbano italiano, spesso storico, consolidato e fortemente stratificato. Una condizione che rende più complesso intervenire nei centri e impone di valutare con attenzione le possibili misure di mitigazione.

Per l'urbanista non esiste però una soluzione unica. La risposta deve passare da un insieme coordinato di interventi, evitando misure esclusivamente simboliche o palliative. Tra gli esempi citati ci sono i parcheggi: necessari anche per la gestione della mobilità privata, ma ripensabili evitando grandi superfici interamente asfaltate, introducendo alberature e zone d'ombra e prevedendo, dove possibile, spazi capaci di assumere altre funzioni quando non utilizzati dalle automobili.

Un altro fronte riguarda gli edifici. Orientamento, schermature solari, ventilazione, isolamento e nuove tecnologie possono incidere in maniera significativa sulla capacità delle abitazioni di affrontare temperature sempre più elevate. Lanini ha ricordato come siano ormai disponibili conoscenze e strumenti progettuali per realizzare edifici ad altissima efficienza energetica, fino a soluzioni in grado di raggiungere livelli molto elevati di autosufficienza.

Più complesso è intervenire sul patrimonio esistente, soprattutto quello storico e monumentale, dove efficientamento e adattamento climatico devono confrontarsi con la necessità di preservare le caratteristiche degli immobili. La transizione, ha sottolineato il docente, richiederà quindi tempo, programmazione e un adeguato quadro legislativo nazionale e regionale.

Nel corso dell'intervista è stato affrontato anche il rapporto tra adattamento climatico e consumo di suolo. Per Lanini occorre trovare un equilibrio tra il modello della città compatta e quello della città diffusa: quest'ultimo, quando sviluppato secondo logiche speculative, ha comportato maggiore occupazione di territorio, crescita delle infrastrutture e aumento delle distanze tra abitazioni e luoghi di lavoro, con conseguenze anche su traffico e inquinamento.

Sul piano sociale resta inoltre il problema dei costi necessari per migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni e del rischio che le fasce economicamente più fragili abbiano minori possibilità di proteggersi dagli effetti delle temperature estreme. Lanini ha richiamato la necessità di un ruolo pubblico e di investimenti programmati nel tempo, esprimendo anche una valutazione critica sull'efficacia complessiva con cui sono state distribuite in passato ingenti risorse destinate agli incentivi edilizi.

Guardando direttamente a Pisa e alle scelte da compiere nei prossimi dieci anni, Lanini indica infine come possibile punto di partenza le aree periferiche, intervenendo sulle superfici oggi destinate ai parcheggi, riducendone l'impermeabilizzazione e mettendo a dimora alberi, nella consapevolezza che i risultati delle nuove alberature richiedono tempi lunghi. La proposta è quella di individuare alcune aree periferiche sulle quali concentrare interventi strutturali, piuttosto che limitarsi ad azioni frammentarie nel tessuto storico della città.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie