CNA Fita vince contro il cartello autocarri. Sentenza storica del Tribunale di Milano: risarcimenti anche a 50 imprese pisane
Sono 50 le aziende di trasporto della provincia di Pisa coinvolte nell’azione sostenuta da CNA Fita e che, adesso, possono tirare un respiro di sollievo
Nei mesi scorsi, infatti, anche sul territorio pisano hanno iniziato a vedersi i primi effetti dell’azione collettiva promossa contro il cartello dei costruttori di autocarri che, tra il 1997 e il 2011, ha alterato i prezzi dei veicoli provocando danni economici alle imprese di trasporto.
È di questi giorni un ulteriore e importante successo in questa battaglia a tutela delle piccole imprese: il Tribunale di Milano ha riconosciuto le ragioni di CNA Fita, determinando risarcimenti medi pari a circa 13mila euro per ogni veicolo acquistato. Una sentenza storica per un’iniziativa avviata nel 2016, quando l’Associazione di Categoria, con il supporto dello Studio Legale Scoccini & Associati e di A.L.I. Antitrust Litigation Investment SpA, ha promosso l’azione risarcitoria assumendosi la responsabilità di una vertenza lunga e complessa contro i colossi industriali produttori di autocarri.
Per il territorio provinciale pisano sta seguendo l’intera vicenda la coordinatrice sindacale di CNA Fita Pisa, Giulia Melighetti (nella foto) che, proprio in queste ore, sta raccogliendo ulteriori adesioni da parte degli imprenditori dell’autotrasporto. Infatti – si legge in una nota di CNA Pisa – «è ancora possibile aderire all’azione collettiva e richiedere i rimborsi per i veicoli acquistati tra il 1997 e il 2011».
A distanza di quasi dieci anni dall’avvio della vertenza, il Tribunale di Milano ha emesso una decisione che, sebbene non ancora passata in giudicato, è già destinata a fare storia nel contenzioso dell’antitrust italiano. Nel primo giudizio relativo al “Cartello dei costruttori di autocarri” instaurato dagli associati CNA Fita, i giudici hanno infatti riconosciuto alle imprese un risarcimento dell’8% sul prezzo di acquisto, pari in media a circa 13mila euro per ogni camion.
«Si tratta di un risultato importantissimo – commenta Roberto Calvani, presidente di CNA Fita Pisa – che dà seguito a un’iniziativa avviata il 19 luglio 2016 a seguito dell’accertamento della Commissione europea, secondo cui i principali costruttori di camion avevano agito, per anni, attraverso un cartello illecito, coordinando i prezzi a danno degli acquirenti. Nel 2017 la nostra associazione, con il supporto dello Studio Legale Scoccini & Associati e di A.L.I. Antitrust Litigation Investment SpA, ha promosso un’azione risarcitoria assumendosi la responsabilità di una battaglia lunga e complessa che aveva come controparte i colossi industriali produttori di autocarri».
«Nel primo giudizio relativo al “Cartello dei costruttori di autocarri” instaurato dagli associati CNA Fita – prosegue Calvani – i giudici hanno riconosciuto alle imprese un risarcimento dell’8% sul prezzo di acquisto, che corrisponde, in media, a circa 13mila euro per ogni singolo camion. La decisione del Tribunale conferma la validità della strategia di CNA Fita che, già nel 2017, era stata premiata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato come migliore iniziativa del mondo associativo e che oggi porta un risultato concreto a tutela delle imprese dell’autotrasporto».
«CNA Fita è stata lungimirante – aggiunge Calvani – perché, mentre il mercato offriva soluzioni sbrigative da 700 euro a mezzo, abbiamo scelto di lottare per restituire dignità e reale valore economico ai nostri trasportatori». Alla sentenza si è arrivati dopo il rifiuto di alcune case costruttrici di trovare una soluzione transattiva equa: «Questo ha consentito di ottenere un risarcimento superiore alla media riconosciuta in via equitativa dai tribunali europei, che si aggira intorno al 5%. Questa vicenda conferma l’importanza della rappresentanza associativa come strumento più efficace di tutela per le piccole imprese».