Comuni montani, Confesercenti contro il declassamento di Calci e Buti
Chieste la revisione dei criteri adottati dal Governo e misure compensative per tutelare imprese e territorio del Monte Pisano
Confesercenti Pisa e Monte Pisano esprime preoccupazione e contrarietà per la recente revisione dei criteri con cui il Governo ha ridefinito la classificazione dei comuni montani, che ha comportato il declassamento di Calci e Buti.
Secondo l’associazione di categoria, la decisione rischia di produrre effetti rilevanti sul piano economico e sociale, con la perdita dell’accesso a bandi e risorse dedicate alla sicurezza del territorio, alla tutela ambientale e al sostegno alle imprese.
Confesercenti sollecita una revisione dei parametri adottati o, in alternativa, l’introduzione di misure compensative, annunciando la disponibilità a un confronto con istituzioni locali, Regione e rappresentanza parlamentare per salvaguardare il tessuto produttivo dell’area del Monte Pisano.
LEGGI ANCHE
► Comuni montani declassati. La Lega: "Da sinistra solo allarmismo. Risorse garantite dalle Regioni"
► Comuni declassati, la protesta dei Monti Pisani. "Scelta che penalizza il territorio"
► Alta Val di Cecina non è più comunità montana, associazioni di categoria critiche col Governo
► Il Governo Meloni trasforma il Monte Pisano in Piano Pisano
Ha scritto Confesercenti Pisa e Monte Pisano.
Confesercenti Pisa e Monte Pisano esprime forte preoccupazione e netta contrarietà alla recente revisione dei criteri con cui il Governo ha ridefinito la classificazione dei comuni montani, determinando il declassamento di territori storicamente inseriti nel sistema delle aree montane, tra cui Calci e Buti. Una decisione che rischia di avere conseguenze pesanti non solo sul piano istituzionale, ma soprattutto su quello economico e sociale. Il venir meno dello status di “comune montano” comporta infatti l’esclusione da misure dedicate, bandi specifici e risorse strategiche per investimenti in sicurezza del territorio, tutela ambientale, infrastrutture e sostegno alle imprese.
Confesercenti condivide pienamente la preoccupazione che a livello istituzionale ha visto già schierarsi i consiglieri regionali espressione della provincia di Pisa ed in particolare Massimiliano Ghimenti anche nella sua veste di ex sindaco di Calci. “Chi vive e lavora sul Monte Pisano sa bene quali siano le difficoltà strutturali dell’area – spiega Cindy Del Tacca, Presidente Confesercenti Monte Pisano -: viabilità complessa, fragilità ambientale, necessità costante di manutenzione e prevenzione del dissesto. Il declassamento non cambia la realtà del territorio, ma cambia in peggio le possibilità di sostenerlo. È una scelta che non tiene conto della specificità dei nostri comuni e che rischia di colpire proprio chi investe e mantiene viva l’economia locale.” Sulla stessa linea Fabrizio Di Sabatino, Presidente Confesercenti Pisa. “Non si tratta solo di una questione formale o amministrativa.
La classificazione montana ha rappresentato per anni uno strumento concreto di riequilibrio territoriale. Togliere questa possibilità significa ridurre competitività e prospettive di sviluppo per le imprese che operano in un contesto già fragile dal punto di vista infrastrutturale e demografico. Le nostre attività commerciali e turistiche vivono di prossimità, di presidio del territorio e di identità locale: senza strumenti adeguati il rischio è un progressivo indebolimento dell’intero tessuto economico.”
Confesercenti Pisa e Monte Pisano chiedono quindi una revisione dei criteri adottati o, in alternativa, l’introduzione di misure compensative adeguate, affinché Calci, Buti e gli altri comuni interessati non subiscano una perdita strutturale di opportunità. L’associazione conferma la propria disponibilità a collaborare con istituzioni locali, Regione Toscana e rappresentanza parlamentare per tutelare il tessuto produttivo e promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile dell’area dei Monte Pisano.


