Comuni montani, il Consiglio regionale approva la mozione sui nuovi criteri
Via libera a maggioranza all’atto che chiede la revisione della classificazione nazionale e il sostegno ai ricorsi dei territori esclusi
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una mozione sulla nuova classificazione dei comuni montani, con l’obiettivo di tutelare i territori esclusi dai criteri previsti a livello nazionale.
Il provvedimento impegna la Giunta a promuovere una revisione dei parametri attuali, ritenuti troppo limitati perché basati prevalentemente su fattori altimetrici, e ad avviare un confronto istituzionale per riconoscere anche le fragilità socio-economiche e le specificità delle aree insulari.
Ha scritto la Regione Toscana.
L’Aula del Consiglio regionale ha approvato, nella seduta di mercoledì 29 aprile, con i 22 voti a favore di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle e i nove voti contrari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Gruppo Misto-Futuro Nazionale la mozione sulla nuova classificazione dei comuni montani e sulla tutela dei territori toscani, con particolare riferimento alle specificità dei territori insulari. Testo emendato con l’inserimento del “sostegno convinto” ai comuni toscani che hanno deciso di fare ricorso al Tar contro il decreto attuativo della riforma.
A presentare l’atto, la prima firmataria Diletta Fallani (AVS) che ha sottolineato come la mozione nasca su un punto molto semplice: “La nuova classificazione è basata quasi esclusivamente su parametri altimetrici e quindi rischia di escludere numerosi comuni toscani che non rientrando rigidamente in quei criteri però vivono condizioni di fragilità strutturali analoghe alle aree montane”.
La mozione impegna la Giunta a rappresentare, nelle sedi istituzionali competenti, la necessità di reintegrare i comuni esclusi dalla classificazione dei comuni montani, proseguendo un'azione coordinata finalizzata a rivedere i criteri, al fine di garantire il riconoscimento delle specificità dei territori insulari e delle aree interne della Toscana. È previsto anche l’impegno a sostenere, nelle sedi di confronto con il Governo e con le altre Regioni, l’introduzione di criteri integrativi per la classificazione dei comuni montani che tengano conto non solo dei parametri altimetrici e morfologici, ma anche di indicatori relativi alla fragilità socio-economica, allo spopolamento, all'accessibilità ai servizi essenziali e alla condizione di insularità.
C’è poi l’impegno a promuovere l'introduzione di meccanismi di salvaguardia volti a evitare che la revisione dei criteri produca effetti penalizzanti per i territori insulari dell’Arcipelago Toscano e per i comuni inseriti in sistemi territoriali integrati, quali le Unioni di Comuni, garantendo che la revisione della classificazione tenga conto delle condizioni strutturali di svantaggio derivanti dall’insularità e non comprometta la gestione associata dei servizi né gli equilibri istituzionali esistenti. È previsto infine l’impegno a monitorare gli effetti dell’applicazione della normativa nazionale sui comuni toscani, anche in collaborazione con Irpet, al fine di analizzare e monitorare gli effetti della nuova classificazione sui comuni toscani e a documentare le condizioni di svantaggio strutturale dei territori montani e insulari della Toscana, promuovendo eventuali iniziative istituzionali volte alla tutela dei territori esclusi dalla nuova classificazione.
Tanti gli interventi che hanno caratterizzato il dibattito. Il consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Zoppini ha difeso l’operato del Governo Meloni “che dopo anni ha riportato il tema in agenda facendo interventi concreti e arrivando a stanziare 200milioni di euro sul fondo. Un intervento normativo molto atteso che ha avuto il risultato di escludere dalla lista dei comuni montani città come Roma e Bologna. Riteniamo tutto perfettibile – ha concluso – ma quello dell’esecutivo è stato un ottimo lavoro”.
Il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Massimiliano Ghimenti ha parlato di una “doppia discriminazione per i comuni montani e insulari” e ha aggiunto che “i milioni stanziati in realtà sono solo 73, il 63 per cento in meno rispetto alle previsioni. Le risorse che avevate promesso – ha detto rivolto alla maggioranza – non ci sono e mi piace sottolineare che l’avevo detto. La scelta politica, fatta in un secondo momento, di salvare alcuni territori, ne ha penalizzati altri che hanno fatto giustamente ricorso al Tar”.
Dai banchi del Partito democratico il consigliere Mario Puppa ha auspicato l’unanimità sull’atto e ha spiegato che “attualmente il decreto non è ancora attivo e che la discussione in conferenza Stato-Regioni ha portato al parere contrario delle Regioni anche alla nuova proposta. E io aggiungo meno male, perché l’errore a monte è di avere inserito due parametri, l’altimetria e la pendenza, senza valutazioni di merito sull’impatto nei territori. In Toscana sono oltre 30 i comuni penalizzati che rischiano di perdere benefici enormi e rischiano di pagare servizi sempre più cari”.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi “ai nuovi criteri si è arrivati dopo un procedimento lunghissimo, integrato dal lavoro degli esperti nella conferenza unificata Stato-Regioni. La Toscana è più in difficoltà per la sua scelta della ‘Toscana diffusa’ che coinvolge ben 194 comuni, dando a tutti un pannicello caldo, mentre servono interventi importanti e non provvedimenti spot che non portano a nulla per chi vive una situazione emergenziale.
La regolamentazione fatta dal Governo Meloni, in modo meritorio, dà invece un quadro certo e definito per chi vive veramente la montagna”.
Il consigliere di Casa Riformista Vittorio Salotti ha evidenziato come la nuova normativa ridurrà i comuni montani “da 149 a 113, con decine di territori esclusi con comunità fragili e complesse. La montagna non è solo un dato geografico, ma una condizione sociale, economica e strutturale con tante fragilità anche per i comuni insulari. Non si può ridurre la complessità del territorio a criteri altimetrici, così si rischia di perdere l’accesso a risorse fondamentali per la tenuta di questi territori”.
Il consigliere del Partito democratico Matteo Trapani nel suo intervento ha evidenziato come “le nuove regole creeranno disparità inaccettabili, ma si è ancora in una fase in cui è possibile modificarle e allora troviamo il modo di farlo. Nella strategia sulle aree interne la presidente del Consiglio Meloni ha di fatto accettato lo spopolamento di queste zone considerandolo irreversibile, mentre noi abbiamo il dovere di stare vicini a questi territori”.
Parla di discussione quasi surreale la capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta: “Non si fa altro che dire cosa il Governo ha sbagliato a fare, ma intanto noi abbiamo fatto quello che voi non siete riusciti a fare, ripristinare criteri oggettivi su quali siano i territori montani. Qui la risposta è stata quella della Toscana diffusa, dando poco a tutti per aumentare il consenso elettorale, senza aiutare chi ha davvero bisogno. È più importante far confusione con queste mozioni e attaccare il Governo Meloni che aiutare i territori. Servono interventi più coraggiosi e investimenti dal punto di vista delle infrastrutture che sono carenti”.
Il collega di partito Diego Petrucci ha sottolineato come “sarebbe strano e sbagliato se la nuova normativa non definisse i comuni montani su criteri come l’altimetria e la pendenza”. E ha aggiunto “Io rifiuto l’equazione territorio montano uguale territorio svantaggiato o peggio sfigato. Questo non esiste. In Toscana i comuni montani saranno 113, si tratta praticamente di un terzo, ed è assolutamente realistico nelle proporzioni”.
Nelle dichiarazioni di voto il consigliere Zoppini ha difeso la cifra di 200milioni di euro previsti dal Governo Meloni, aggiungendo che le risorse “sono state aumentate di ben nove volte”. Mentre il consigliere Ghimenti ha voluto chiarire che la fonte del dato che le vede ridotte solo a 73 è la Ragioneria Generale dello Stato ed è stata riportata da organi di stampa affidabili. Una riduzione delle risorse per il Fondo nazionale per la montagna che per il consigliere Puppa è un dato di fatto. “Noi – ha concluso – non vogliamo politicizzare la questione, ma chiediamo che non si chiudano le scuole e si riducano i servizi usando una calcolatrice. Servono correzioni di merito per sanare le distorsioni”.


