Consiglio comunale fiume a San Giuliano Terme, scontro sull’ostruzionismo
La maggioranza accusa Boggi di aver chiesto l’intervento delle forze dell’ordine
Proseguono tra forti tensioni politiche i lavori del Consiglio comunale di San Giuliano Terme, ripresi dopo la sospensione dello scorso 31 dicembre, quando l’assemblea era stata interrotta al termine di oltre 20 ore di discussione. Al centro del confronto il Documento unico di programmazione e la delibera sul bilancio di previsione 2026-2028, oggetto di un acceso ostruzionismo da parte della minoranza.
La discussione era iniziata il 30 dicembre, con la presentazione di 349 emendamenti al DUP da parte dei gruppi di opposizione. Una strategia che la maggioranza definisce apertamente come un tentativo di bloccare i lavori dell’assemblea.
«Questa mattina abbiamo assistito a una nuova puntata del teatrino dell’ostruzionismo» scrivono in una nota congiunta i capigruppo di maggioranza Raffaele Matteoni (PD), Paolo Malacarne (Sinistra Unita), Francesca Galiero (San Giuliano Terme Futura) e Veronica Marianelli (Immagina San Giuliano Terme). «Gli attori protagonisti sono tre consiglieri di minoranza che, essendo così pochi, rappresentano di fatto una minoranza della minoranza e continuano a tenere in ostaggio il Consiglio comunale con emendamenti privi di utilità per la vita quotidiana dei sangiulianesi, con il solo obiettivo di guadagnare visibilità».
Ma è quanto accaduto nel corso della mattinata a far salire ulteriormente il livello dello scontro. Secondo quanto riferito dalla maggioranza, la consigliera Ilaria Boggi (Lista Boggi Sindaco) avrebbe chiamato i Carabinieri e la Prefettura, coinvolgendo anche il consigliere Simone Fabbrini (Fratelli d’Italia), chiedendo un intervento della forza pubblica per interrompere la seduta consiliare. Analoga richiesta sarebbe stata rivolta anche alla polizia municipale, con la sollecitazione a entrare in aula per bloccare i lavori.
«È un fatto gravissimo che due consiglieri chiedano l’ingerenza della forza pubblica e della Prefettura per bloccare una seduta pubblica di un Consiglio comunale democraticamente eletto» proseguono i capigruppo di maggioranza. «Ma ancora più grave è il motivo: la consigliera Boggi pretendeva la sospensione dei lavori per andare in bagno, cosa che era liberissima di fare senza interrompere la seduta».
Secondo la maggioranza, si tratterebbe di comportamenti che «rappresentano un grave attacco al rispetto delle istituzioni democratiche e al normale funzionamento della democrazia locale». Parole durissime anche sul piano storico e politico: «Evocare l’intervento della forza pubblica per bloccare il Consiglio comunale richiama pagine buie della storia del nostro Paese. È una vergogna».
Nonostante le tensioni, i lavori del Consiglio sono proseguiti per tutta la giornata e, come annunciato, riprenderanno lunedì 5 gennaio, con all’ordine del giorno il completamento dell’esame del DUP e del bilancio di previsione.

