Contestazioni disciplinari ai Vigili del fuoco. Lo scorso settembre avevano manifestato a Pisa

Cronaca
PISA e Provincia
Venerdì, 16 Gennaio 2026

L'USB organizza un' assemblea nazionale a Roma contro la “militarizzazione” del Corpo. Piu (SI): "Colpire dei Vigili del fuoco per un gesto di umanità e di pace significa oltrepassare una linea pericolosa"

Il Ministero dell’Interno contesta a dieci pompieri la partecipazione a scioperi e manifestazioni in uniforme. Sindacati e lavoratori denunciano un attacco ai diritti costituzionali.

Un confronto sempre più acceso si apre attorno al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

Dieci operatori, tra delegati sindacali e singoli lavoratori, sono stati raggiunti da contestazioni disciplinari per aver preso parola durante scioperi e mobilitazioni dell’autunno scorso, sollevando interrogativi su libertà di espressione, diritto di sciopero e futuro assetto del Corpo.

Una vicenda che ha portato alla convocazione di un’assemblea-dibattito a Roma, promossa in solidarietà con i Vigili del fuoco coinvolti e contro l’ipotesi di una riforma giudicata come un processo di militarizzazione della categoria.

Sulla vicenda è intervenuta anche Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana. "Colpire dei Vigili del fuoco per un gesto di umanità e di pace - ha detto - significa oltrepassare una linea pericolosa. Mettersi in ginocchio per le vittime di Gaza, per i bambini massacrati sotto le bombe, non è un reato: è un atto di coscienza".

"Siamo di fronte a un uso intimidatorio del potere disciplinare – prosegue Piu – che colpisce lavoratori e rappresentanti sindacali per scoraggiare ogni forma di dissenso. Punire chi esprime solidarietà al popolo palestinese significa reprimere la libertà di espressione e svuotare di senso i diritti costituzionali».

► LEGGI ANCHE: 5 mila in piazza a Pisa per lo stop al genocidio e dire no alla complicità del Governo con lo stato di Israele

 

Ha scritto l'Unione Sindacale di Base.

I vigili del fuoco, quando scioperano e manifestano, non devono farlo con l’uniforme, non possono cioè farsi riconoscere in quanto vigili del fuoco che stanno protestando, né tantomeno parlare in pubblico per difendere le ragioni per le quali stanno manifestando. È questa la tesi sostenuta dal Ministero degli Interni, che sta contestando a dieci di loro di aver difeso le ragioni del popolo palestinese, davanti a piazze gremite da decine di migliaia di persone che protestavano contro il genocidio, all’interno degli scioperi e delle mobilitazioni di questo autunno.

Le contestazioni disciplinari che hanno raggiunto delegati sindacali dell’USB e singoli lavoratori hanno l’obiettivo di intimidire un’intera categoria, anche in vista del riordino del settore, la riforma del Corpo dei Vigili del fuoco con la quale questo governo vuole equiparare i pompieri ad operatori di pubblica sicurezza.

Invece di valorizzare la loro funzione di perno indispensabile per una Protezione civile che sappia affrontare le continue emergenze del nostro Paese ed organizzare una prevenzione efficace, piuttosto che superare il precariato cronico, assumere nuovo personale, rafforzare la formazione e modernizzare i mezzi e gli impianti, si vuole mettere sotto controllo l’intero Corpo nazionale, procedendo sulla strada della militarizzazione della categoria. Un indirizzo che non guarda al miglioramento di un servizio fondamentale, ma a far assumere ai vigili funzioni di ordine pubblico che sono estranee alla loro storia e non hanno alcuna attinenza con l’attività che svolgono. La stessa legge di Bilancio non prevede nessun incremento per un’attività sempre più rilevante per la salvaguardia del territorio e della cittadinanza, preferendo investire nell’acquisto e nella produzione di nuovi armamenti.

L’aggressione ai sindacalisti e agli iscritti all’USB è un attacco alla libertà di espressione, al diritto di sciopero e al diritto di organizzazione sindacale, diritti fondamentali che sono previsti dalla nostra Costituzione. È un ulteriore segnale dell’indirizzo militarista del governo e della volontà di reprimere il dissenso. Difendere i vigili del fuoco sotto attacco significa difendere la libertà di tutti noi.

Mercoledì 28 gennaio alle ore 15.00

Assemblea – dibattito presso Sala ACI via Marsala 10 - Roma

in solidarietà con i Vigili del fuoco sottoposti a contestazioni disciplinari contro la militarizzazione del Corpo Nazionale dei VVFF per il rilancio vero della categoria al servizio dei cittadini e del territorio

 

 

 


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redazione.cascinanotizie