Dalle erbacce al calcio: Latignano si riprende il suo campo 

Sport
Cascina
Domenica, 12 Aprile 2026

Dopo anni di degrado arriva la svolta: gestione all’Atletico Cascina, obiettivo riapertura già dalla prossima stagione

Latignano è una tranquilla località del Comune di Cascina, situata a circa due chilometri e mezzo a sud-est del capoluogo. Una frazione “civettuola”, cresciuta soprattutto tra il 2006 e il 2012, quando un significativo incremento demografico – pari al 23% – l’ha portata a superare i duemila abitanti, complice anche la costruzione di numerose villette che ne hanno addolcito e caratterizzato l’aspetto urbano. Oggi la popolazione è sostanzialmente stabile, attestandosi a 1.978 residenti, che ne fanno la sesta località più popolosa del territorio comunale.

Un paese vivo, dunque, che però negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con l’abbandono di uno dei suoi simboli sportivi: il campo di calcio. Un impianto che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità, teatro – tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 – di accese sfide con la squadra del capoluogo, in un clima di rivalità sportiva rimasto nella memoria collettiva.

Oggi quel campo, lasciato a lungo all’incuria, si prepara a una nuova vita.


A fare chiarezza sul percorso che ha portato alla nuova gestione è l’assessora allo sport del Comune di Cascina, Francesca Mori. «La gara per Latignano è stata pubblicata insieme a quella del Redini-Fiorentini ed era già stata assegnata all’Atletico Cascina – spiega – ma le pratiche burocratiche legate a quell’impianto, molto più impegnativo, ci hanno portato via molto tempo».

Nel frattempo, la situazione a Latignano si era progressivamente deteriorata. Dopo la fusione tra la storica società locale e il San Frediano, l’impianto era stato mantenuto solo per un breve periodo, prima di essere definitivamente lasciato. «Non erano più interessati a tenerlo – sottolinea Mori – e ci siamo trovati senza una gestione».

Il Comune aveva tentato, prima del bando, di verificare la presenza di altri soggetti interessati, ma senza esito. «Le richieste sono arrivate solo dopo, quando ormai la gara era conclusa. Altrimenti si sarebbe potuto ragionare anche su percorsi diversi, come la coprogettazione».

La concessione avrà durata quinquennale e partirà dalla firma ufficiale. «È una convenzione nuova – precisa l’assessora – quindi i cinque anni decorreranno da quel momento».

Prima della consegna, però, l’impianto dovrà essere sistemato. «Così non è dignitoso – ammette – interverremo per renderlo presentabile, togliendo quantomeno rifiuti ed erbacce».

Mori tiene anche a ribadire la correttezza dell’iter: «Non è stato "dato" a qualcuno: è stato vinto tramite bando pubblico. Hanno partecipato solo loro, ma la procedura era aperta a tutti ed era annunciata da mesi».


Dal punto di vista gestionale, il testimone passa ora all’Atletico Cascina, il cui presidente Sandro Castagna ripercorre le condizioni in cui versa l’impianto e le prospettive future.

«Già dall’estate 2024 il campo era completamente abbandonato – racconta – rifiuti ovunque, erba altissima, grondaie danneggiate, rete rovinata, tribuna in condizioni precarie. Una situazione davvero critica».

Nonostante questo, la società ha deciso di partecipare al bando, seppur inizialmente con un interesse secondario rispetto agli impianti principali di Cascina. «Abbiamo partecipato a entrambi: quello di Cascina, della durata di 15 anni, e quello di Latignano, di 5. Dopo aver concluso l’iter per Cascina, abbiamo iniziato a predisporre tutta la documentazione per Latignano. Ora siamo alle battute finali e a breve arriveremo alla firma».

Il progetto guarda soprattutto alla restituzione del campo alla comunità locale. «Il Via di Corte, che già si allena nei nostri impianti, ha come obiettivo quello di tornare a giocare a Latignano – spiega Castagna –. Speriamo che già dal 1° settembre possano iniziare ad allenarsi lì».

L’intervento, però, sarà tutt’altro che semplice. «C’è da fare un lavoro importante: sistemare il terreno, ripristinare la rete, installare un sistema di irrigazione, sistemare gli spogliatoi. L’Amministrazione darà una prima sistemata, ma poi servirà un impegno significativo anche da parte nostra».

L’impianto avrà una funzione multipla: non solo campo “di casa” per alcune realtà locali, ma anche struttura di supporto per l’Atletico Cascina. «Lo utilizzeremo anche come “polmoncino” per gli allenamenti – aggiunge – e lo metteremo a disposizione di altre squadre, compresi gli amatori che hanno già manifestato interesse».

I tempi restano una sfida. «Se fossimo riusciti a firmare qualche mese prima sarebbe stato più semplice partire già a settembre – ammette Castagna – ma lavoreremo per arrivarci. E se non sarà settembre, sarà poco dopo. L’importante è rimettere in piedi un impianto che era diventato uno scempio».


La rinascita del campo sportivo di Latignano non è soltanto una questione di erba da tagliare o strutture da sistemare. È, piuttosto, il tentativo di restituire identità a una frazione che, pur cresciuta negli anni, ha rischiato di perdere uno dei suoi principali luoghi di aggregazione.

Tra burocrazia, ritardi e difficoltà economiche, il percorso non è stato lineare. Ma oggi, con una nuova gestione e un progetto concreto, si intravede una prospettiva diversa. Molto dipenderà dai tempi degli interventi e dalla capacità di coinvolgere davvero il territorio.

Perché un campo sportivo, soprattutto in realtà come Latignano, non è mai solo un campo: è memoria, appartenenza e futuro.

 

 


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luca.barboni