Docenti Galilei-Pacinotti mozione contro il nuovo ordinamento degli istituti tecnici

Politica
PISA e Provincia
Lunedì, 20 Aprile 2026

La RSU dei docenti ha presentato una mozione contro la riforma che prevede un nuovo ordinamento degli istituti tecnici che metterebbe in discussione l'idea stessa di scuola secondo i dettami della Costituzione

Questa la mozione integrale

Istituto d’Istruzione Superiore "Galilei - Pacinotti" Pisa
MOZIONE DEL COLLEGIO DOCENTI
sulla revisione dell'assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici
Il Collegio dei Docenti dell’IIS "Galilei - Pacinotti" di Pisa, riunito in data odierna, in riferimento alla revisione dell'assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici (D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026), esprime quanto segue:
Premesso che
●    In data 9 marzo 2026 è stato pubblicato il D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026;
●    Il decreto prevede l'entrata in vigore delle nuove disposizioni a partire dall'anno scolastico 2026/2027, senza alcuna fase transitoria;
●    Tale riordino mette in discussione l’idea di scuola della Costituzione, riducendo il tempo scuola e modificando sostanzialmente l’offerta formativa presentata alle famiglie durante l’orientamento;
●    Una trasformazione così rilevante è stata definita senza un confronto reale con le istituzioni scolastiche e i docenti, che sono stati sostanzialmente esclusi dal processo di elaborazione della riforma;
●    La tardiva pubblicazione dei decreti rende impossibile una corretta pianificazione degli organici e compromette le ordinarie operazioni di mobilità del personale.
●    Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso pesanti riserve sia sulle tempistiche di attuazione sia su diversi aspetti curricolari, rilievi che non sono stati recepiti nel testo definitivo del decreto;
Considerato che
●    L'immediata applicazione interviene a iscrizioni concluse, lede la trasparenza verso le famiglie e priva i genitori di informazioni essenziali per una scelta consapevole;
●    La riforma manifesta una concezione dell’istruzione tecnica come mero addestramento, orientata alle esigenze del tessuto produttivo locale a scapito della formazione del cittadino autonomo e critico;
●    L'ampia quota di flessibilità (fino a 7 ore in quinta) rischia di stravolgere i profili in uscita e di creare un curricolo frammentato che varia da scuola a scuola, minando il principio di uniformità del sistema nazionale e il valore legale del diploma;
●    La fusione delle scienze nella disciplina "Scienze Sperimentali" anticipa l'unitarietà del sapere prima ancora che siano acquisiti i linguaggi specifici e il rigore metodologico di fisica, chimica e biologia;
●    Nel nuovo indirizzo “Turismo, Beni Culturali e Ambientali” , la Storia dell'Arte, essenziale per la professione e la cittadinanza, risulta di fatto cancellata o quanto meno marginalizzata, contraddicendo nei fatti il titolo stesso dell’indirizzo.
●    La riduzione dell’orario settimanale nella classe quinta (da 32 a 30 ore) sottrae tempo proprio nel momento di massimo consolidamento; in particolare, si registra una diminuzione di 33 ore per l’Italiano nell'anno dell'Esame di Stato.
●    L'eccessiva flessibilità legata ai "Patti educativi" con le imprese locali rischia di produrre una sottomissione dei saperi alle esigenze contingenti del profitto privato, abdicando alla funzione di emancipazione sociale e culturale propria della scuola pubblica.
●    la Riforma si inserisce in una più ampio tentativo di trasformazione dell’ordinamento degli Istituti Tecnici, tra cui la proposta del modello "4+2" in cui la densità dei nuovi programmi già comprime il tempo necessario allo studente per l'elaborazione critica, favorendo l’acquisizione meccanica  di nozioni tecniche a scapito di una compiuta maturazione culturale.
●    La riduzione delle ore dedicate alle lingue straniere rende più difficile l’acquisizione di competenze stabili, e questo penalizza i futuri diplomati tecnici in un contesto sempre più globale, dove la capacità di mediazione linguistica e culturale è considerata una necessaria competenza trasversale.
Rilevato inoltre che
●    Si registra una riduzione di 561 ore nel quinquennio dalle materie di base e caratterizzanti (Italiano, Geografia, Lingue, Scienze, TIC e TTRG), impoverendo i prerequisiti necessari per le discipline di indirizzo;
●    Negli Istituti Tecnici Economici il monte ore di Geografia crolla da 12 ore a sole 4, con l'assurda scissione in due micro-insegnamenti (geografia generale e geografia economica o turistica) con programmi e testi separati;
●    L'eliminazione del biennio comune cristallizza precocemente i percorsi, impedendo agli studenti di correggere scelte fatte a 13 anni e aumentando il rischio di dispersione scolastica;
●    È prevista l'anticipazione dell'Alternanza Scuola Lavoro (ASL) alla classe seconda, età in cui gli studenti mancano della maturazione relazionale e delle competenze tecniche per affrontare un ambiente di lavoro in modo non puramente esecutivo;
●    Si paventa la perdita di posti di lavoro per i docenti precari e la riduzione di cattedre per il personale di ruolo.
●    La riforma si inserisca in una visione neoliberale della scuola che trasforma la funzione docente da mediazione culturale a mera facilitazione di competenze esecutive, mettendo in discussione la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione.
●    Si determina una impossibilità oggettiva di procedere ad un'adozione consapevole dei libri di testo per le nuove discipline (quali ad esempio "Scienze Sperimentali"): la mancata definizione delle classi di concorso impedisce ai docenti di valutare i testi in relazione alle proprie competenze e ai nuovi profili d'uscita, esponendo le famiglie a spese per sussidi didattici potenzialmente inadeguati o provvisori, in un mercato editoriale non ancora assestato sulla riforma.
Ritenuto che
●    Le professioni del futuro e l'accesso all'istruzione terziaria richiedano basi teoriche solide e flessibilità cognitiva, non un'obsoleta anticipazione di competenze operative;
●    Un ancoraggio troppo stretto alle aziende locali precluda agli studenti la mobilità geografica e professionale in un mondo interconnesso;
●    Lo Stato debba assicurare a ogni studente le stesse basi civiche e culturali: la scuola deve essere palestra di pensiero critico e democrazia.
Il Collegio dei Docenti dell'IIS "Galilei - Pacinotti" di Pisa
1.    Esprime forte dissenso rispetto alle modalità e alle tempistiche di attuazione della riforma;
2.    Chiede la revoca del provvedimento o, in subordine, il rinvio al 2027/2028, per garantire la salvaguardia degli organici, il rispetto delle scelte delle famiglie e l'unitarietà del titolo di studio;
3.    Reputa necessario che la scuola fornisca adeguate informazioni sul riordino ai genitori degli studenti iscritti alla classe prima per l'a.s. 2026/2027;
4.    Sollecita le OO.SS. a proclamare lo stato di agitazione e ad avviare una campagna di assemblee;
5.    Chiede alla Dirigente Scolastica di trasmettere la presente mozione ai seguenti organi competenti:
○    Ministro dell'Istruzione e del Merito;
○    Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana;
○    Ufficio Scolastico Provinciale di Pisa;
○    Assessore alla Scuola della Regione Toscana;
○    Assessore alla Scuola del Comune di Pisa;
6.    Dispone la massima diffusione del presente documento, anche attraverso l'invio agli organi di stampa e la pubblicazione sui canali istituzionali.

 

redazione.cascinanotizie