Dopo il sopralluogo al Don Bosco. Cucchi e Ghimenti (Avs): "Situazione impossibile, assistito a gesti di autolesionismo"

Politica
PISA e Provincia
Venerdì, 17 Luglio 2026

La Città delle Persone chiede al Comune di attivare la Conferenza Zonale Integrata dei Sindaci: "Emergenza non più sostenibile, servono interventi urgenti". In visita anche Zambito, Nardini e Mazzeo del Partito Democratico

Torna al centro dell'attenzione la situazione del carcere Don Bosco di Pisa.

Dopo il sopralluogo effettuato dalla senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi e dal consigliere regionale Massimiliano Ghimenti, che denunciano condizioni di forte criticità, interviene anche La Città delle Persone, chiedendo al Comune di attivarsi sul fronte sanitario e sociale attraverso la Conferenza Zonale Integrata dei Sindaci.

 

Ha scritto Avs Toscana.

Sopralluogo oggi della senatrice Ilaria Cucchi e del consigliere di AVS Massimiliano Ghimenti al penitenziario Don Bosco di Pisa, durante il quale, oltre a verificare la tragica situazione igienico sanitaria e di sovraffollamento, i rappresentanti di AVS hanno assistito anche a scene di autolesionismo e un gesto estremo messo in atto da un giovane detenuto. 

“Oggi abbiamo vissuto con i nostri occhi la sofferenza del carcere - ha dichiarato in seguito la senatrice di AVS Cucchi - “sia nelle condizioni dei detenuti sia in quelle degli agenti di polizia penitenziaria. Abbiamo assistito a gesti estremi, compreso anche un tentato suicidio di un giovane detenuto prontamente salvato solo dalla freddezza e dalla professionalità degli agenti. 

“La situazione - prosegue Cucchi - stanno continuamente e drasticamente peggiorando anche in penitenziari che, tutto sommato, fino a qualche anno fa tenevano. 

"Il sovraffollamento di 306 detenuti per 199 posti e la carenza di personale, agenti e operatori carcerari, - conclude la senatrice - consegnano anche in questo caso una situazione grave e inaccettabile di privazione continua di dignità"

“Anche la Toscana soffre una situazione ormai insostenibile nelle sue carceri - commenta Massimiliano Ghimenti - dovuta a mancanza di investimento e politiche che tendano veramente, come vorrebbe la nostra Costituzione, al recupero dei detenuti.”

“Da una parte la destra sbandiera la sicurezza in maniera strumentale - conclude Ghimenti - dall’altra non si impegna a fare del carcere un luogo di recupero che potrebbe davvero diminuire la recidiva consegnandoci un paese realmente più sicuro”.

 

Ha scritto La città delle Persone.

Paolo Martinelli, capogruppo de La città delle Persone, interviene sull’emergenza del carcere Don Bosco di Pisa e sul question time sul tema che ha presentato in Consiglio comunale: “La situazione denunciata dalla garante nei giorni scorsi è estremamente difficile e non sostenibile per uno Stato civile e si è ulteriormente aggravata con i nuovi arrivi da Solliciano: sovraffollamento al 156%, 306 detenuti in una struttura da 199 posti, carenze strutturali,  condizioni igienico-sanitarie difficili, bagni a vista, docce insufficienti, infestazioni di cimici e personale costretto a lavorare in condizioni disagevoli”.

A questo si aggiunge il collasso dell’Ufficio di Sorveglianza, con ritardi anche superiori a 200 giorni nell’esame delle istanze e dei permessi premio, rendendo complicata la finalità rieducativa della pena.

“Ieri è arrivata l’ennesima notizia tragica: un giovanissimo detenuto si è tolto la vita nel carcere di Lucca, tra i più affollati d’Italia. Non possiamo abituarci a questa strage silenziosa”.

Tornando al don Bosco Martinelli chiede al Sindaco di attivare con urgenza la Conferenza Zonale Integrata dei Sindaci: “Il Comune non può voltarsi dall’altra parte. Come garante della salute pubblica, chiediamo al Sindaco che si interessi della questione per interventi territoriali sociosanitari di concerto con l'Asl. Riteniamo vadano nella giusta direzione le rassicurazioni ricevute dall'assessora Bonanno in Consiglio e, informalmente, in colloquio col Sindaco, che si sono impegnati a richiedere relazione attraverso la conferenza zonale integrata sulle condizioni igienico sanitarie, sugli interventi fatti e da fare di disinfestazione e sullo stato di salute dei detenuti, relativamente alle dipendenze ed alle condizioni di salute mentale interne al don Bosco. Monitoreremo e abbiamo chiesto che, nel rispetto della privacy, tali relazioni vengano rese pubbliche.”

Martinelli conclude "C'è un lavoro fondamentale della direzione del carcere, della polizia penitenziaria, del personale civile educativo, volontariato carcerario e cappellania che tengono in piedi un equilibrio h. 24 sempre più precario, una situazione in condizioni di carenze strutturali e di organico non più sostenibili. Vanno sostenuti con tutti gli strumenti possibili e non possono essere lasciati soli, per restituire dignità alle persone"

 

Hanno scritto Ylenia Zambito, Alessandra Nardini e Antonio Mazzeo.

Si è svolta questa mattina (venerdì 17) una visita istituzionale presso la Casa Circondariale "Don Bosco" di Pisa, che ha visto la partecipazione della senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito, dell'assessora della Regione Toscana Alessandra Nardini e del presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo.

La delegazione ha voluto verificare di persona le condizioni di vita all’interno della struttura, concentrandosi in particolare sulle criticità strutturali dell'edificio, sul cronico problema del sovraffollamento che si è ampliato nei reparti e sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e degli operatori socio-sanitari.

Durante il colloquio con la direzione del carcere e con i rappresentanti del personale, sono stati affrontati i temi legati ai servizi sanitari interni, con atrenzion sulla salute mentale, e l'importanza di potenziare i percorsi di formazione professionale e reinserimento lavorativo per i detenuti, considerati strumenti indispensabili per abbattere la recidiva e garantire la funzione rieducativa della pena.

«I numeri emersi oggi confermano che la soglia di allerta è stata ampiamente superata - dichiara la senatrice PD Ylenia Zambito -. Al "Don Bosco" di Pisa registriamo la presenza di ben 306 detenuti a fronte di una capienza massima che dovrebbe essere di 199 persone. Una pressione insostenibile, sintomo di una cecità politica ormai evidente. Nonostante i nostri continui emendamenti presentati in Parlamento e le ripetute richieste di un confronto serio, il Governo ha sistematicamente girato la testa dall'altra parte, mostrando una totale mancanza di interesse verso la grave situazione in cui versano i penitenziari italiani, compresi quelli toscani e, nello specifico, quello pisano. Al ministro della Giustizia Nordio non interessa niente, ma la dura realtà conduce che non si può continuare a ignorare il grido d'aiuto che arriva dall'interno delle carceri: servono risposte istituzionali urgenti, non il silenzio di un esecutivo sordo ai diritti costituzionali ai diritti umani e a quelli dei lavoratori».

«La situazione al carcere "Don Bosco" di Pisa è drammatica - dice l'assessora regionale Alessandra Nardini -, specchio di un'emergenza ormai insostenibile. Il sovraffollamento – aggravato dai trasferimenti da Sollicciano – costringe a condizioni di vita degradanti: celle piccole per più detenuti, servizi igienici indegni e un'infestazione di cimici e insetti che rende impossibile persino dormire. È una totale mancanza di dignità che colpisce non solo i detenuti, ma anche chi in carcere ci lavora ogni giorno. Come Regione Toscana continuiamo a fare la nostra parte investendo su diritto allo studio, cultura e formazione professionale per dare concretezza alla funzione rieducativa della pena. Tuttavia, questi sforzi rischiano di essere vanificati dal collasso delle strutture. Non si può più aspettare: il Ministro Nordio e il Governo devono passare dagli annunci ai fatti, intervenendo subito con risorse concrete per l'edilizia penitenziaria e il potenziamento del personale. La dignità delle persone, anche dietro le sbarre, è la misura della civiltà di un Paese. E oggi, su questo fronte, l'Italia non può dirsi civile».

«La visita al carcere Don Bosco di Pisa restituisce un quadro drammatico, ormai oltre ogni limite di sostenibilità - sottolinea il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo -. Sovraffollamento, carenza gravissima di personale, spazi inadeguati e forti criticità sanitarie stanno producendo una situazione intollerabile, che mette a rischio la sicurezza, la dignità delle persone e il funzionamento stesso dell’istituto. Alle donne e agli uomini che lavorano ogni giorno nel carcere va il mio ringraziamento più sincero. Agenti, operatori e personale sanitario sono costretti a operare in condizioni durissime, spesso lasciati soli a reggere un sistema che rischia di esplodere. Chi commette un reato deve scontare la propria pena. Ma uno Stato civile non può tollerare che il carcere diventi un luogo di abbandono, degrado e negazione dei diritti fondamentali. La Costituzione non si ferma davanti ai cancelli di un penitenziario. Il ministro Nordio smetta con la propaganda e si occupi finalmente delle condizioni reali delle carceri italiane. Il Governo intervenga subito con più personale, strutture adeguate, assistenza sanitaria e veri percorsi di formazione, lavoro e reinserimento. Non servono altri annunci: servono risposte immediate e concrete, perché la situazione è ormai drammatica».

 

 

 


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redazione.cascinanotizie