Estate 2026, quarta ondata di calore. Pardini (Meteo POP): "Il problema è la persistenza delle alte temperature"

Cronaca
PISA e Provincia
Lunedì, 10 Agosto 2026

Il presidente di Meteo POP analizza il caldo in Toscana e nel Pisano. Dopo Ferragosto possibile maggiore variabilità, ma al momento non si intravede un vero cambio di stagione

L'estate 2026 continua a essere caratterizzata da temperature elevate e ripetute ondate di calore, con effetti particolarmente significativi anche in Toscana e nel Pisano. Lunedì 10 agosto Carlo Palotti, per Punto Radio Cascina Notizie, ha intervistato Andrea Pardini, fondatore e presidente dell'associazione Meteo POP – Rete Meteo Amatori, per fare il punto sulla situazione e sulle possibili evoluzioni della seconda parte del mese.

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"Stiamo vivendo un'estate certamente molto calda, soprattutto caratterizzata dalla notevole persistenza delle alte temperature", ha spiegato Pardini. Quella in corso è, secondo il presidente di Meteo POP, la quarta importante ondata di calore della stagione. Un dato che sposta l'attenzione dai singoli picchi, con valori che possono raggiungere i 38-39 gradi, alla frequenza e alla durata delle fasi più calde.

"Parleremmo di un'estate eccezionale se confrontata con la climatologia del passato – ha aggiunto Pardini – ma allo stesso tempo dobbiamo prendere atto che eventi di questo tipo stanno diventando sempre meno eccezionali nel clima attuale". Questo non significa che ogni estate sarà necessariamente più calda della precedente, ma che è aumentata la probabilità di assistere a ondate di calore intense e prolungate.

Notti tropicali e umidità, il caso del Pisano

Nel territorio pisano un ruolo importante è giocato anche dalle temperature notturne e dall'elevata umidità. Pardini ha richiamato l'attenzione sulle cosiddette "notti tropicali", quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi.

Durante le fasi più calde le minime possono essere anche sensibilmente superiori, in particolare nei centri urbani e nelle località costiere. La mancata diminuzione delle temperature durante la notte riduce inoltre la possibilità di recuperare dallo stress termico accumulato nelle ore diurne.

"Nel Pisano interviene l'umidità data proprio dalla vicinanza alla costa", ha sottolineato Pardini. Nelle zone costiere le massime possono risultare inferiori rispetto all'entroterra grazie all'influenza del mare, ma tassi di umidità più elevati possono aumentare la sensazione di disagio.

Anticiclone africano, una spiegazione più complessa

Nel corso dell'intervista è stato affrontato anche il ruolo dell'anticiclone africano, spesso indicato come responsabile diretto delle ondate di calore.

Secondo Pardini, attribuire semplicemente il fenomeno all'anticiclone africano rappresenta una semplificazione. L'anticiclone subtropicale è infatti una componente naturale della circolazione atmosferica e ha sempre esercitato la propria influenza sul Mediterraneo. Il problema si presenta quando particolari configurazioni favoriscono ripetute espansioni verso il Mediterraneo e l'Europa meridionale.

A questo si aggiunge un elemento di fondo: queste configurazioni si inseriscono oggi in un Mediterraneo mediamente più caldo rispetto al passato. A parità di condizioni meteorologiche, quindi, cresce la possibilità di raggiungere temperature particolarmente elevate.

Caldo e temporali, non esiste un rapporto automatico

Caldo intenso non significa necessariamente temporali più violenti. Anche su questo punto Pardini ha invitato a distinguere i diversi fattori meteorologici.

Temperature elevate e forte umidità nei bassi strati possono mettere a disposizione dell'atmosfera molta energia potenziale, ma per la formazione di temporali intensi sono necessari ulteriori elementi, tra cui instabilità, un meccanismo di innesco della convezione e, per i fenomeni più organizzati, determinate condizioni dei venti alle diverse quote.

Nel corso della settimana potranno svilupparsi i classici temporali di calore, soprattutto nelle ore pomeridiane sui rilievi, con possibili sconfinamenti verso le pianure. Diverso lo scenario nel caso dell'arrivo di una vera perturbazione o di aria sensibilmente più fresca su un territorio precedentemente interessato da caldo e forte umidità: in quel caso le condizioni possono diventare maggiormente favorevoli allo sviluppo di fenomeni temporaleschi.

Dopo Ferragosto possibile maggiore variabilità

Per i prossimi giorni il caldo resterà protagonista. Nel Pisano potranno essere raggiunti valori molto elevati soprattutto nelle zone interne, mentre lungo la costa l'effetto del mare dovrebbe contenere in parte le temperature, a fronte però di una maggiore umidità.

Qualche indicazione di cambiamento emerge guardando oltre Ferragosto. "Alcuni modelli indicano un possibile maggiore aumento della variabilità della circolazione – ha spiegato Pardini – ma al momento non vedrei un vero e proprio cambio di stagione".

Lo scenario ritenuto più realistico è quindi quello di un'alternanza tra nuove fasi anticicloniche molto calde e temporanee infiltrazioni di aria più fresca e instabile, accompagnate dalla possibilità di temporali e da temporanee diminuzioni delle temperature.

Per capire se l'estate entrerà realmente in una fase diversa bisognerà quindi attendere. Il punto da osservare, secondo Pardini, sarà verificare se alla fine dell'attuale ondata di calore seguirà una modifica duratura della circolazione atmosferica oppure soltanto una pausa prima di una nuova espansione subtropicale.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie