Geofor: sulla nomina del presidente Marco Braccini è scontro

Cronaca
PISA e Provincia
Venerdì, 5 Giugno 2026

Michelangelo Betti risponde a Conti e difende il percorso condiviso dai Comuni soci per il nuovo Cda di Geofor e critica l’impostazione del primo cittadino di Pisa: “Serve equilibrio nell’interesse generale”

Si accende il confronto politico attorno alle recenti nomine ai vertici di Geofor.

Dopo le critiche espresse dal sindaco di Pisa Michele Conti, interviene il sindaco di Cascina Michelangelo Betti, che rivendica il lavoro svolto da un ampio gruppo di Comuni soci di RetiAmbiente per costruire una proposta condivisa e rappresentativa.

Al centro del dibattito, la governance dell’azienda, la scelta di Marco Braccini (nella foto) come presidente Geofor, la qualità dei servizi e gli equilibri tra i territori coinvolti

 

Ha scritto Michelangelo Betti, sindaco di Cascina.

Non posso che congratularmi con Marco Braccini per la nomina a presidente Geofor. Si tratta di una figura di grande esperienza amministrativa e tecnica, che può far bene in quel settore, come bene ha fatto negli altri incarichi che ha assunto.

Sono pertanto colpito dalla lettura che il sindaco di Pisa, Michele Conti, traccia della vicenda delle nomine. Un ampio gruppo di Comuni, che rappresenta un bacino di utenza molto ampio e rappresenta la componente maggioritaria in RetiAmbiente, ha prodotto una proposta organica ai vertici di RetiAmbiente, con l’obiettivo di garantire la formazione di un consiglio di amministrazione equilibrato, rappresentativo, attento alle necessità e in grado di affrontare le difficoltà esistenti.

Questa idea è stata affiancata da una proposta alternativa, in cui si presentava un’indicazione relativa alla sola presidenza, senza porsi il problema di un equilibrio generale.

Questa soluzione è arrivata lontano dai riflettori, in un lavoro che per mesi ha cercato di trovare una soluzione condivisa tra tutti i soci pubblici. Un lavoro che ha visto anche la proposta di numerosi nomi e opzioni di composizione.

Per molti Comuni i veri temi restano la qualità del servizio, l’efficienza dell’azienda, il miglioramento e la crescita della differenziata, il livello della Tari.

Purtroppo non ho trovato questi elementi nell’analisi di Conti, ma un percorso fatto di carte bollate. Percorsi che si attivano quando le carte del confronto politico si sono esaurite.

Purtroppo questo tipo di quadro si è sviluppato e rischia di svilupparsi anche su altre materie di confronto. Un quadro che rischia di andare a detrimento degli interessi dei cittadini.

La logica di fondo pare essere quella di avanzare le istanze di singoli territori, senza considerare sul serio l’interesse generale.

Auguro quindi buon lavoro a tutto il nuovo consiglio di amministrazione di Geofor, nel rammarico di dover rinunciare a un elemento prezioso per l’amministrazione comunale di Cascina come Marco Braccini.

E colgo l’occasione per ringraziarlo di tutto il lavoro fatto in questi anni.

 

Aveva dettio Michele Conti, sindaco di Pisa.

"Le nomine di Geofor votate a maggioranza dal Cda della controllante RetiAmbiente rispondono più alle logiche di una vecchia politica che alle esigenze reali del territorio. Le stesse logiche, ribadite dai sindaci del Pd nella lettera inviata il giorno della votazione al presidente di RetiAmbiente che l’ha fatta propria tout-court, per le quali gestire il potere è più importante che offrire un servizio di qualità ai cittadini".

 

Ha scritto Dario Rollo, consigliere di Valori e Impegno Civico a Cascina.

L'elezione del nuovo presidente di Geofor conferma una verità che i cittadini conoscono bene: quando si tratta di nominare i vertici delle società partecipate, destra e sinistra finiscono spesso per utilizzare gli stessi criteri, privilegiando appartenenze politiche ed equilibri tra partiti rispetto a una reale selezione fondata sul merito e sulle competenze.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito all'ennesimo scontro tra centrodestra e centrosinistra. Da una parte il Comune di Pisa e gli altri soci di centrodestra hanno sostenuto che, in ragione della maggiore quota societaria detenuta, spettasse a loro esprimere la guida dell'azienda. Dall'altra il centrosinistra ha rivendicato il peso dei Comuni che rappresentano il maggior numero di cittadini serviti dal sistema di raccolta e gestione dei rifiuti.

Argomentazioni differenti che portano però alla medesima conclusione: entrambe le parti rivendicano il diritto di scegliere sulla base di rapporti di forza politici, non attraverso procedure realmente aperte e trasparenti.

"Il problema non è il nome del presidente nominato oggi o di chi avrebbe potuto essere nominato al suo posto. Il problema è il metodo", dichiara Dario Rollo, consigliere comunale di opposizione a Cascina. "Da anni assistiamo a una gestione delle partecipate che segue logiche politiche. Cambiano le maggioranze, ma il meccanismo resta sempre lo stesso".

Del resto, anche la nomina dell'avvocato Giulia Palagini durante il primo mandato dell'amministrazione Conti fu il risultato degli equilibri interni alla maggioranza di governo dell'epoca e rappresentò una precisa espressione politica di quella coalizione. Per questo sorprende che oggi qualcuno voglia presentare la vicenda come uno scontro tra chi difende la politica e chi difende la competenza. La realtà è che entrambe le parti hanno sempre utilizzato gli stessi strumenti quando si è trattato di occupare posizioni di vertice.

Per quanto riguarda il neo presidente, è altrettanto evidente che il suo percorso professionale negli ultimi anni sia stato caratterizzato da incarichi ottenuti attraverso scelte e nomine di natura politica. Una considerazione che non riguarda le qualità personali del nominato, ma che dimostra ancora una volta quanto sia sottile il confine tra amministrazione e appartenenza politica nel sistema delle partecipate.

E, volendo trovare un aspetto ironicamente positivo in questa vicenda, si può osservare che almeno si è liberato un posto all'interno del Comune di Cascina. Una circostanza che potrebbe contribuire a ricomporre qualche equilibrio interno al centrosinistra cascinese. Del resto, quando una poltrona si libera, c'è sempre qualcuno pronto a occuparla. Naturalmente nel superiore interesse pubblico e, come sempre, con risorse pagate dai cittadini.

"Le partecipate gestiscono servizi essenziali e dovrebbero essere guidate attraverso criteri di competenza, esperienza e risultati verificabili", conclude Rollo. "Fino a quando prevarranno le logiche di appartenenza, sarà difficile convincere i cittadini che il merito venga davvero prima della politica".

 

 

 


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redazione.cascinanotizie