Gestione dell’acqua, Bosco (M5S): “Scelta storica con l’affidamento pubblico”
L’assessore del Comune di Cascina commenta la decisione della Conferenza territoriale Ato 3 dell’Autorità Idrica Toscana sull’affidamento in house del servizio idrico e rilancia: "Investire i capitali prodotti per abbattere le bollette"
L’assessore del Movimento 5 Stelle del Comune di Cascina, Fausto Bosco, interviene sulla decisione della Conferenza territoriale Ato 3 dell’Autorità Idrica Toscana di affidare la gestione del servizio idrico con modalità “in house” all’interno del perimetro societario di Plures.
In una nota, Bosco definisce la scelta "una giornata storica" perché sancisce una gestione interamente pubblica dell’acqua e chiude, secondo l’assessore, all’ipotesi di una quotazione in borsa del servizio.
Ha scritto Fausto Bosco, assessore del M5S del Comune di Cascina.
Visto che molte e molti mi state chiedendo cosa penso riguardo alla decisione della Conferenza Territoriale Ato 3 dell’AIT che ha sancito che l’Acqua verrà gestita tramite affidamento in house all’interno del perimetro societario di Plures, ho deciso di scrivere qualche riga anche e soprattutto per i non addetti ai lavori.
Il tema della gestione del servizio idrico integrato è complesso e articolato e spesso per descriverne il funzionamento si cade nei tecnicismi dimenticandoci che tutte e tutti i cittadini hanno il diritto di conoscere le realtà che si celano dietro le aziende che si occupano della gestione e distribuzione dell’acqua.
Intanto, per sgomberare il campo da ogni dubbio, la gestione “in house” cui si fa spesso riferimento quando si parla di servizi pubblici locali è l’unica forma di gestione veramente e interamente pubblica.
Quindi, il fatto che ieri i sindaci della Conferenza Territoriale 3, quella servita da Publiacqua, abbiano votato in maniera compatta per una forma di gestione totalmente pubblica non può che rendermi felice.
Finalmente si chiude una volta per tutte all’ipotesi della quotazione in borsa e quindi alla possibilità da parte del mondo della finanza di lucrare sull’acqua, un risultato straordinario se si considera che solo due anni fa sembrava l’unico fra gli scenari possibili.
Adesso però l’attenzione si deve spostare sulle politiche gestionali, altrettanto importanti quanto il “no” alla borsa, abbandonando la logica della divisione degli utili ai soci che ha caratterizzato i modelli attuali.
E’ altresì di vitale importanza che i capitali generati dalle società dell'acqua rimangano nelle società dell'acqua, altrimenti sara’ difficilissimo effettuare quegli investimenti necessari per ammodernare ed efficientare le infrastrutture idriche rendendo impossibile abbattere le tariffe e quindi le bollette.
Questo perché esiste il principio della remunerazione in bolletta del capitale investito: in pratica, tutti gli investimenti che le società del servizio idrico effettuano per migliorare, reti, impianti e infrastrutture sono pagati dai cittadini.
Se una società è amministrata bene e reinveste in maniera intelligente la totalità degli utili, oltre a migliorare la qualità del servizio al cittadino e garantire elevati standard di efficienza nel medio periodo potrà anche contribuire ad abbassare le tariffe proprio in virtù dell’efficientamento dell’allocazione delle risorse.
Insomma, quella di ieri è stata sicuramente una giornata storica per il futuro del servizio idrico in Toscana ma non è che una prima, fondamentale tappa di un processo che dovrà continuare in maniera trasparente e partecipata, avendo come stella polare l’idea che l’acqua è un bene prezioso, monopolio naturale di tutti e di tutte i cittadini e rispetto al quale non può essere più consentito nessun tentativo di lucro.


