Il "Modello Peccioli" e il caos rifiuti in Toscana: parla Renzo Macelloni

Cronaca
Peccioli
Mercoledì, 10 Giugno 2026

Il sindaco di Peccioli difende l'esperienza di Belvedere, attacca la frammentazione del sistema regionale e traccia il futuro del borgo tra cultura e turismo oltre il PNRR

CASCINA – Il sistema di gestione dei rifiuti in Toscana, le polemiche sollevate dalle associazioni ambientaliste e il futuro economico e culturale dei piccoli borghi. Sono questi i temi centrali affrontati da Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli, intervenuto ai microfoni di Punto Radio all'interno della trasmissione "Primo Piano, addosso ai fatti" condotta da Massimo Marini. Il primo cittadino ha analizzato l'attuale scenario regionale partendo dalle recenti tensioni nel settore, amplificate dal devastante incendio alla Delca Energy di Lugnano, per poi delineare la sua visione industriale e il bilancio di trent'anni del "Modello Peccioli".

L'intervista si è aperta con una riflessione sulle recenti dichiarazioni e sulle critiche mosse al sistema di smaltimento della provincia. Macelloni ha liquidato le polemiche definendole «bischerate clamorose» e ha rivolto un duro affondo a una delle principali associazioni ambientaliste: «Dovrebbe star zitto Legambiente, perché non si capisce perché alcune cose a Legambiente danno noia e altre manco le vede», ha attaccato il sindaco, collegando l'atteggiamento dell'associazione alla mancanza di contributi da parte della società Belvedere.

Il primo cittadino ha poi ribadito un concetto cardine della sua visione politica: l'impossibilità dell'autosufficienza per ogni singolo comune. «Non tutti i territori possono essere autosufficienti, servono impianti di scala industriale, non un impianto sotto ogni campanile. Pisa non è autonoma e smaltisce rifiuti in altri posti», ha sottolineato, spiegando che l'unica alternativa realistica all'autonomia totale – che costringerebbe ognuno a tenersi le proprie "pattumiere" in casa – è un sistema industriale ben gestito che sappia trattare la materia e recuperare energia.

Entrando nel dettaglio tecnico della governance, Macelloni ha espresso forte contrarietà alla frammentazione societaria e all'ipotesi di fusione delle undici società operative locali, le cosiddette "Sol", società operative locali. Secondo il sindaco, l'attuale struttura di Rete Ambiente viola lo spirito della legge, che prevedeva un affidamento unitario e la progressiva scomparsa delle vecchie aziende territoriali.

«Oggi Rete Ambiente è semplicemente detentore del capitale finanziario delle Sol. Le Sol non hanno ragione di essere per legge», ha spiegato l'amministratore, definendo una «forzatura della legge» il fatto che queste micro-società siano aumentate nel corso degli anni anziché essere chiuse. Questo meccanismo, secondo Macelloni, svuota di significato i dibattiti dei consigli comunali sulla Tari, ridotti a semplici ratifiche di conti economici preconfezionati. Anche sul dibattito relativo alla nomina del nuovo presidente di Geofor, il sindaco ha parlato di «tempesta in un bicchiere d'acqua», evidenziando come il vero tema non siano i nomi ma il mandato politico: «Geofor deve rimanere in vita o diamo mandato al presidente di lavorare per arrivare a fondersi con altre Sol fino a chiuderle?».

In merito agli slogan politici che chiedono l'esclusione dei soggetti privati dalla gestione dei rifiuti urbani, Macelloni ha voluto fare chiarezza sulla natura giuridica della Belvedere Spa, la società che gestisce l'impianto di Peccioli. «Nella gestione dei rifiuti prodotti dai comuni da noi non ci sono privati. Belvedere tecnicamente è una Spa e risponde al codice civile, ma moralmente se non è pubblica la Belvedere vorrei sapere cosa è pubblico».Il sindaco ha rivendicato l'unicità di questo modello su scala continentale: «Questo è l'unico esempio in Europa dove c'è un'azienda sul territorio che produce e fa plusvalenza sul territorio e reinveste tutto sul territorio». Di fronte alle cicliche voci di chi vorrebbe far sparire l'esperienza della discarica pecciolese, il primo cittadino ha lanciato una provocazione aperta: «Se qualcuno la vuole comprare, io la vendo. Siamo disponibili a entrare in Rete Ambiente, siamo disponibili a tutto. Avanti con proposte e prospettive industriali, che però non sono mai arrivate».

L'ultima parte dell'intervista si è concentrata sullo sviluppo del borgo di Peccioli e sullo scenario economico che si aprirà con la conclusione dei fondi europei. Macelloni ha definito l'economia degli ultimi anni, drogata dal Covid, dal PNRR e dal "Superbonus 110%", come un sistema temporaneo di cui adesso bisognerà pagare il conto. La ricetta per i prossimi dieci anni si basa su un turismo di stampo intellettuale, capace di legare la storia del territorio all'arte contemporanea. «Noi dobbiamo essere l'altra faccia della Galleria degli Uffizi. Non possiamo essere competitivi con Firenze, ma dobbiamo raccontare una storia che è l'altra parte della medaglia», ha spiegato il sindaco, rammaricandosi del fatto che questo modello diffuso non sia stato esteso a un'area più vasta della Toscana. Nonostante i rimpianti, Peccioli continua la sua programmazione culturale, confermando l'inaugurazione dell'opera "Mater Mundi" di Isabella Staino e invitando i visitatori a scoprire il borgo al di là dei singoli eventi.

Leggi anche: Primo Piano con Renzo Macelloni. Rifiuti, raccolta e trattamento: da problema a risorsa - RIVEDI LA PUNTATA

 


Visita anche il Podcast di Punto Radio, per riascoltare una trasmissione che ti è piaciuta particolarmente o che ti sei perso.

massimo.corsini