Il ragionevole dubbio di Garlasco. Venerdì 17 aprile Stefano Vitelli alle Officine Garibaldi
Dalle 17.30 un confronto sul ruolo del dubbio nei processi decisionali contemporanei. Conduce Massimo Marini
Prende spunto da uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni, l’omicidio di Chiara Poggi e la condanna definitiva di Alberto Stasi, il libro “Ragionevole dubbio. Il caso Garlasco” di Stefano Vitelli.
Il volume propone una riflessione sul significato e sulla funzione del dubbio nella società contemporanea, tema che sarà al centro dell’incontro in programma venerdì 17 aprile alle Officine Garibaldi di Pisa.
Riporta una nota degli organizzatori.
Il libro “Ragionevole dubbio. Il caso Garlasco” di Stefano Vitelli prende le mosse dall’omicidio di Chiara Poggi e dalla condanna definitiva di Alberto Stasi per sviluppare una riflessione più ampia sul valore del dubbio nella società contemporanea.
Al centro dell’analisi c’è il concetto di “ragionevole dubbio”, inteso non come limite ma come elemento essenziale della giustizia: uno strumento che, se fondato su un’analisi rigorosa, contribuisce a decisioni più solide e consapevoli. Una visione che richiama anche il pensiero di Jung, secondo cui ogni vera certezza nasce proprio dal dubbio e dall’esperienza.
Il testo evidenzia come, in una società orientata alla rapidità e alla semplificazione, il dubbio venga spesso sacrificato in favore di risposte immediate. Una tendenza che riguarda non solo la giustizia, ma anche la politica, l’istruzione e più in generale i processi decisionali collettivi, con il rischio di ridurre la complessità a schemi superficiali.
Su questi temi si inserisce l’iniziativa promossa dall’avvocato Gabriella Porcaro con il Gruppo Paim, in programma alle Officine Garibaldi di Pisa, che vedrà la partecipazione dello stesso Vitelli. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Massimo Marini, che intervisterà il magistrato con un approccio improntato a rigore, chiarezza e capacità di approfondimento, qualità che caratterizzano il suo lavoro e che contribuiranno a rendere il confronto accessibile e al tempo stesso incisivo.
«La compressione dei tempi decisionali, spesso guidata da logiche di efficienza e consenso, incide sulla qualità delle scelte pubbliche e private. In ogni ambito — dalla giustizia alla politica, fino ai sistemi educativi e organizzativi — il dubbio, inteso come processo critico fondato su analisi e confronto, rappresenta un presidio essenziale. Garantire autonomia, rigore metodologico e tempi adeguati di valutazione è condizione necessaria per decisioni legittime, sostenibili e coerenti con i principi di responsabilità e buon governo», osserva l’avvocato Porcaro.
L’appuntamento è fissato per venerdì 17 aprile alle 17:30, offrendo un’occasione di confronto aperto sul valore del dubbio come fondamento di decisioni più mature e responsabili.


