Incendio del Monte Faeta. Meno F35 e più Canadair per gestire le emergenze

Politica
PISA e Provincia
Lunedì, 4 Maggio 2026

La Confederazione Unitaria di Base Pisa solleva interrogativi sulla gestione degli investimenti pubblici

A seguito dell’incendio che ha colpito il Monte Faeta, la Confederazione Unitaria di Base Pisa richiama l’attenzione sulle criticità emerse nella gestione dell’emergenza.

Oltre alla solidarietà verso le comunità coinvolte e alla dichiarazione dello stato di calamità, il sindacato evidenzia lacune strutturali nel sistema di protezione civile, dalla carenza di personale alla limitata disponibilità di mezzi aerei antincendio.

Nel documento si propone inoltre una riflessione più ampia sulle priorità di spesa pubblica, mettendo a confronto gli investimenti nel settore militare con quelli destinati alla prevenzione e al contrasto dei disastri ambientali.

 

Ha scritto la Confederazione Unitaria di Base Pisa.

Quanto costa un canadir e quanto un caccia da guerra?

Non basta la solidarietà verso la popolazione colpita dall'incendio, non è sufficiente la proclamazione dello stato di calamità se prima non prendiamo atto, correndo ai ripari, delle falle riscontrate nel sistema della popolazione civile.

Abbiamo toccato con mano la carenza di personale nei Vigili del Fuoco o tra gli operai forestali, la necessità di una formazione dello stesso che necessita tempo e investimenti.

Ma a colpirci sono soprattutto i pochi arei adibiti all'antincendio, al personale della protezione civile nei comuni limitrofi non allertato perchè, assai probabilmente, impreparato a impieghi del genere.

Non è retorica pacifista quella che ci porta a raccontare di costosi aerei da guerra commissionati dal nostro paese, un F35 costa due trilioni di dollari, un canadir 25 milioni di euro con quasi sei mila euro di carburante per ogni ora di volo.

Fate le vostre debite proporzioni pensando quanti aerei per spengere gli incendi potremmo acquistare rinunciando ad un solo aereo da guerra, quanti siano gli aerei dislocati all'aeroporto militare di Pisa ma quanto esiguo è stato il numero dei mezzi disponibili per spengere l'incendio tra Pisa e Lucca.

Non è retorica pacifista ma una necessità impellente quella di pensare alle priorità del nostro paese tra incendi che mandano in fumo ettari di boschi e pinete, il dissesto idrogeologico che colpisce ampie parti del paese.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie