Incendio Delca Energy, cresce la mobilitazione: raccolti oltre 5 mila euro, nasce un comitato di comunità
La campagna per il monitoraggio indipendente ha già 180 sostenitori. Avviato un comitato informale per seguire le analisi e promuovere iniziative pubbliche, mentre il dibattito si allarga ai rischi legati agli impianti di gestione dei rifiuti
Prosegue il percorso avviato dalla comunità dopo l'incendio che l'8 giugno ha interessato l'impianto Delca Energy di Lugnano.
Nel corso di un incontro pubblico al Circolo Ortaccio di Vicopisano è stato fatto il punto sulla campagna di crowdfunding per finanziare analisi indipendenti: raccolti oltre 5 mila euro, annunciata la costituzione di un comitato informale che coordinerà le attività tecnico-scientifiche, la comunicazione e il confronto pubblico sui temi ambientali.
Riporta la nota dei promotori.
Comunità in azione dopo l'incendio Delca Energy: superato il 50% della campagna di monitoraggio indipendente, costituito un comitato informale, cresce il dibattito pubblico sui rischi degli impianti di gestione rifiuti
Si è tenuto presso il Circolo Ortaccio di Vicopisano un incontro pubblico per fare il punto sulla campagna di crowdfunding "Analisi di Comunità", nata dopo l'incendio che l'8 giugno scorso ha colpito l'impianto Delca Energy, bruciando circa 2.500 tonnellate di plastica destinata al riciclo.
Lo stato della campagna
La raccolta fondi ha superato 5.000 Euro, con circa 180 sostenitori arrivando a circa la metà della cifra necessaria un per accedere alla premialità messa a disposizione da Banca Etica. La campagna, consultabile su produzionidalbasso.com, ha una prima scadenza fissata all'8 settembre; è allo studio una proroga di un mese per tenere conto del calo di presenza sul territorio nei mesi estivi. Sono inoltre in organizzazione alcune cene di raccolta fondi per ampliare ulteriormente il coinvolgimento della comunità.
https://www.produzionidalbasso.com/project/analisi-di-comunita-campagna-di-monitoraggio-dal-basso-sull-impatto-dell-incendio-alla-delca-energy/
Un comitato informale per garantire trasparenza
Nel corso della serata è stata avviata la costituzione di un comitato informale, che avrà vari compiti, tra cui quello di valutare e assegnare gli incarichi ai professionisti e ai laboratori indipendenti incaricati delle analisi, oltre a curare la comunicazione con la comunità e gli eventi formativi e di divulgazione scientifica e dibattito. La scelta di un comitato, anziché di un singolo referente, risponde all’esigenza di garantire che decisioni di questo tipo siano condivise e verificabili da tutti, ed è inoltre un prerequisito indispensabile per decidere a quali soggetti tecnici affidare le analisi. Nella stessa serata sono stati creati gruppi di lavoro su quattro ambiti: tecnico-scientifico; legale; comunicazione ed eventi, e rifiuti zero. Per partecipare al comitato e far parte di un gruppo di lavoro, è possibile scrivere a monitoraggiodalbasso@gmail.com.
Il prossimo appuntamento del gruppo di lavoro è fissato per mercoledì 5 agosto ore 21.30 all’Ortaccio, Vicopisano.
Un chiarimento importante: non è un'iniziativa anti-istituzionale, ma un segnale politico
Giuliani ha inoltre voluto rispondere direttamente a chi ha letto questa campagna come un'iniziativa anti-istituzionale: non è mai stata questa l'intenzione. Al contrario, ha sottolineato come vada registrato un dato politico preciso: il fatto stesso che così tante persone si siano mobilitate, abbiano contribuito economicamente e abbiano partecipato al dibattito pubblico su questi temi è, di per sé, un segnale che va oltre le analisi tecniche che la campagna finanzierà. Se una comunità così ampia chiede che i temi ambientali e della salute diventino priorità politica, è compito della politica raccogliere questo segnale e portarlo nella propria agenda. La partecipazione, in altre parole, non sostituisce le istituzioni ma le richiama alla propria responsabilità, rafforzandole nella misura in cui le sollecita ad agire con maggiore tempestività ed efficacia su questi temi.
Un incubatore di idee pratiche per il territorio
Durante l’evento è stato inoltre sottolineato un'ambizione più ampia che accompagna questo percorso: non limitarsi a informare e discutere, ma trasformare questi momenti di confronto in un vero e proprio incubatore di idee pratiche per affrontare concretamente il tema della gestione dei rifiuti nell'ottica della strategia rifiuti zero. L'obiettivo è che dagli approfondimenti pubblici nascano proposte operative — dalle buone pratiche già sperimentate altrove, ai modelli replicabili su scala locale, fino a richieste puntuali da portare all'attenzione delle amministrazioni comunali e regionali. In questo senso, la comunità si propone essa stessa come luogo di elaborazione propositiva, capace di individuare soluzioni concrete e di offrirle come contributo, non solo come rivendicazione.
Il quadro dei rischi: Delca non è un caso isolato
Durante l'incontro, la professoressa Elisa Giuliani ha inquadrato la vicenda Delca in un contesto più ampio, quello dei conflitti ambientali: secondo il database dell'Università di Barcellona (progetto EJAtlas), sono attualmente circa 4.500 i conflitti ambientali documentati nel mondo, di cui circa 160 in Italia, tra cui i casi storici di Taranto e della Val di Susa. Proprio nei giorni scorsi il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza che blocca l'ILVA per inquinamento da polveri sottili e amianto — una decisione che nasce dalla mobilitazione della cittadinanza. Gli studi confermano che almeno un quarto dei conflitti ambientali trova una soluzione giusta solo dopo la mobilitazione delle comunità, segno che le garanzie istituzionali, per quanto necessarie, non sono sempre sufficienti o tempestive.
Giuliani ha inoltre richiamato il dato specifico degli incendi negli impianti di gestione rifiuti: secondo il Rapporto Ecomafia di Legambiente, tra il 2013 e settembre 2024 se ne contano oltre 1.400 in Italia. L'incendio Delca dell'8 giugno si inserisce in una sequenza recente di episodi analoghi — diversi dei quali anche in Toscana — che pone interrogativi sulle cause strutturali del fenomeno, tra surplus di plastica senza sbocco di mercato e condizioni climatiche sempre più favorevoli a fenomeni di autocombustione, un rischio peraltro documentato e prevedibile secondo i report IPCC.
Un secondo punto, non meno rilevante, riguarda la risposta pubblica fornita da Delca Energy durante il Consiglio comunale aperto di Calci. Secondo quanto rilevato da Giuliani, durante il consiglio comunale di Calci, del 30 Giugno, Arpat ha attribuito l'assenza di impatti, poi certificata tramite analisi di recente conclusesi, principalmente alla prontezza dei vigili del fuoco e a condizioni meteorologiche favorevoli, mentre in condizioni diverse l’impatto ambientale e sulla salute avrebbe potuto essere più pesante. Segnala che la percezione del pubblico fosse la mancanza di argomentazioni da parte del rappresentante Delca intervenuto nello stesso consiglio, soprattutto nel riconoscere la responsabilità morale dell'accaduto, minimizzando il danno con affermazioni come "il rischio zero non esiste" — frase difficile da contestare ma che di fatto è funzionale a normalizzare l'incidente e i suoi impatti. Resta aperto, di conseguenza, l'interrogativo se un'attività di questo tipo e con questo livello di rischio residuo sia compatibile con il tessuto urbano e produttivo di un territorio ad alta vocazione paesaggistica, ambientale, turistica e culturale.
I prossimi temi in agenda
L'incontro ha infine anticipato i temi che saranno oggetto di futuri approfondimenti pubblici: tra questi, i conflitti ambientali; il caso Delca Energy e gli incidenti nella gestione dei rifiuti; le politiche di gestione dei rifiuti; le politiche su plastica e rifiuti zero — e infine il tema della pianificazione sostenibile dei territori. I partecipanti hanno offerto ulteriori spunti e proposte nel corso della serata. Uno di questi, particolarmente rilevante, riguarda l'impatto economico negativo che l'incidente Delca possa aver avuto sulle aziende locali del settore agroalimentare — un aspetto finora poco discusso pubblicamente, ma che merita un approfondimento specifico nei prossimi appuntamenti.
Giuliani ha inoltre sottolineato come questa iniziativa si configuri a tutti gli effetti come un progetto di citizen science: oltre a diversi professionisti, diversi studiosi dell'Università di Pisa che del CNR, si sono già messi a disposizione — non solo per entrare a far parte del comitato, ma anche per contribuire con le proprie competenze specifiche alla realizzazione degli eventi pubblici in programma.
Per informazioni e per contribuire alla campagna: https://www.produzionidalbasso.com/project/analisi-di-comunita-campagna-di-monitoraggio-dal-basso-sull-impatto-dell-incendio-alla-delca-energy/
Per essere informato sulle prossime iniziative ed essere incluso nella mailing list dell’iniziativa, è disponibile questo form: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdPsWMrCYjYbPnsGYk0BUmzwHmpQLtXcjJH6Z3W18ONWdtiJA/viewform?usp=header
