Italia, tris alla Serbia all’Arena Garibaldi: il sogno Mondiale resta vivo
Le reti di Bergamaschi, Caruso e Bonansea tengono aperta la corsa verso Brasile 2027. Martedì in Svezia servirà un’impresa e un aiuto dalla Serbia contro la Danimarca
L'Italia femminile fa il suo dovere, supera la Serbia per 3-0 all'Arena Garibaldi e mantiene vive le speranze di qualificazione diretta ai Mondiali di Brasile 2027. Davanti a 3.216 spettatori, in una calda giornata di sole a Pisa, le Azzurre di Andrea Soncin conquistano tre punti fondamentali e rimandano ogni verdetto all'ultima giornata del girone.
La strada verso la qualificazione diretta resta comunque in salita. Martedì prossimo, nell'ultima sfida del raggruppamento, l'Italia sarà impegnata sul difficile campo della Svezia e sarà obbligata a vincere. Ma non basterà: servirà anche una sconfitta della Danimarca sul terreno della Serbia. In quel caso Italia e Danimarca chiuderebbero a pari punti e sarebbero le Azzurre a staccare il pass per il Brasile grazie a una migliore differenza reti. In tutti gli altri scenari, invece, la Nazionale dovrà passare dai playoff.
Un'ipotesi complicata, ma non impossibile. Le Azzurre avranno infatti una forte motivazione per cercare il colpo in terra svedese dopo la sconfitta subita all'andata a Reggio Calabria, una gara che per quanto visto in campo avrebbe probabilmente meritato un esito diverso. E anche la Serbia, nonostante l'ultimo posto nel girone, ha dimostrato a Pisa di possedere qualità e carattere sufficienti per provare a chiudere il percorso con una vittoria di prestigio davanti al proprio pubblico.
Prima del fischio d'inizio, applausi per Manuela Giugliano, premiata per aver raggiunto il prestigioso traguardo delle 100 presenze con la maglia azzurra. Un riconoscimento accolto dal calore del pubblico pisano.
La partita, almeno nella prima frazione, non è stata semplice per l'Italia. Le ragazze di Soncin sono apparse contratte, poco brillanti nella circolazione del pallone e raramente capaci di trovare profondità. La Serbia, pur inferiore sul piano tecnico, ha saputo tenere bene il campo e in più di un'occasione ha creato qualche apprensione alla retroguardia azzurra.
Nell'intervallo il commissario tecnico ha chiesto maggiore intensità e nella ripresa la risposta è stata immediata. Decisivo anche l'ingresso di Sofia Cantore al posto di Giulia Dragoni: la sua velocità e la capacità di attaccare gli spazi hanno dato nuova linfa alla manovra offensiva.
Dopo alcune occasioni costruite in avvio di secondo tempo, il vantaggio arriva al 16'. Greggi sfonda sulla corsia destra e mette al centro un cross perfetto sul quale Valentina Bergamaschi svetta di testa sul secondo palo e batte Kostic.
Il gol libera definitivamente le Azzurre, che aumentano ritmo e pressione. Al 20' Giugliano sfiora il raddoppio colpendo la parte inferiore della traversa dopo una deviazione della difesa serba, mentre al 25' Girelli non riesce a concretizzare un promettente contropiede.
Nel finale emerge tutta la profondità della rosa italiana. Le sostituzioni danno ulteriore energia e qualità offensiva. Al 37' Barbara Bonansea, entrata da pochi minuti, serve un pallone perfetto a Arianna Caruso, che dal limite dell'area lascia partire un preciso diagonale sul palo lontano per il 2-0. Sei minuti più tardi è la stessa Bonansea a mettere il sigillo sulla gara con una splendida iniziativa personale: accelerazione sulla destra, dribbling verso il centro e conclusione vincente che vale il definitivo 3-0.
Un successo meritato e mai realmente in discussione nella ripresa, che consente all'Italia di presentarsi con fiducia all'appuntamento decisivo di martedì al Gamla Ullevi di Göteborg. Per continuare a inseguire il sogno mondiale servirà un'impresa, ma le Azzurre hanno dimostrato di volerci credere fino all'ultimo minuto.
IL TABELLINO
ITALIA-SERBIA 3-0 (primo tempo 0-0)
ITALIA: Giuliani, Bartoli (26’st Di Guglielmo), Salvai, Soffia, Glionna (33’st Bonansea), Caruso, Giugliano, Greggi, Bergamaschi (38’st Boattin), Dragoni (1’st Cantore), Girelli (32’st Piemonte). A disposizione: Baldi, Durante, Schatzer, D’Auria, Severini, Monnecchi, Lenzini. C.T.: Soncin.
SERBIA: Kostic, Petrovic, Slovic, Damjanovic, Scepanovic (21’st Milivojevic), Cankovic (13’st Gajic), Stupar (40’st Mijatovic), Ivanovic, Poljak, Matejic, Stokic. A disposizione: Skandro, Aleksic, Gakovic, Stanic, Saric, Cavic, Sremcevic, Bulatovic, Ciric. C.T. Stojkanovic.
ARBITRO: Lehtovaara (Finlandia).
RETI: 16’st Bergamaschi, 37’st Caruso, 43’st Bonansea.
AMMONITE: 45’pt Ivanovic (S); 19’st Soffia (I).
RECUPERO: 2’ + 4’.
SPETTATORI: 3.216
LA CRONACA
PRIMO TEMPO
9’ (S) sugli sviluppi di un corner, tiro di Slovic, respinge Giuliani
20’ (S) Giuliani cincischia col pallone tra i piedi, poi riesce a recuperare sull’attacco di Matejic
24’ (S) ci prova ancora Matejic dal limite, palla alta
25’ (I) ci prova anche Glionna dal limite, ma anche questa termina lata
35’ (I) bel lancio di Caruso in area, Girelli ci prova in spaccata, palla poco sopra la traversa
41’ (I) discesa sulla sinistra di Dragoni, palla per Greggi che entra in area e mette al centro, brava la difesa a liberare
45’ (I) ammonita Ivanovic per fallo su Soffia
45’ (S) tiro di Ivanovic poco fuori
46’ (S) ci prova anche Matejic, fuori anche questa
SECONDO TEMPO
4’ (S) Matejic ci prova da fuori area, troppo centrale, Giuliani para senza difficoltà
7’ (I) angolo di Giugliano, Caruso prova il tiro, Salvai prova la deviazione ma è troppo debole e Kostic para
9’ (I) bella azione Greggi-Caruso-Greggi, poi palla a Girelli, Kostic para ancora
14’ (I) doppia opportunità: Glionna affonda sulla destra e serve Girelli, bel tiro, Kostic respinge, sulla palla arriva ancora Girelli che stavolta mette fuori
16’ (I) contropiedi di Greggi sulla destra, arrivata sul fondo effettua un cross dove Bergamaschi, sul secondo palo, mette in rete, 1-0
20’ (I) cross di Glionna dalla destra, sul palo opposto interviene Giugliano da pochi passi, ma Slovic devìa sulla parte inferiore della traversa con la palla che torna in campo
25’ (I) errore difensivo della Serbia a centrocampo, si intromette Girelli che ruba palla e si invola verso la porta avversaria ma, a tu per tu con Kostic, cincischia e viene recuperata dalle avversarie
37’ (I) Bonansea affonda sulla destra, palla a Caruso che, poco dentro il vertice destro dell’area avversaria, fa partire un diagonale sul palo lontano che non lascia scampo a Kostic, 2-0
40’ (I) mischia in area della Serbia, Giugliano colpisce da pochi passi ma un’avversaria respinge proprio sulla riga di porta
43’ (I) Bonansea fa tutto da sé: riceve palla sulla destra, si accentra, si libera di un’avversaria e realizza sul primo palo, 3-0
48’ (I) l’ultima opportunità è per Piemonte, ma Kostic è reattiva e respinge coi piedi
LE STATISTICHE
SONCIN: «Nel secondo tempo più velocità e fiducia nelle nostre qualità»
Soddisfatto per il risultato ma soprattutto per la reazione mostrata dalla squadra dopo un primo tempo complicato. Andrea Soncin analizza così il successo per 3-0 sulla Serbia che consente alle Azzurre di mantenere aperta la corsa alla qualificazione diretta ai Mondiali del 2027.
«L'aspetto principale è stato credere fortemente nelle nostre idee e nelle nostre qualità – ha spiegato il commissario tecnico azzurro –. Nell'intervallo ho chiesto alle ragazze di essere più veloci nella trasmissione del pallone, nell'occupazione degli spazi e nell'attacco della profondità. Nel primo tempo eravamo state troppo lente e questo aveva permesso alla Serbia, una squadra organizzata che conosciamo bene, di creare densità e limitarci nelle nostre caratteristiche migliori».
Soncin ha poi invitato a non sottovalutare il valore dell'avversario: «Prima della partita si è parlato molto della necessità di vincere con tanti gol, ma le gare vanno vissute. Oggi il livello di questa competizione è molto alto e anche squadre come la Serbia hanno qualità, organizzazione e giocatrici che militano nei principali campionati europei. Servivano pazienza e fiducia».
Determinanti, secondo il tecnico, anche gli accorgimenti tattici apportati nella ripresa. In particolare l'ingresso di Sofia Cantore, che ha garantito maggiore profondità alla manovra offensiva. «Giulia Dragoni stava facendo bene quanto le avevamo chiesto, ma in quel momento c'era bisogno di caratteristiche diverse. La possibilità di avere in rosa giocatrici con qualità differenti ci consente di modificare l'interpretazione della gara senza perdere equilibrio».
Tra le protagoniste della serata ci sono state sicuramente Valentina Bergamaschi e Lisa Boattin sugli esterni, in un sistema di gioco molto fluido che Soncin preferisce non ingabbiare in moduli prestabiliti. «A volte si parla troppo di sistemi di gioco. Noi costruiamo strutture diverse anche all'interno della stessa partita. Oggi volevamo ampiezza e le nostre esterne sono state fondamentali. Il primo gol nasce proprio da una situazione che avevamo preparato».
Parole particolarmente affettuose sono state dedicate a Valentina Bergamaschi, autrice della rete che ha sbloccato il match. «Valentina è l'esempio perfetto di cosa significhi essere professioniste. Nelle ultime partite aveva avuto meno spazio, ma si è sempre fatta trovare pronta. Ha disponibilità, professionalità e valori umani straordinari. È una giocatrice estremamente affidabile e sono felice che il gol l'abbia premiata».
Il commissario tecnico ha poi voluto ringraziare Pisa e il pubblico dell'Arena Garibaldi: «È stato davvero bello giocare qui. Il pubblico ha capito il momento della partita, ci ha sostenuto nel primo tempo e poi ci ha accompagnato con entusiasmo nella ripresa. Ringraziamo Pisa per l'accoglienza e per il calore dimostrato».
Inevitabile infine uno sguardo alla decisiva trasferta di martedì in Svezia. Soncin, però, preferisce non fare troppi calcoli. «Pensiamo prima di tutto a recuperare energie e a preparare al meglio la partita. Sappiamo che il nostro risultato influenzerà anche quello che accadrà sull'altro campo, ma abbiamo visto questa sera quante difficoltà possa creare la Serbia. Adesso dobbiamo concentrarci esclusivamente sull'obiettivo di andare a vincere in Svezia».
Una battuta finale è stata dedicata a Barbara Bonansea, entrata nella ripresa e protagonista con un assist e un gol. «Non è una questione di età, ma di motivazioni e della capacità di rimettersi continuamente in discussione. Barbara, come altre giocatrici più esperte del gruppo, non vive di rendita su quanto fatto in passato. Continua a lavorare, esce dalla sua zona di comfort e dimostra ogni giorno una mentalità straordinaria».
Proprio la capacità delle subentrate di incidere sulla gara rappresenta uno degli aspetti che rende più orgoglioso il commissario tecnico. «Quando chi entra dalla panchina riesce a leggere la partita e a fare la differenza significa che il gruppo sta crescendo. È un aspetto che mi riempie di orgoglio, ma il merito principale è delle ragazze. Il mio compito è convincerle di quanto possano essere determinanti. Adesso dobbiamo continuare a crescere con la stessa fiducia nel percorso che stiamo costruendo».



