Keu a Ceppaiano, l’appello di Fausto Bosco (M5S): “Bonifica immediata per tutelare la falda”
Una ricostruzione della vicenda che ha colpito la piccola località nel comune di Crespina Lorenzana
Sulla vicenda Keu nel territorio di Ceppaiano interviene Fausto Bosco del Movimento Cinque Stelle Cascina, che chiede un’azione immediata per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area.
Al centro, l’inquinamento della falda, con possibili rischi ambientali già emersi dalle attività di monitoraggio.
Ha scritto Fausto Bosco, Movimento Cinque Stelle Cascina.
Il Keu è il derivato del processo di essiccamento dei fanghi di depurazione dopo la concia: da Santa Croce sull’Arno, è stato sparso a migliaia di tonnellate lungo il territorio come materiale di riempimento per cantieri, strade e addirittura tracce per acquedotti come nel caso di Ceppaiano.
Ma perché si dice che il Keu è pericolosissimo per la salute? E’ presto detto: il cromo trivalente contenuto nel fango essiccato, a contatto con umidità e acqua, subisce un mutamento dovuto all’ossidazione e diventa esavalente, cioè si trasforma in una delle sostanze più cancerogene in assoluto.
Ma che cosa è successo veramente a Ceppaiano, piccola Borgata rurale che vive di viticoltura e orticoltura?
Una brevissima cronostoria, utile per capire: nel 2018 Acque Spa commissiona lavori per la sostituzione di un tratto di Acquedotto per circa 1,5 Km di tubazione.
Un investimento che avrebbe dovuto efficientare la rete e risolvere una volta per tutte l’annoso problema delle perdite che attanagliava la frazione oramai da tempo.
Succede che questo lavoro viene effettuato da una ditta aggiudicataria di una gara d’appalto che, come materiale di riempimento per lo scavo, utilizza, consapevolmente o meno (sarà la magistratura ad accertarlo), Keu non adeguatamente trattato.
Passano gli anni e nel frattempo in alcuni pozzi della zona cominciano ad uscire analisi chimiche quantomeno “sospette”. Si arriva quindi al 2021, l’anno dello “scandalo Keu”, l’indagine che colpì duramente il mondo della concia, parte della politica e delle istituzioni. Esce fuori una lista di 14 siti inquinati, principalmente nelle province di Pisa, Arezzo e Firenze.
All’interno di questa lista c’è anche “Ceppaiano”, la cui esistenza fino al giorno prima era sconosciuta ai più. Il Comune di Crespina Lorenzana si attiva immediatamente con Acque Spa e con la Regione per avviare una campagna di monitoraggio assieme ad Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale.
Da lì, è un susseguirsi di “rimpalli” e di responsabilità fra Enti e Aziende. Nel frattempo, come era inevitabile che succedesse, la falda freatica inizia ad avvelenarsi poiché la sostanza inquinante entra a contatto con acqua e umidità e sprigiona quel cromo esavalente che oggi in alcuni pozzi della zona è venti volte oltre la soglia massima.
Ho una mia personale idea su tutta questa vicenda e avrò modo di esplicarla con la necessaria cura quando vi sarà l’occasione ma adesso il punto è un altro: occorre agire IMMEDIATAMENTE come impone anche il D.lgs 152/2006 affinché si proceda alla totale bonifica del sito di Ceppaiano rimuovendo l’agente contaminante e mettendo in sicurezza lo scavo.
Se non lo si fa, se si aspettano i tempi della politica e della burocrazia quella “bomba” inquinante continuerà ad avvelenare la falda, espandendosi e infiltrandosi ancor più in profondità. Ci vorranno minimo 10 anni prima che i valori dell’acqua tornino ad essere entro i valori di riferimento, per questo non c’è un solo secondo da perdere.
Sono abituato a metterci la faccia sempre e comunque, anche quando le situazioni si fanno scomode: fare politica significa agire nell’interesse della collettività. E che cosa c’è di più importante della salute e della sicurezza dei cittadini?
Lancio un appello a tutte le istituzioni, ai partiti politici, alle aziende coinvolte: si agisca subito, si parta immediatamente con la bonifica del sito, chi dovrà pagare poi si vedrà man mano che il processo andrà avanti.
I cittadini meritano risposte immediate che non possono più tradursi in appelli alla tranquillità, alle campagne di monitoraggio, alle mappature della falda.
Bisogna essere sinceri e trasparenti: sotto il suolo di Ceppaiano c’è del veleno e quel veleno va tolto prima che sia troppo tardi.

