La Coalizione Civica e Progressista di Pisa per il No al referendum costituzionale

Politica
PISA e Provincia
Mercoledì, 18 Febbraio 2026

La Coalizione Civica e Progressista della Città di Pisa scende in campo con determinazione per sostenere le ragioni del Comitato per il NO alle riforme costituzionali che stanno modificando in modo profondo e pericoloso l’ordinamento della magistratura

Questo il comunicato stampa integrale
Le modifiche proposte – dalla separazione obbligatoria delle carriere giudicante e requirente, all’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e di una ulteriore Alta Corte disciplinare – stravolgono l’equilibrio costituzionale e intervengono su ben sette articoli della Costituzione: 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110.
Per queste ragioni invitiamo cittadine e cittadini a votare NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, per motivi di metodo e di merito.
Sul metodo, questa riforma rappresenta un grave errore politico e istituzionale. Si è intervenuti su una delle architetture più delicate della Costituzione – quella che garantisce l’indipendenza della magistratura – senza un vero confronto parlamentare e senza un reale coinvolgimento del Paese. La Costituzione non è un terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, né uno strumento per imporre una visione ideologica della giustizia. Gli articoli oggi modificati erano stati pensati per proteggere la magistratura anche da futuri tentativi di subordinazione al potere politico. Proprio per questo avrebbero richiesto prudenza, condivisione e responsabilità. Al contrario, la maggioranza parlamentare e il Ministro della Giustizia hanno scelto la strada dell’isolamento e dell’arroganza istituzionale, approvando la riforma da soli e celebrandola come una vittoria politica. Non una riforma condivisa, non un passo avanti per il Paese, ma il recupero tardivo di un progetto che affonda le sue radici nella stagione berlusconiana e nel suo storico conflitto con la magistratura.
Nel merito, siamo fermamente contrari alla separazione obbligatoria delle carriere fin dall’ingresso in magistratura, alla creazione di due Consigli Superiori distinti e all’istituzione di una terza Alta Corte disciplinare. Questa moltiplicazione di organi costituzionali non rafforza la giustizia: la appesantisce, la burocratizza e la rende più esposta al controllo politico. Ancora più grave è il metodo di composizione previsto: il sorteggio non garantisce competenza, indipendenza né autorevolezza, ma introduce un pericoloso elemento di casualità in ruoli che dovrebbero essere affidati a figure di altissimo profilo. Siamo contrari anche allo spreco di risorse pubbliche che questa riforma comporta. Risorse che verrebbero sottratte alla giustizia reale per alimentare nuove strutture di controllo, funzionali soprattutto a indebolire il ruolo dei Pubblici Ministeri e a renderli sempre più esposti all’indirizzo del Governo e del Ministro. Questa cosidetta riforma non risolve nessuno dei problemi concreti che affliggono il sistema giudiziario italiano: non accelera i processi, non assume personale, non investe nei tribunali, non migliora l’efficienza della giustizia. Si modificano sette articoli della Costituzione per non affrontare, ancora una volta, le vere emergenze sul funzionamento della giustizia. 
Per questo diciamo NO. Per difendere la Costituzione, l’indipendenza della magistratura e la qualità della nostra democrazia e siamo al fianco dei cittadini, delle associazioni e degli altri soggetti politici raccolti nel Comitato per il NO e saremo nelle piazze e per le strade a sostenerne la campana elettorale.

AVS, La città delle Persone, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Possibile, Sinistra Civica Ecologista 
 

redazione.cascinanotizie