Lajatico, oltre il Teatro del Silenzio: la sfida di trasformare un successo mondiale in futuro per il territorio
Il sindaco Fabio Tedeschi ospite de “Il Punto sui Comuni”: Andrea Bocelli, un legame profondo con la sua terra e un evento cresciuto da 4.700 a oltre 10mila spettatori. «Adesso dobbiamo far vivere il paese tutto l'anno»
Ci sono luoghi molto più grandi di Lajatico che darebbero qualsiasi cosa per avere, anche soltanto per una sera, la sua visibilità internazionale. Perché questo piccolo Comune delle colline pisane, quando si accendono le luci del Teatro del Silenzio, diventa davvero uno dei centri mondiali della musica.
Ma dietro Andrea Bocelli, le migliaia di spettatori e un evento ormai conosciuto in tutto il mondo c'è una storia che parla soprattutto di territorio, paesaggio e di una scommessa iniziata oltre vent'anni fa.
A raccontarla è stato il sindaco Fabio Tedeschi, ospite il 21 luglio de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica di Mezzogiorno in Punto condotta da Michele Del Ben su Punto Radio.
Quella dell'intervista era inevitabilmente una settimana speciale per Lajatico. La sera stessa era previsto il concerto di Matteo Bocelli con il suo Falling in Love World Tour, mentre il 23 e il 25 luglio il Teatro del Silenzio avrebbe accolto Andrea Bocelli per due serate dedicate ai trent'anni di Romanza, uno degli album più celebri della sua carriera.
Numeri e nomi importanti, certo. Ma secondo Tedeschi il segreto della longevità del Teatro del Silenzio sta soprattutto nella formula scelta fin dall'inizio: valorizzare ciò che Lajatico già possedeva.
Andrea Bocelli ne è naturalmente l'elemento fondamentale, ma intorno alla sua presenza è stato costruito un progetto artistico di qualità inserito nel paesaggio senza stravolgerlo. Le colline non sono diventate semplicemente lo sfondo di uno spettacolo: sono parte dello spettacolo stesso.
Una filosofia che sembra aver funzionato. Il sindaco ricorda che il primo evento, nel 2006, accolse circa 4.700 spettatori; oggi il Teatro del Silenzio arriva a ospitarne oltre 10mila per ciascuna serata.
E quando migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo raggiungono un Comune così piccolo, gli effetti inevitabilmente superano i suoi confini.
Tedeschi cita uno studio dell'Università di Pisa che avrebbe quantificato in circa 36 milioni di euro la ricaduta economica dell'evento sul territorio. Una cifra della quale Lajatico, per le proprie dimensioni e capacità ricettive, riesce naturalmente a intercettare soltanto una parte, mentre l'indotto si allarga a un'area molto più vasta della Toscana.
È questo uno degli aspetti più significativi del fenomeno Teatro del Silenzio: un evento nato in un piccolo paese che produce effetti su turismo, accoglienza e attività economiche ben oltre i confini comunali.
Ma sarebbe sbagliato leggere il rapporto tra Lajatico e Bocelli soltanto attraverso numeri, concerti e ricadute economiche. Il legame, sottolinea Tedeschi, viene prima di tutto questo.
Andrea Bocelli è una star internazionale, ma ha scelto di mantenere la propria residenza nel Comune nel quale affondano le sue radici. Il rapporto con Lajatico nasce dalla famiglia, dalla storia personale e dall'attaccamento alle proprie origini. Il Teatro del Silenzio è arrivato dopo, come naturale evoluzione di un legame che esisteva già.
Ed è probabilmente proprio questa autenticità ad aver contribuito alla riuscita del progetto: non un grande artista chiamato a esibirsi in un luogo scelto per l'occasione, ma un cittadino di Lajatico che porta il mondo nella propria terra.
La domanda, a questo punto, diventa inevitabile: cosa resta quando il Teatro torna davvero al silenzio?
È qui che si gioca la sfida futura indicata dal sindaco.
Perché chi arriva per Bocelli può scoprire un territorio che ha molto altro da offrire. Lajatico ha una storia antica, origini longobarde, testimonianze medievali, un centro storico curato e accogliente e un paesaggio particolarmente adatto a quel turismo lento che negli ultimi anni sta trovando sempre maggiore spazio.
Tedeschi ricorda, tra gli elementi da valorizzare, una rocca risalente al XII secolo e antichi mulini, oltre alle aree boschive che permettono di vivere il territorio in maniera completamente diversa rispetto alle giornate dei grandi concerti.
Ed è proprio su questo che l'amministrazione vuole continuare a lavorare.
Il Teatro del Silenzio e Andrea Bocelli rappresentano un patrimonio straordinario e difficilmente replicabile. Ma il vero obiettivo è utilizzare quella notorietà come una porta d'ingresso, facendo conoscere anche tutto ciò che esiste quando i riflettori si spengono.
Perché il successo più grande, per Lajatico, forse non sarà portare ogni anno diecimila persone davanti a un palcoscenico.
Sarà riuscire a convincerne almeno una parte a tornare quando quel palcoscenico sarà vuoto, per scoprire il paese, camminare tra le sue colline e capire perché proprio qui, più di vent'anni fa, qualcuno immaginò che il silenzio potesse diventare musica.


