Lavoratori domestici, Pisa tiene mentre l'Italia arretra: il boom del Covid resta un caso unico

Economia
PISA e Provincia
Mercoledì, 15 Luglio 2026

I dati INPS mostrano un andamento particolare: dopo il forte incremento del biennio 2020-2021 gli iscritti diminuiscono ovunque, ma la provincia di Pisa limita le perdite molto più della Toscana e della media nazionale

Nei giorni scorsi l'INPS ha pubblicato i dati aggiornati relativi ai lavoratori domestici iscritti all'Istituto. Si tratta di una categoria che comprende principalmente colf, badanti e assistenti familiari, figure sempre più importanti in una società caratterizzata dall'invecchiamento della popolazione.

L'analisi dei dati riferiti al periodo 2016-2025 evidenzia un andamento piuttosto particolare. Se infatti negli ultimi anni il numero degli iscritti è diminuito sia a livello nazionale che locale, il confronto con dieci anni fa mostra una situazione molto diversa rispetto a quella osservata per artigiani e commercianti.

La provincia di Pisa è infatti il territorio che registra il calo più contenuto. Nel 2016 i lavoratori domestici iscritti erano 8.257, mentre nel 2025 risultano 8.190. La diminuzione è di appena 67 lavoratori, pari allo 0,81% nell'intero decennio.

La Toscana evidenzia invece una flessione più marcata: dagli 75.658 iscritti del 2016 si è passati ai 71.255 del 2025, con una diminuzione del 5,82%.

Ancora più significativo il dato nazionale. In Italia gli iscritti sono passati da 883.346 nel 2016 a 804.464 nel 2025, con una perdita di quasi 79 mila lavoratori, pari a una riduzione dell'8,93%.

Il confronto mette in evidenza come la provincia di Pisa abbia sostanzialmente mantenuto stabile il numero dei lavoratori domestici, in controtendenza rispetto al resto del Paese.

Osservando i grafici emerge un elemento che salta immediatamente all'occhio.

Nel biennio 2020-2021 il numero degli iscritti cresce in maniera molto consistente in tutti e tre gli ambiti territoriali analizzati.

A Pisa si passa dagli 8.289 lavoratori del 2019 ai 9.100 del 2020, fino ai 9.650 del 2021.

Lo stesso fenomeno si osserva in Toscana, dove gli iscritti superano quota 83 mila, e a livello nazionale, dove arrivano a sfiorare un milione di lavoratori domestici.

È plausibile che questo incremento sia stato determinato dall'effetto congiunto dell'emergenza sanitaria e delle misure di regolarizzazione introdotte nel 2020, che hanno favorito l'emersione di numerosi rapporti di lavoro fino ad allora irregolari. Dopo quella fase straordinaria, il numero degli iscritti è progressivamente diminuito, tornando su valori più vicini a quelli precedenti alla pandemia.

A differenza di quanto accade per il lavoro autonomo, dove il numero degli iscritti continua a diminuire in maniera costante, il comparto del lavoro domestico mostra una dinamica differente.

L'invecchiamento della popolazione e il crescente bisogno di assistenza domiciliare rendono infatti queste figure professionali sempre più essenziali per molte famiglie.

Proprio per questo motivo il sostanziale mantenimento del numero degli iscritti nella provincia di Pisa potrebbe rappresentare il segnale di una domanda di assistenza che continua a rimanere elevata, nonostante la fine della fase emergenziale legata al Covid.

Naturalmente i dati INPS descrivono l'evoluzione degli iscritti e non consentono, da soli, di spiegare tutte le cause del fenomeno. Tuttavia fotografano con chiarezza un aspetto interessante: mentre nel resto del Paese il numero dei lavoratori domestici risulta oggi sensibilmente inferiore rispetto a dieci anni fa, nella provincia di Pisa il settore ha sostanzialmente mantenuto le proprie dimensioni.

Qui sotto sono riportate le tabelle e i grafici che illustrano l'andamento degli iscritti ai lavoratori domestici nel periodo 2016-2025.

 

 


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luca.barboni