Via libera al nuovo Piano Operativo: Pisa punta ai 100mila abitanti e al "consumo di suolo zero"
Approvata in Consiglio Comunale l’adozione dello strumento che disegnerà la città del futuro. Dringoli: «Più residenti e più verde». L’opposizione attacca: «Piano sbilanciato su turismo e rendita»
PISA – Dopo una maratona consiliare iniziata nella giornata di ieri, il Consiglio Comunale di Pisa ha approvato l’adozione del nuovo
Piano Operativo Comunale (POC). Si tratta dell’atto urbanistico fondamentale che traduce in norme concrete gli indirizzi del Piano Strutturale del 2023, definendo come la città si trasformerà nei prossimi anni. L'iter prevede ora una fase di 60 giorni per le osservazioni dei cittadini, con l'obiettivo di arrivare all'approvazione definitiva entro la fine del 2026.
Il sindaco Michele Conti ha accolto l'adozione come un traguardo storico, rivendicando la scelta di aver redatto il piano con le sole forze tecniche interne dell'Amministrazione. «Il POC rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro di Pisa», ha dichiarato il primo cittadino. «Puntiamo a superare la soglia dei 100mila abitanti investendo sulla qualità della vita e sulla sostenibilità, dotando la città di strumenti che mettono finalmente a terra una visione di crescita attesa da decenni». L'assessore all'urbanistica Massimo Dringoli ha evidenziato come il piano segni un'inversione di tendenza rispetto al passato, prevedendo un aumento dei residenti a fronte di una diminuzione del consumo di suolo. Lo sviluppo avverrà tramite il recupero dell'edificato esistente e la rigenerazione urbana, con un forte incremento del verde pubblico: Pisa raggiungerà i 15 metri quadrati per abitante, superando del 75% gli standard nazionali minimi.
Di segno opposto la lettura di Luigi Sofia (AVS), che ha espresso un parere fortemente critico a nome dell'opposizione. «Questo piano si può sintetizzare in tre parole: rendita, ricettivo turistico e parcheggi», ha attaccato il consigliere, sostenendo che il POC non migliorerà la mobilità né i servizi nei quartieri, ma incentiverà l'uso dell'auto privata e la pressione turistica a discapito dei residenti. Secondo Sofia, molti spazi che potevano diventare presidi sociali o case accessibili verranno sacrificati per nuove aree di sosta. Il percorso del POC, iniziato nel settembre 2022 con un ampio coinvolgimento della cittadinanza e degli enti, entra ora nella sua fase più partecipativa, permettendo ai cittadini di presentare osservazioni formali prima del voto finale che ne sancirà l'entrata in vigore definitiva.

