Luca D'Angelo e il Pisa: "mille giorni di te e di noi"

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PISA e Provincia
Sabato, 20 Marzo 2021

1000 giorni su una stessa panchina è un'eternità nel calcio di oggi, per Pisa poi è un evento più unico che raro. Complimenti mister D'Angelo altri 1000 di questi giorni

Era il 24 giugno 2018 e Luca D’Angelo vinceva il “casting” per la panchina del Pisa, una panchina prestigiosa che nella stagione che si era appena conclusa era stata occupata da ben tre inquilini: Gautieri, Pazienza ed infine, Petrone. Il Pisa si stava ancora leccando le ferite di una stagione in serie C deludente, con una eliminazione al primo turno dei playoff “nazionali” arrivata per mano della Viterbese. Così Roberto Gemmi, arrivato al timone dell’area tecnica, sceglie un nome che a Pisa in pochi conoscono, ma di grande esperienza in terza serie, e soprattutto con sulle spalle appena un esonero, e non proprio limpido.

Nato a Pescara il 26 luglio 1971, scrivevamo su Cascina Notizie quel giorno, nell’ultima stagione si è seduto in corsa sulla panchina della Casertana. Per lui 35 partite con 14 vittorie 11 pareggi e 10 sconfitte, media punti di 1,51 e settimo posto finale. Ai playoff è uscito senza perdere una partita: vittoria 2-1 contro il Rende e pareggio 1-1 a Cosenza con la squadra di Braglia poi promossa. Prima dell’avventura in Campania si era seduto sulla panchina del Bassano: 11 vittorie, 10 pareggi e 9 sconfitte e 1,43 punti di media a partita prima di essere esonerato a febbraio 2017, su quella della Fidelis Andria 12 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte con 1,33 punti di media a partita e su quella dell’Alessandra dove è rimasto quasi due stagioni collezionando una promozione dalla seconda alla prima divisione della Lega Pro e un quinto posto in Serie C. In totale 40 panchine che hanno fruttato 18 vittorie, 14 pareggi, 8 sconfitte e una media di 1,70 punti a partita”.

Alzi la mano chi avrebbe pensato, 1000 giorni dopo, che quella panchina fosse ancora ben salda a reggere il tecnico pescarese, anzi, passano le partite e sembra sempre di poter dire che “il meglio deve ancora venire”, tanto per restare nel gergo musicale. Il buongiorno si vede dal mattino? Si, decisamente. Perché la Coppa Italia inizia con tre squilli conquistando gli scalpi di Triestina, Cremonese e Parma. D’Angelo vuole il 352 per la sua squadra e se gli uomini a disposizione non glielo permettono, lui se l’inventa. Nasce così la prima magia: De Vitis difensore centrale, e quasi 1000 giorni dopo e un cambio di modulo, abbiamo visto con la Spal che mirabilia è stata questa intuizione. La Coppa Italia si fermerà a Novara, una partita sfortunata, decisa da alcuni episodi girati male. Fra i commenti a fine gara, la dichiarazione del mister che più ci rimase impressa: «andare a giocare all’olimpico, chissà se mai mi ricapiterà».

Il campionato invece non iniziò benissimo, sembrava un refrain della stagione precedente, ma questa volta a gennaio arrivano giocatori veri, non comprimari, il mister li amalgama a dovere e poi imprime quell’accelerazione tipica delle sue squadre che a primavera sbocciano come i tulipani in Olanda. Poi serve anche un pizzico di fortuna, ma meritata dopo alcune partite stregate (Piacenza e Siena in casa e Arezzo in trasferta). La partita della svolta arriva un sabato sera contro la Pistoiese. Il Pisa è avanti 2-1 ma l’ennesima disattenzione della difesa (sarà poi l’ultima), manda sul dischetto gli arancioni: lite Luperini – Momentè su chi tira il penalty, vince quest’ultimo che manda la palla in curva, un registra potrebbe girare il sequel di “Sliding doors” e farci vedere cosa sarebbe successo se quel tiro dal dischetto fosse entrato, ma noi ci concentriamo sui fatti e non sul poteva essere ma non è stato.

Da quel momento in poi il Pisa non si fermerà più. Raccontare la notte di Trieste ancora una volta non aggiungerebbe niente a quello che tutti noi abbiamo scolpito nella nostra memoria, in maniera indelebile. “L’omone di Pescara”, come qualcuno lo chiama affettuosamente, riporta il Pisa in serie B. Per intervistarlo quella sera lo andammo a scovare sull’autobus nel garage del “Rocco”, tutto solo, forse, con la mente rivedeva il film del campionato, forse maniacale com’è, pensava a cosa c’era da migliorare, perché il suo Pisa era volato in serie B, non pensava invece, da uomo umile, che era appena entrato nella storia ultracentenaria del club e passo dopo passo è ancora li, a scalare posizioni nella gerarchia che la storia con severità assegna agli uomini. Sono pochi gli allenatori che hanno resistito un paio di stagioni in una della piazze a più alta concentrazione di pressione mediatica e di pubblico, figuriamoci quelli che sono arrivati a 1000 giorni. Buon anniversario mister, ci leggiamo per i prossimi 1000 e chissà che il sogno di giocare all’olimpico non si realizzi davvero.

Massimo Corsini

GABRIELE BIANCHI E LA SUA LETTERA AL MISTER Cazzo se è difficile scrivere qualcosa dopo la splendida esposizione di Massimo... Che racchiude un po' tutto quello che c'è da dire per questi tuoi mille giorni sulla panchina del Pisa. Il resto è immortalato in mille video e in mille foto, ormai graffiato in modo imperituro nella memoria di ogni tifoso neroazzurro degno di tale qualifica. Cerco allora rifugio nella musica e l'accostamento è persino banale. “Mille giorni di te e di me”. Il titolo calzerebbe pure a pennello, il testo è un po' meno. Perché sostanzialmente è la storia di un addio. Ma è proprio pensando ad un tuo addio, perché il calcio purtroppo è materia inventata dal demonio e anche le storie d'amore più belle prima o poi finiscono, che riesco a magnificare la tua presenza all'ombra della Torre Pendente.

"Chi ci sarà dopo di te". Non ci voglio neppure pensare, ed a chiunque tocchi tale incombenza avrà il suo bel daffare per provare almeno a pareggiare quanto hai saputo fare per i nostri colori. "Ci separammo un po' come ci unimmo, senza far niente, niente poi c'era da fare". Sei arrivato in punta di piedi, probabilmente te ne andrai in punta di piedi perché l'essere sopra le righe non fa parte del tuo modo di essere. Ancora ti rivedo nella festa all'Arena Garibaldi il giorno dopo l'apoteosi di Trieste, quasi un pesce fuor d'acqua in mezzo a tutto quel casino. Il proscenio lasciato agli altri, sempre e comunque, perché è così che sei riuscito a formare un gruppo granitico che neanche le più grandi difficoltà riescono a scalfire.

"Ti presento un vecchio amico mio". Perché a molti anni da adesso mi piacerebbe incontrarti in un qualsiasi posto e presentati così ad un mio improbabile figlio e ad un mio ancora più improbabile nipote. Anche se si benissimo che il termine amico mal si addice a questo nostro rapporto attuale. Sappi però che con il tuo essere uomo ancor prima che allenatore, gigante dentro più di quanto tu lo sia fuori, sei riuscito ad entrare nel cuore di questo modesto scribacchino. Buon millenario mister.

I NUMERI DEL MISTER ANALIZZATI DA PAOLO SARDELLI Luca D’Angelo taglia il traguardo dei 1000 giorni da allenatore del Pisa, avventura iniziata il 24 giugno 2018, confermandosi così come uno dei tecnici più “longevi” , oltre che amati, della storia del glorioso Sporting.  Se andiamo a guardare il suo score sulla panchina nerazzurra, vediamo che il mister ha disputato 121 partite con 53 vittorie 39 pareggi e 29 sconfitte con una media di 1.64 punti a partita, risultati che lo hanno portato ad ottenere la promozione in serie B nella prima stagione, ed a sfiorare i playoff in quella successiva: ed anche nel campionato in corso il Pisa viaggia in una posizione più che tranquilla rispetto all’obiettivo di partenza (la salvezza) e con concrete possibilità di inserirsi fra le squadre che si giocheranno la promozione in serie A ai playoff.

Possiamo quindi affermare senza tema di smentita che Luca D’Angelo è uno degli allenatori più vincenti nella storia del Pisa, ma “l’omone di Pescara “ è sicuramente amato ed apprezzato anche per le sue doti umane e morali: personaggio semplice e schietto, poco incline alle chiacchiere ed alle polemiche, alle quali ha sempre anteposto i fatti, è sicuramente l’uomo giusto nel posto giusto: non ci resta che congratularci con lui per questo splendido traguardo raggiunto, ringraziarlo per i risultati ottenuti, ed augurarci che questi mille giorni siano solo i primi di una storia ancora lunga colorata di neroazzurro. Buon lavoro Luca!

fotografie Pisa SC /Fabio Fagiolini

redazione.cascinanotizie