Luigi Del Punta e gli altri protagonisti del tennis pisano
Dal racconto dell'anima del Circolo Tennis Certosa prende vita una galleria di uomini e donne che, da Nicla Migliori a Martina Trevisan e Francesco Maestrelli, hanno scritto la storia del tennis a Pisa e in provincia
Le grandi storie, spesso, iniziano davanti a un tavolo.
Non in uno stadio gremito o durante una finale, ma in una chiacchierata tra persone che condividono la stessa passione.
È stato così anche per questa.
Sedersi ad ascoltare Luigi Del Punta significa compiere un viaggio nella memoria del tennis pisano. I suoi ricordi attraversano quasi mezzo secolo di sport, riportando alla luce nomi, episodi e volti che rischiavano di andare dimenticati.
Ma Del Punta, da solo, non racconta soltanto la storia della Certosa di Calci.
Racconta un mondo.
Un mondo fatto di campionesse, maestri, dirigenti, giocatori e giovani promesse che, in epoche diverse, hanno contribuito a fare della provincia di Pisa una piccola ma importante realtà del tennis italiano.
Ecco alcuni dei loro volti.

Nicla Migliori, la ragazza dell'Arena
Ogni storia ha bisogno di una pioniera.
Per il tennis pisano quel ruolo appartiene a Nicla Migliori.
Prima ancora che una grande campionessa, fu una bambina cresciuta tra il Tennis Club Pisa e l'Arena Garibaldi, in una città che nel dopoguerra ritrovava nello sport una delle proprie ragioni di rinascita.
Cinque titoli italiani assoluti, una straordinaria collezione di successi nel doppio e nel doppio misto e due scudetti conquistati con il Tennis Club Pisa la collocano tra le più grandi tenniste italiane del Novecento.
Fu la prima a dimostrare che anche Pisa poteva salire sul tetto d'Italia.

Anna Iualè, la continuità di una tradizione
Negli anni Ottanta il testimone passò a Anna Iualè.
Campionessa italiana assoluta nel 1982, rappresentò il proseguimento ideale della scuola tennistica pisana.
Prima da atleta e poi da punto di riferimento nei circoli di Pontedera e Ponsacco, contribuì a mantenere vivo un patrimonio tecnico che aveva radici profonde.
Dietro ogni campione c'è sempre qualcuno che gli insegna il primo diritto.
Nel nostro territorio quel ruolo porta il nome di Piero Toci.
Giocatore di livello nazionale nell'epoca di Adriano Panatta, ha dedicato la propria vita all'insegnamento, formando generazioni di tennisti e diventando uno dei maestri più stimati della Toscana.
Per tanti giovani la sua lezione non è stata soltanto tecnica, ma anche umana.
Elisabetta Lazzeri, la campionessa silenziosa
Ci sono campioni che riempiono le prime pagine.
E altri che lasciano un segno senza mai cercare i riflettori.
Elisabetta Lazzeri appartiene a questa seconda categoria.
Protagonista dello storico scudetto conquistato dal Circolo Tennis Certosa nel 1980 insieme a Monica Bertolucci e Monica Giorgi, continuò la propria vita con semplicità, lavorando alla storica Alfera di Ospedaletto.
Una normalità che rende ancora più straordinaria la sua storia sportiva.
Bertolucci, Barazzutti, Zugarelli e Vattuone
Per qualche stagione il piccolo Circolo Tennis Certosa di Calci diventò una delle capitali del tennis italiano.
Sui suoi campi arrivarono Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti, Tonino Zugarelli ed Enzo Vattuone.
Campioni che avevano scritto pagine memorabili della Coppa Davis e che contribuirono a conquistare due scudetti destinati a entrare nella leggenda dello sport pisano.
Chi li ha conosciuti ricorda però soprattutto la loro semplicità.
Erano grandi campioni.
Ma erano, prima di tutto, uomini di circolo.
Luigi Del Punta, il custode della memoria
Poi c'è lui.
Luigi Del Punta.
Forse non è il personaggio con il palmarès più ricco.
Eppure, senza di lui, probabilmente questo viaggio non sarebbe mai iniziato.
Giocatore, dirigente, organizzatore e anima del Circolo Tennis Certosa, ha vissuto in prima persona gli anni più belli del tennis calcesano.
Nei suoi racconti rivivono la nascita del circolo, gli scudetti, i tornei internazionali, Adriano Panatta che arriva a salutare gli amici, la tromba d'aria del 1991, le vittorie, le sconfitte e perfino gli episodi più curiosi.
Ascoltandolo si capisce che la memoria sportiva non vive soltanto negli albi d'oro.
Vive soprattutto nelle persone che hanno saputo conservarla.
Ed è proprio grazie ai suoi ricordi che molte delle storie raccontate in questo speciale hanno potuto tornare alla luce.
Le storie di Luigi Del Punta appartengono ormai alla memoria del tennis pisano.
Ma quella memoria non è rimasta chiusa negli album fotografici.
Negli ultimi anni nuovi protagonisti hanno riportato Pisa e la sua provincia sui grandi palcoscenici del tennis internazionale.
Martina Trevisan, il ritorno del grande tennis femminile
Per molti anni nessuna tennista del territorio era riuscita a raggiungere stabilmente i massimi livelli internazionali.
Poi è arrivata Martina Trevisan.
Cresciuta tennisticamente sui campi di Pontedera, ha trasformato il talento coltivato nella provincia pisana in una carriera di prestigio mondiale.
Campionessa italiana, protagonista nei tornei del Grande Slam e capace di entrare tra le migliori venti giocatrici del ranking WTA, ha riportato il tennis femminile toscano ai massimi livelli internazionali.
Per molte giovani tenniste rappresenta oggi un modello da seguire.
Francesco Maestrelli, il futuro è già cominciato
Se Martina rappresenta il presente, Francesco Maestrelli incarna il futuro.
Nato a Pisa nel 2002, figlio dell'attuale presidente dell'Opera della Primaziale Pisana, ha iniziato a giocare a tennis seguendo l'esempio della sorella Valentina, dopo una breve esperienza nelle giovanili del Pisa Sporting Club.
La qualificazione agli Australian Open, la prima vittoria in uno Slam e la sfida contro Novak Djokovic hanno segnato il suo definitivo ingresso nel tennis che conta.
Il suo percorso gli è valso il riconoscimento del Comune di Pisa e le Ali del Pegaso della Regione Toscana.
Nel luglio 2026 occupa la 149ª posizione del ranking ATP, dopo aver raggiunto il suo miglior piazzamento con il 108° posto mondiale.
Una carriera ancora tutta da scrivere.
Una storia che continua
Da Nicla Migliori a Martina Trevisan.
Da Anna Iualè a Francesco Maestrelli.
Passando per i maestri, i dirigenti, i volontari e gli uomini che hanno trasformato un piccolo circolo di provincia in una realtà capace di vincere scudetti.
Sono trascorsi quasi ottant'anni.
Sono cambiate le racchette, la preparazione atletica, il professionismo e il modo di vivere questo sport.
Ma una cosa è rimasta immutata.
La capacità del tennis pisano di produrre talento, passione e persone che hanno saputo lasciare un segno.
E forse è proprio questa la lezione più bella che ci consegnano i racconti di Luigi Del Punta.
Le coppe si impolverano.
Le classifiche vengono superate.
Le fotografie ingialliscono.
Le storie, invece, continuano a vivere.
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