Lupo in Toscana, Galletti (M5S): “Il monitoraggio sia affidato a organismi scientifici indipendenti”
La consigliera regionale critica l’ipotesi della Regione Toscana di coinvolgere associazioni agricole e venatorie nel controllo della popolazione
Nel giorno in cui il Senato della Repubblica discute il possibile declassamento dello status di tutela del lupo, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Irene Galletti interviene nel dibattito sulla gestione della specie in Toscana.
Al centro della critica la scelta della Regione Toscana di coinvolgere organizzazioni come Coldiretti e Federcaccia nel monitoraggio della popolazione, un’attività che secondo la consigliera dovrebbe essere affidata esclusivamente a organismi scientifici e professionisti qualificati.
Ha scritto Irene Galletti, consigliera regionale M5S.
Nel giorno in cui il Senato discute il declassamento del lupo, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Irene Galletti interviene nel dibattito regionale sulla gestione della specie, esprimendo forti perplessità rispetto all’iniziativa della Regione Toscana al coinvolgimento di Coldiretti e Federcaccia nel monitoraggio della popolazione.
«Il monitoraggio di una specie come il lupo, tutelata dalla normativa europea e dalla legge nazionale 157/92, richiede indipendenza, rigore metodologico e competenze scientifiche specifiche – afferma Galletti – per questo non ritengo opportuno affidarlo a soggetti portatori di interessi particolari, siano essi agricoli o venatori. Così come non sarebbe corretto delegarlo ad associazioni ambientaliste. Un lavoro di questo tipo deve essere svolto da professionisti qualificati, come biologi e ricercatori, all’interno di un quadro istituzionale chiaro e imparziale».
La consigliera ricorda che l’unico monitoraggio condotto in Italia con un approccio realmente sistematico e terzo è stato quello coordinato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) tra il 2020 e il 2021, uno studio riconosciuto dalla comunità scientifica che ha fornito per la prima volta un quadro attendibile sulla presenza del lupo nel Paese.
«Oggi quello studio è ormai datato e dovrebbe essere aggiornato anche alla luce di problemi come l’ibridazione e il bracconaggio. Sarebbe quindi logico proseguire su quella strada, promuovendo un nuovo monitoraggio nazionale coordinato dallo Stato con il supporto di ISPRA».
«Il monitoraggio non deve diventare un terreno di scontro politico – conclude Galletti – ma restare un’attività scientifica basata su dati affidabili. Solo così sarà possibile costruire politiche equilibrate che tutelino la biodiversità e, allo stesso tempo, sostengano chi vive e lavora nelle aree rurali. È il Governo che dovrebbe promuovere un nuovo monitoraggio nazionale, coordinato scientificamente e realizzato con il contributo di biologi e istituti di ricerca. Allo stesso tempo la Regione Toscana non dovrebbe affidare funzioni così delicate a soggetti che rappresentano interessi di parte».


