Meeting Maffi, Falorni chiede di azzerare l’Irap per gli enti sociosanitari
Al nono incontro della Fondazione Casa Cardinale Maffi, alcuni rappresentanti regionali annunciano una mozione per valutare l’impatto della proposta
L’appello ad azzerare in Toscana l’Irap per gli enti del Terzo settore impegnati nell’assistenza sociosanitaria è stato al centro del nono Meeting Maffi, svoltosi venerdì 25 settembre al PalaTodisco.
Il presidente della Fondazione, Franco Falorni, ha richiamato le difficoltà economiche degli enti e i bisogni delle famiglie.
Ha scritto la Fondazione Mafffi
“Una fragilità che non va riparata”, che è ricchezza e bellezza. Ma anche bisogni sempre più complessi, sfide quotidiane – con una proposta concreta lanciata al mondo della politica -, sogni che guardano al futuro. Soluzioni da cercare insieme. Il nono meeting della Fondazione Casa Cardinale Maffi che si è svolto oggi, venerdì 25 settembre al PalaTodisco, ha declinato il titolo “Si può dare di più” in domande, riflessioni e azioni da mettere in programma.
“Se la prossimità è un valore da affermare e allenare, l’urlo delle famiglie che non devono e non possono essere lasciate sole, lo sentiamo sempre più forte. In questo contesto - questo l'appello del presidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi Franco Falorni - gli Enti del Terzo Settore sono di fatto parte attiva del sistema sanitario nazionale ma il loro equilibrio economico non è scontato né garantito. Un esempio è il paradosso dell’Irap. Una tassa sulla presenza umana negli enti no profit, una imposta ingiusta, calcolata sul costo del personale dipendente e sui compensi assimilati. Una tassa sulla cura, un corto circuito che in altre Regioni è stato superato. Ci rivolgiamo, quindi, alla politica e ai decisori: chiediamo che anche in Toscana l’Irap per gli Ets venga azzerata completamente”. Una sfida rivolta direttamente alla platea nella quale erano presenti l’assessora regionale Alessandra Nardini, i consiglieri regionali Antonio Mazzeo, Matteo Trapani, Federico Eligi, Alessandro Franchi, Massimiliano Ghimenti, Diego Petrucci e la senatrice Ylenia Zambito. E l’appello è stato accolto: “Ci prendiamo l’impegno a presentare in consiglio regionale una mozione in cui chiederemo alla giunta di valutare l’impatto economico dell’azzeramento dell’Irap per gli enti del terzo settore che si occupano di socio-sanitario”.
Anche Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale, ha rilanciato la sfida: “La vera battaglia è una sola e non va in direzione dell’aumento dei servizi ma punta a far crescere le relazioni di fraternità. La vera battaglia è affinché la salute venga tolta dalle logiche del profitto”.
Particolarmente toccanti le testimonianze di Marisa Di Paola che ha scelto di vivere nella casa psichiatrica Maffi dell’Olmarello e di Emanuela Ciardi, mamma di Andrea del progetto Dopo di Noi. Durante il meeting è, inoltre, andato in scena lo spettacolo teatrale "Astolfo sulla luna", della compagnia teatrale Casa Maffi di Fivizzano. Sul palco le Sorelle e i Fratelli Preziosi e gli operatori della Fondazione Casa Cardinale Maffi ETS. Ideato da Camilla Nanna, è una storia ispirata al viaggio di Astolfo e alla fragilità umana, che ci ricorda che anche quando andiamo a pezzi, possiamo sempre ricomporci e rinascere. Tantissimi gli applausi.
Le conclusioni, subito dopo “Astolfo sulla luna”, sono state affidate a Padre Saverio Cannistrà, Arcivescovo di Pisa: “Abbiamo visto uno spettacolo di arte sacra, uno spettacolo che ha celebrato la sacralità della vita. E abbiamo visto con i nostri occhi quel ‘si può dare di più’ che è il tema del meeting”.
Infine il meeting ha visto il debutto del libro “SI PUÒ DARE DI PIÙ…” che è il quinto della serie, in una collana di scienze sociali, pubblicato da Pacini editore. Curato da Franco Luigi Falorni, parla di cambiamento, ma soprattutto di una convinzione: si può dare di più quando si sceglie di farlo insieme. Il libro sarà presentato nell’ambito del Pisa Book Festival sabato 3 ottobre alle ore 10:00, presso la Torre Guelfa della Cittadella. Interverranno il curatore Franco Luigi Falorni, don Antonio Cecconi e Giovanni Padroni.



