Monte Faeta in cenere per un’oliveta: indagati due operai per incendio colposo

Cronaca
San Giuliano Terme
Domenica, 3 Maggio 2026

Il rogo sarebbe partito dall'abbruciamento di alcune frasche sul versante lucchese. Distrutti oltre 700 ettari di bosco e un’abitazione devastata; 3.500 le persone evacuate durante l'emergenza

SAN GIULIANO TERME – Una negligenza durante la pulizia di un’oliveta sarebbe la scintilla che ha scatenato il disastroso incendio del Monte Faeta. Il bilancio è drammatico: oltre 700 ettari di territorio, una superficie pari a circa mille campi da calcio, sono stati ridotti in cenere da un rogo che per oltre quattro giorni, a partire dal 28 aprile, ha devastato i versanti di Santa Maria del Giudice e di Asciano.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’incendio avrebbe avuto origine in via di San Pantaleone, sul versante lucchese. Due operai agricoli di circa 50 anni, titolari di una ditta di giardinaggio, risultano attualmente indagati dalla Procura di Lucca per incendio colposo aggravato. I due avrebbero ammesso ai Carabinieri Forestali di aver bruciato gli sfalci derivanti dalla potatura di un’oliveta al limitare del bosco, senza però assicurarsi del completo spegnimento delle braci prima di allontanarsi. Le fiamme, alimentate dalle forti raffiche di vento, si sono propagate rapidamente alla vegetazione circostante, diventando in breve tempo fuori controllo.

L’emergenza ha imposto l’evacuazione di 3.500 persone, la maggior parte delle quali è già riuscita a rientrare nelle proprie abitazioni poiché il perimetro del rogo è ora in buona parte sotto controllo. Tuttavia, i danni materiali restano pesanti: sul versante pisano una casa è stata completamente devastata dalle fiamme, mentre altre due strutture hanno riportato danni parziali.

Attualmente, squadre dei Vigili del Fuoco, mezzi di terra e Canadair sono ancora impegnati nello spegnimento degli ultimi focolai e dei "fumacchi". Sebbene permangano punti critici sul versante di San Giuliano Terme, il calo del vento sta finalmente favorendo l'efficacia delle operazioni di bonifica.

Sull'accaduto è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ricordando che in presenza di vento è tassativamente vietato effettuare abbruciamenti di residui agricoli, specialmente in giornate per le quali era stata diramata un'allerta meteo specifica. «È fondamentale la collaborazione di tutti i cittadini nel rispettare le norme per prevenire ulteriori emergenze e non aggravare una situazione già fortemente gravosa», ha sottolineato il governatore.


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massimo.corsini