Movimento No Base. 25 aprile di lotta a Camp Darby e San Piero a Grado
In circa 500 hanno manifestato davanti alla base militare americana. Nuovamente occupata l'area dei Tre Pini. Futuro Nazionale attacca e chiede che l'Università di Pisa ne torni in possesso
Circa 500 persone hanno preso parte, nella mattinata del 25 aprile, a una manifestazione svoltasi nei pressi di Camp Darby, dove i partecipanti hanno sfilato in corteo per chiedere la chiusura della struttura militare statunitense. L’iniziativa è stata organizzata dal Movimento No Base, realtà riconducibile all’area della sinistra radicale.
Il corteo si è successivamente diretto verso l’area dei Tre Pini, a San Piero a Grado, dove è stato raggiunto un presidio che, secondo quanto riferito dagli organizzatori, era stato sgomberato nelle settimane precedenti dall’università. I manifestanti hanno quindi occupato lo spazio.
Alla manifestazione hanno aderito oltre 45 realtà tra associazioni, comitati e organizzazioni.
Ha scritto Angelo Ciavarrella, capogruppo di Futuro Nazionale a Pisa.
"Quello a cui abbiamo assistito ieri a San Piero a Grado è l'ennesimo atto di arroganza da parte di chi pensa di essere al di sopra della legge. Con la scusa del 25 aprile, i soliti professionisti del dissenso hanno rioccupato l'area dei Tre Pini." Così Angelo Ciavarrella, capogruppo di Futuro Nazionale, commenta la nuova mobilitazione del movimento No Base.
"Già in occasione dello sgombero dello scorso marzo — continua Ciavarrella — avevamo espresso il nostro plauso per il ripristino della legalità in un’area di proprietà dell’Università di Pisa che era stata trasformata in una zona franca. Vedere oggi quegli stessi spazi nuovamente violati è uno schiaffo alla città e alle istituzioni che avevano lavorato per restituire decoro e sicurezza a San Piero a Grado."
Per il capogruppo di Futuro Nazionale, la protesta contro la base al CISAM non può diventare un alibi per l'illegalità: "Si può essere d'accordo o meno sulle scelte strategiche e militari, ma il confronto democratico non si fa occupando abusivamente terreni altrui o creando presidi permanenti in totale spregio delle regole. È inaccettabile che ogni ricorrenza civile diventi il pretesto per blitz ideologici che gravano sulla collettività."
"Chiediamo un intervento immediato e risolutivo da parte della Prefettura e delle Forze dell’Ordine. L'Università di Pisa, in quanto proprietaria, deve tornare in possesso dei propri spazi senza indugi. Non possiamo permettere che il territorio diventi ostaggio di chi non rispetta la legge. La legalità non è un optional che si applica a giorni alterni: chi occupa abusivamente deve risponderne davanti alla legge," conclude Ciavarrella.



