Nidi a gestione indiretta: scontro totale Comune - sindacati, proclamato lo stato di agitazione

Cronaca
PISA e Provincia
Mercoledì, 20 Maggio 2026

Fallito l’incontro con l’assessore Buscemi. I sindacati denunciano rischi per 70 posti di lavoro e la qualità del servizio: il 27 maggio il confronto si sposta in Prefettura

PISA – Resta altissima la tensione sul futuro dei servizi all’infanzia a gestione indiretta nel Comune di Pisa. L’incontro svoltosi ieri, 19 maggio, tra le organizzazioni sindacali, l’assessore Riccardo Buscemi e i tecnici comunali, si è concluso con un nulla di fatto, confermando le distanze siderali tra le parti. Al centro della contesa c’è il nuovo bando di gara che, secondo FP CGIL, CUB e Cobas, metterebbe a serio rischio la stabilità occupazionale di oltre 70 lavoratrici e la qualità pedagogica offerta ai bambini.

Nonostante le preoccupazioni espresse da educatrici e genitori, l’Amministrazione Comunale è rimasta ferma sulle proprie posizioni. L’assessore Buscemi ha ribadito che, dal punto di vista dell'Ente, il bando non produrrebbe alcun danno all'occupazione, sostenendo anzi che l'obiettivo della nuova gara sia il miglioramento del servizio. Tuttavia, le sigle sindacali parlano di «nozze con i fichi secchi», evidenziando come le risorse messe a bando siano insufficienti a coprire il monte orario complessivo dei contratti individuali attualmente in essere.

Durante il confronto, i sindacati hanno chiesto con forza la revoca del bando in autotutela o, in subordine, una proroga dei termini per la presentazione delle offerte. La richiesta nasce dal fatto che le numerose precisazioni tecniche pubblicate dal Comune sulla piattaforma Start nelle ultime settimane avrebbero cambiato le "regole del gioco", non permettendo ai soggetti interessati di formulare offerte ponderate. Richieste, queste, rispedite al mittente dal Comune.

Ad appesantire il clima è intervenuta anche una nuova nota dell’Osservatorio Regionale sugli Appalti, che avrebbe rilevato ulteriori incongruenze nei documenti di gara. Per i sindacati si tratta della conferma che il rischio d'impresa viene scaricato interamente sulle spalle degli operatori economici e, di riflesso, sulle lavoratrici. «È palese che il monte orario messo a gara non sia sufficiente a garantire i contratti dichiarati dall’operatore uscente», denunciano i rappresentanti dei lavoratori, sottolineando come le rassicurazioni tecniche della Committenza non risolvano il problema della carenza di risorse.

A fronte della posizione irremovibile del Comune, la mobilitazione non si ferma. FP CGIL, CUB e Cobas hanno proclamato lo stato di agitazione: il prossimo mercoledì 27 maggio la discussione si sposterà ufficialmente sui tavoli della Prefettura di Pisa, nel tentativo di trovare una mediazione che eviti pesanti ricadute sul sistema dei nidi cittadini.

 


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massimo.corsini